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Da l'Écurie Paris al dipartimento sportivo

La DS19 aveva dimostrato ancora una volta il potenziale sportivo delle vetture realizzate dal Doppio Chevron, come già accaduto con le già citare "Rosalie". Nei primi anni '50, una delle squadre francesi con piloti nel complesso dilettanti in quel periodo, diretta da un certo René Cotton, era la Écurie Paris. Cotton era stato un pilota professionista, visto in azione anche alla prestigiosa 24 Ore di Le Mans. All'interno della squadra correva allora Paul Coltelloni, vincitore del Rally di Monte Carlo nel '59 a bordo di una Citroën ID19 che apparteneva alla moglie. René Cotton fu avvicinato dai dirigenti del marchio francese e dall'originaria Écurie Paris prese vita il dipartimento sportivo del marchio transalpino, come segnalato dalla casa. Marlène entrò a far parte di questa storia nel 1960, precisamente dopo un incontro a Biarritz, alla premiazione del Tour de France Automobile di quell'anno. Era una giovane pilota dall'aspetto radioso e catturò proprio l'attenzione di René Cotton. I due si piacquero subito e in meno di due anni si sposarono e divennero anche stretti collaboratori. Marlène assunse la direzione della divisione sportiva dopo la scomparsa del marito e diede la sua impronta alla squadra, in linea con lo spirito innovatore della casa francese. “Ci aspettavamo un’aiutante ed è arrivato un generale”, dichiararono i piloti e meccanici della scuderia nel lontano 1971, da quanto emerso. Una donna carismatica, la prima al comando di un dipartimento dedicato alle competizioni agonistiche che ha firmato diversi successi, nonostante i cambi regolamentari a metà degli anni '70. Poi nel '75 avvenne fusione tra Citroën e Peugeot dando vita al Gruppo PSA, considerando la crisi economica del periodo. L'attività sportiva del Doppio Chevron subì una momentanea interruzione, ma certo non si fermò Marlène Cotton, sempre interessata ai grandi rally raid come la Parigi-Persepoli o il Raid Afrique del ’73, senza dimenticare altri eventi tipo la "Formule Bleue" o il "Pop Cross", che in Italia divenne "2CV-Dyane Cross". L'opera di Marlène Cotton risultò funzionale per la Direzione della Comunicazione del marchio, diretta all’epoca da Jacques Wolgensinger. La Cotton conquistò il suo ultimo traguardo dirigenziale nel 1977. Nell'occasione furono cinque le CX presenti al Rally del Senegal, in ogni singola categoria. Quelle vetture conquistarono i primi cinque posti della classifica generale e il successo nei rispettivi raggruppamenti. Dunque una figura importante nell'arco storico di Citroën, che ricorda uno dei suoi volti femminili proprio nell'anno in cui festeggia il centenario. La rappresentante di un movimento che ha visto protagonisti noti piloti come Lucien Bianchi, Gendebien, Ogier, Toivonen, Trautmann, Waldegard e altri nelle competizioni rally e nel motorsport, oltre a collaboratori che poi presero il testimone della Cotton negli anni '80 e '90 come Guy Frequelin e Jean Todt. [post_title] => Citroen: un ricordo di Marlene Cotton [FOTO] [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => citroen-un-ricordo-di-marlene-cotton-foto [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-03-18 21:37:18 [post_modified_gmt] => 2019-03-18 20:37:18 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=612459 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Citroen: un ricordo di Marlene Cotton [FOTO]

Dirigente del dipartimento sportivo negli anni '70

La casa francese ricorda une delle figure femminili più rilevanti nella sua storia, alla guida del reparto dedicato all'attività sportiva, prendendo il posto del marito René Cotton

Citroën si interessò col tempo delle competizioni. Dall’inizio spumeggiante delle C6 “Rosalie” negli anni ’30, portate in pista dal brand Yacco, al potenziale espresso dalle DS19 alla fine degli anni ’50 che suggerì qualcosa. L’impegno ufficiale del marchio prese vita solo all’inizio degli anni ’60. Marlène Cotton è uno dei volti femminili più rappresentativi di questo impegno, come ricordato dalla stessa casa francese.

Da l’Écurie Paris al dipartimento sportivo

La DS19 aveva dimostrato ancora una volta il potenziale sportivo delle vetture realizzate dal Doppio Chevron, come già accaduto con le già citare “Rosalie”. Nei primi anni ’50, una delle squadre francesi con piloti nel complesso dilettanti in quel periodo, diretta da un certo René Cotton, era la Écurie Paris. Cotton era stato un pilota professionista, visto in azione anche alla prestigiosa 24 Ore di Le Mans. All’interno della squadra correva allora Paul Coltelloni, vincitore del Rally di Monte Carlo nel ’59 a bordo di una Citroën ID19 che apparteneva alla moglie.
René Cotton fu avvicinato dai dirigenti del marchio francese e dall’originaria Écurie Paris prese vita il dipartimento sportivo del marchio transalpino, come segnalato dalla casa. Marlène entrò a far parte di questa storia nel 1960, precisamente dopo un incontro a Biarritz, alla premiazione del Tour de France Automobile di quell’anno. Era una giovane pilota dall’aspetto radioso e catturò proprio l’attenzione di René Cotton. I due si piacquero subito e in meno di due anni si sposarono e divennero anche stretti collaboratori.
Marlène assunse la direzione della divisione sportiva dopo la scomparsa del marito e diede la sua impronta alla squadra, in linea con lo spirito innovatore della casa francese. “Ci aspettavamo un’aiutante ed è arrivato un generale”, dichiararono i piloti e meccanici della scuderia nel lontano 1971, da quanto emerso.
Una donna carismatica, la prima al comando di un dipartimento dedicato alle competizioni agonistiche che ha firmato diversi successi, nonostante i cambi regolamentari a metà degli anni ’70. Poi nel ’75 avvenne fusione tra Citroën e Peugeot dando vita al Gruppo PSA, considerando la crisi economica del periodo. L’attività sportiva del Doppio Chevron subì una momentanea interruzione, ma certo non si fermò Marlène Cotton, sempre interessata ai grandi rally raid come la Parigi-Persepoli o il Raid Afrique del ’73, senza dimenticare altri eventi tipo la “Formule Bleue” o il “Pop Cross”, che in Italia divenne “2CV-Dyane Cross”. L’opera di Marlène Cotton risultò funzionale per la Direzione della Comunicazione del marchio, diretta all’epoca da Jacques Wolgensinger.
La Cotton conquistò il suo ultimo traguardo dirigenziale nel 1977. Nell’occasione furono cinque le CX presenti al Rally del Senegal, in ogni singola categoria. Quelle vetture conquistarono i primi cinque posti della classifica generale e il successo nei rispettivi raggruppamenti.
Dunque una figura importante nell’arco storico di Citroën, che ricorda uno dei suoi volti femminili proprio nell’anno in cui festeggia il centenario. La rappresentante di un movimento che ha visto protagonisti noti piloti come Lucien Bianchi, Gendebien, Ogier, Toivonen, Trautmann, Waldegard e altri nelle competizioni rally e nel motorsport, oltre a collaboratori che poi presero il testimone della Cotton negli anni ’80 e ’90 come Guy Frequelin e Jean Todt.

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