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Auto elettriche: Amnesty International chiede batterie ecologiche entro pochi anni

Auto elettriche: Amnesty International contro le batterie elettriche delle auto. Richiesto un pacco batteria ecologico in cinque anni

Le auto elettriche saranno il futuro del mercato Automotive. Da qui non si scappa, a prescindere dal fatto che viaggiare con il sibilo del propulsore elettrico nelle orecchie vi piaccia o meno. Le grandi industrie automobilistiche stanno già investendo ingenti somme di denaro in tecnologie di elettrificazione per immettere sul mercato una grande quantità di auto ‘del futuro’ dotate di batterie e non di motori a combustione fossile
Auto elettriche: Amnesty International chiede batterie ecologiche entro pochi anni

Come sappiamo, il veicolo elettrico, di per sé, non ha emissioni nocive ma il vero problema per l’ambiente è la produzione del pacco batterie composte principalmente da litio e cobalto, materiali sicuramente non semplici da reperire e legati, soprattutto, a logiche di sfruttamento minorile e umano (basta pensare che le miniere di cobalto vengono ‘scavate’ dai bambini in Congo) oltre che dall’inquinamento ambientale.

L’elettrico: un’energia pulita…o no? 

Questo Amnesty International (l’organizzazione non governativa internazionale impegnata nella difesa dei diritti umani) lo sa bene e vuole mettere in guardia il mondo sulle conseguenze disastrose che la produzione in massa di batterie potrebbe portare. Amnesty International vuole dichiarare guerra alle auto elettriche? Certo che no ma richiede ai governi e ai leader del settore EV di costruire batterie eco sostenibili in cinque anni.

La produzione di batterie è legata a doppio filo con lo sfruttamento umano e ambientale

I veicoli elettrici sono la chiave per spostare l’industria automobilistica lontano dai combustibili fossili ma al momento non sono così etici come alcuni rivenditori vorrebbero farci credere“, afferma l’organizzazione in una nota ufficiale. “Le batterie agli ioni di litio e cobalto sono collegate a una forte violazioni dei diritti umani che comprende lo sfruttamento del lavoro minorile, soprattutto in Congo, oltre che diversi rischi ambientali come il disboscamento e l’inquinamento dei fiumi”. Quindi l’ONG non boccia l’elettrico ma chiede alle aziende che sia un’energia realmente pulita, caratterizzato da un processo eco sostenibile, a partire dal recupero dei materiali necessari per creare le batterie fino al processo di smaltimento, per evitare di contaminare così suolo, acqua e aria.

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