WP_Post Object ( [ID] => 615391 [post_author] => 8 [post_date] => 2019-03-26 13:38:35 [post_date_gmt] => 2019-03-26 12:38:35 [post_content] => Il Ministro Toninelli e il diesel. Una sola domanda e una risposta che ha scatenato, come sempre, polemiche a non finire. Una discussione che è finita inevitabilmente a toccare prima di tutto la politica dell’attuale Governo Conte nei riguardi della promozione della mobilità sostenibile e in secondo luogo il Ministro in persona. Farò una premessa inutile: al momento chi vi scrive non ha particolari simpatie politiche, anzi. Ho più delle antipatie e il Ministro non sfugge a questa regola. In questo editoriale, però, alla fine finirò per difenderlo, almeno sotto alcuni aspetti della questione (non tutti), in quanto la polemica montata nel corso degli ultimi giorni ha, a mio giudizio, davvero poco senso ed è basata su principi errati. La comunicazione, in particolare, è stata troppo distorta in senso politico, a seconda del media scelto per informarsi e da una parte o dall’altra praticamente nessuno può davvero chiamarsi fuori o reputarsi innocente.

Toninelli: galeotto fu il diesel

Riassumo molto velocemente cosa è avvenuto la scorsa settimana: il Ministro Toninelli era ospite della nostra collega Maria Leitner, durante la prova di una vettura con intervista inclusa. Durante questo botta e risposta, evidentemente persino più sincero di quanto gli stessi protagonisti non si aspettassero, il ministro ha elencato le vetture provate in suo possesso, ovvero una Volkswagen Golf di più di una decina di anni ma con impianto GPL e, “orrore degli orrori”, un SUV con motore diesel. Una Jeep Compass, per l’esattezza. Come ben sapete il Movimento 5 Stelle e il Ministro Toninelli sono stati spesso protagonisti di una, a nostro modo giusta, campagna a favore della mobilità elettrica. Si tratta, a mio modo di vedere, di una missione giusta, ma la scelta del Ministro di acquistare per le lunghe percorrenze, come da lui stesso ammesso via social network, un’auto con motore a gasolio sembrerebbe cozzare contro questo ragionamento. Qui, a mio modo di vedere, c’è stato il primo errore e temo che sia colpa non solo del Ministro, ma anche del tipo di comunicazione nel quale viviamo ora. Soprattutto in politica, ma anche nel mondo automotive non si scherza, si può vivere solo di assoluti. Non esistono posizioni “ragionate”. Usare il buon senso è da “deboli”. Molto meglio sbraitare dalla finestra in una direzione o nell’altra, senza degnare di uno sguardo qualsiasi opinione che possa essere basata sull’uso del buon senso e della testa. Ognuno finisce per scegliere solo le verità che fanno comodo e le usa per provare la propria posizione. Non mi reputo immune da questa tendenza, ma qui cercherò di essere più cristallino che mi sarà possibile. Partiamo con il dire questo: sì, secondo chi vi scrive l’elettrico potrà essere il futuro. Un futuro, però, ancora lontano. No, in Italia le infrastrutture scarseggiano e ancora non si vedono movimenti molto forti che possano migliorare la situazione. Nelle grandi città ancora, ma nei piccoli centri è peggio che “andar di notte”. L’autonomia è un problema. Si sta lavorando per risolverlo, ma rimane tale e probabilmente per risolverlo occorrerà fare un passo in avanti ulteriore nel campo delle batterie (gli ioni di litio per ragioni puramente fisiche e chimiche più di tanto non possono fare). Il diesel è sporco? No! Quantomeno non in senso assoluto. Qui arriva il secondo errore, ovvero il continuo appoggio, condiviso però da tante sigle politiche con schieramenti contrari all’attuale Governo, di iniziative volte a scoraggiare non solo l’uso, ma l’acquisto stesso dei motori diesel, lasciando passare il messaggio che siano loro i principali responsabili dell’inquinamento delle grandi città. Una bufala completa, in quanto esistono vari tipi di diesel e come da dati riportati durante lo scorso #FORUMAutoMotive un diesel attuale è infintamente più pulito di una meccanica definibile come “Euro 0” con le medesime caratteristiche. Non solo a livello di emissioni di CO2, ma soprattutto delle ben più pericolose NOx. Anche andando a considerare i motori Euro 6b, valutati con criteri meno stringenti rispetto agli attuali Euro 6d-temp, i diesel attuali sono più puliti di molti benzina che non sono né soggetti a demonizzazione, né a restrizioni di circolazione. È un dato di fatto, facilmente verificabile. Senza dimenticare che anche la mobilità elettrica, al momento, è ben lontana dall’essere veramente a emissioni zero (senza contare che noi esseri umani solo per il fatto di essere vivi non siamo a emissioni zero, sarebbe più corretto parlare di impatto sostenibile).

La comunicazione: dove hanno sbagliato sia media che Toninelli

Al Ministro Toninelli dobbiamo più che altro imputare in questa vicenda un certo grado di ingenuità e di mancanza di preparazione. Essendo ospite di un’intervista personale su TG2 Motori, non occorreva certo consultare le quartine di Nostradamus per immaginarsi che il discorso sull’auto personale sarebbe saltato fuori. A quel punto bastava ricordarsi che motorizzazione fosse per spegnere almeno una delle parti delle polemiche (l’altra parte avrebbe giovato di un approccio più ragionato sulla mobilità alternativa in passato e qui è colpa del Ministero e del Governo Conte in generale). Molte motorizzazioni diesel in dotazione alla Jeep Compass emettono molta meno CO2 di quella prevista per il “malus” dell’Ecotassa, prevista dalla soglia di 160 g/km (e sto volutamente ignorando il fatto che fosse un’auto usata già immatricolata, che avrebbe spento qualsiasi malus in partenza). Vi sarebbe entrata se fosse rimasto il limite di cui si è parlato in una prima battuta all’epoca dell’introduzione, ovvero quei 110 g/km ritenuti da tutti eccessivamente bassi (ricordiamo poi che anche all’epoca si parlava di indiscrezioni, mai nessun documento ufficiale fu mostrato). Questo non è però il caso. A questo punto, però, entrano in gioco anche una serie di gravi mancanze da parte dei media. Una in particolare: ci si è concentrati talmente tanto sul fatto che il Ministro Toninelli possedesse una Jeep con motore diesel, da dimenticarsi di chiedere quale motore fosse. Come detto, c’è diesel e diesel, non sono tutti uguali. Mi sono preso la briga di ricontrollare molti articoli, sia di testate di settore che generaliste, per capire se qualcuno avesse capito quale motore avesse scelto il Ministro, ma praticamente nessuno ne parla. Solamente nei giorni scorsi sono usciti alcuni articoli più precisi, ma se un professionista della comunicazione come chi vi scrive ha fatto fatica a trovare questa informazione, quanti cittadini non specializzati (ovvero la maggioranza) avrebbero potuto farlo, in modo da potersi costruire democraticamente un’opinione sulla vicenda? La sensazione è che questa polemica, alla fine, fosse basata un po’ sul nulla e un po’ sul modo, secondo il mio parere “becero”, di fare politica al giorno d’oggi. Non c’entra essere grillini, del PD o Leghisti, anche se probabilmente qualcuno a seconda della preferenza mi accuserà di essere dall’una o dall’atra parte (nulla di più lontano dalla realtà). La mobilità sostenibile è importante e l’elettrico lo diventerà. Non è ancora possibile però fare lo scambio ora. La tecnologia non è pronta. Soprattutto non è alla portata del cittadino comune. Come giustamente afferma lo stesso Toninelli. Sarebbe stata necessaria una comunicazione meno politicizzata da parte dei grandi media, una maggior preparazione da parte del Ministro e forse posizioni più ragionate sulla mobilità sostenibile nella sua totalità (niente incentivi sulle vetture ecologiche, ma sull’usato, così da sostituire il parco auto italiano più vecchio con qualcosa di comunque molto più pulito pur se benzina o diesel). Forse non sarebbe stata la panacea di tutti i mali, ma avrebbe comunicato a cittadini e sitituzioni una preparazione maggiore sull’argomento. [post_title] => Toninelli, diesel ed ecotassa: una comunicazione confusa e un'informazione che manca [EDITORIALE] [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => toninelli-diesel-ed-ecotassa-una-comunicazione-confusa-e-uninformazione-che-manca-editoriale [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-03-26 15:07:47 [post_modified_gmt] => 2019-03-26 14:07:47 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=615391 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Toninelli, diesel ed ecotassa: una comunicazione confusa e un’informazione che manca [EDITORIALE]

Tra demonizzazione del diesel e convenienza politica

Il Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, rappresentante del Movimento 5 Stelle, la scorsa settimana è stato al centro di una polemica inerente una delle sue auto di famiglia, una Jeep Compass con motore diesel, che è stata il pomo della discordia di numerosissime diatribe sia politiche che automobilistiche. A nostro giudizio eccessive o, quanto meno, politicizzate e che necessitano un chiarimento
Toninelli, diesel ed ecotassa: una comunicazione confusa e un’informazione che manca [EDITORIALE]

Il Ministro Toninelli e il diesel. Una sola domanda e una risposta che ha scatenato, come sempre, polemiche a non finire. Una discussione che è finita inevitabilmente a toccare prima di tutto la politica dell’attuale Governo Conte nei riguardi della promozione della mobilità sostenibile e in secondo luogo il Ministro in persona.

Farò una premessa inutile: al momento chi vi scrive non ha particolari simpatie politiche, anzi. Ho più delle antipatie e il Ministro non sfugge a questa regola. In questo editoriale, però, alla fine finirò per difenderlo, almeno sotto alcuni aspetti della questione (non tutti), in quanto la polemica montata nel corso degli ultimi giorni ha, a mio giudizio, davvero poco senso ed è basata su principi errati. La comunicazione, in particolare, è stata troppo distorta in senso politico, a seconda del media scelto per informarsi e da una parte o dall’altra praticamente nessuno può davvero chiamarsi fuori o reputarsi innocente.

Toninelli: galeotto fu il diesel

Riassumo molto velocemente cosa è avvenuto la scorsa settimana: il Ministro Toninelli era ospite della nostra collega Maria Leitner, durante la prova di una vettura con intervista inclusa. Durante questo botta e risposta, evidentemente persino più sincero di quanto gli stessi protagonisti non si aspettassero, il ministro ha elencato le vetture provate in suo possesso, ovvero una Volkswagen Golf di più di una decina di anni ma con impianto GPL e, “orrore degli orrori”, un SUV con motore diesel. Una Jeep Compass, per l’esattezza.
Come ben sapete il Movimento 5 Stelle e il Ministro Toninelli sono stati spesso protagonisti di una, a nostro modo giusta, campagna a favore della mobilità elettrica. Si tratta, a mio modo di vedere, di una missione giusta, ma la scelta del Ministro di acquistare per le lunghe percorrenze, come da lui stesso ammesso via social network, un’auto con motore a gasolio sembrerebbe cozzare contro questo ragionamento.

Qui, a mio modo di vedere, c’è stato il primo errore e temo che sia colpa non solo del Ministro, ma anche del tipo di comunicazione nel quale viviamo ora. Soprattutto in politica, ma anche nel mondo automotive non si scherza, si può vivere solo di assoluti. Non esistono posizioni “ragionate”. Usare il buon senso è da “deboli”. Molto meglio sbraitare dalla finestra in una direzione o nell’altra, senza degnare di uno sguardo qualsiasi opinione che possa essere basata sull’uso del buon senso e della testa. Ognuno finisce per scegliere solo le verità che fanno comodo e le usa per provare la propria posizione. Non mi reputo immune da questa tendenza, ma qui cercherò di essere più cristallino che mi sarà possibile.
Partiamo con il dire questo: sì, secondo chi vi scrive l’elettrico potrà essere il futuro. Un futuro, però, ancora lontano. No, in Italia le infrastrutture scarseggiano e ancora non si vedono movimenti molto forti che possano migliorare la situazione. Nelle grandi città ancora, ma nei piccoli centri è peggio che “andar di notte”. L’autonomia è un problema. Si sta lavorando per risolverlo, ma rimane tale e probabilmente per risolverlo occorrerà fare un passo in avanti ulteriore nel campo delle batterie (gli ioni di litio per ragioni puramente fisiche e chimiche più di tanto non possono fare).
Il diesel è sporco? No! Quantomeno non in senso assoluto. Qui arriva il secondo errore, ovvero il continuo appoggio, condiviso però da tante sigle politiche con schieramenti contrari all’attuale Governo, di iniziative volte a scoraggiare non solo l’uso, ma l’acquisto stesso dei motori diesel, lasciando passare il messaggio che siano loro i principali responsabili dell’inquinamento delle grandi città. Una bufala completa, in quanto esistono vari tipi di diesel e come da dati riportati durante lo scorso #FORUMAutoMotive un diesel attuale è infintamente più pulito di una meccanica definibile come “Euro 0” con le medesime caratteristiche. Non solo a livello di emissioni di CO2, ma soprattutto delle ben più pericolose NOx. Anche andando a considerare i motori Euro 6b, valutati con criteri meno stringenti rispetto agli attuali Euro 6d-temp, i diesel attuali sono più puliti di molti benzina che non sono né soggetti a demonizzazione, né a restrizioni di circolazione. È un dato di fatto, facilmente verificabile. Senza dimenticare che anche la mobilità elettrica, al momento, è ben lontana dall’essere veramente a emissioni zero (senza contare che noi esseri umani solo per il fatto di essere vivi non siamo a emissioni zero, sarebbe più corretto parlare di impatto sostenibile).

La comunicazione: dove hanno sbagliato sia media che Toninelli

Al Ministro Toninelli dobbiamo più che altro imputare in questa vicenda un certo grado di ingenuità e di mancanza di preparazione. Essendo ospite di un’intervista personale su TG2 Motori, non occorreva certo consultare le quartine di Nostradamus per immaginarsi che il discorso sull’auto personale sarebbe saltato fuori. A quel punto bastava ricordarsi che motorizzazione fosse per spegnere almeno una delle parti delle polemiche (l’altra parte avrebbe giovato di un approccio più ragionato sulla mobilità alternativa in passato e qui è colpa del Ministero e del Governo Conte in generale). Molte motorizzazioni diesel in dotazione alla Jeep Compass emettono molta meno CO2 di quella prevista per il “malus” dell’Ecotassa, prevista dalla soglia di 160 g/km (e sto volutamente ignorando il fatto che fosse un’auto usata già immatricolata, che avrebbe spento qualsiasi malus in partenza). Vi sarebbe entrata se fosse rimasto il limite di cui si è parlato in una prima battuta all’epoca dell’introduzione, ovvero quei 110 g/km ritenuti da tutti eccessivamente bassi (ricordiamo poi che anche all’epoca si parlava di indiscrezioni, mai nessun documento ufficiale fu mostrato). Questo non è però il caso.

A questo punto, però, entrano in gioco anche una serie di gravi mancanze da parte dei media. Una in particolare: ci si è concentrati talmente tanto sul fatto che il Ministro Toninelli possedesse una Jeep con motore diesel, da dimenticarsi di chiedere quale motore fosse. Come detto, c’è diesel e diesel, non sono tutti uguali. Mi sono preso la briga di ricontrollare molti articoli, sia di testate di settore che generaliste, per capire se qualcuno avesse capito quale motore avesse scelto il Ministro, ma praticamente nessuno ne parla. Solamente nei giorni scorsi sono usciti alcuni articoli più precisi, ma se un professionista della comunicazione come chi vi scrive ha fatto fatica a trovare questa informazione, quanti cittadini non specializzati (ovvero la maggioranza) avrebbero potuto farlo, in modo da potersi costruire democraticamente un’opinione sulla vicenda?

La sensazione è che questa polemica, alla fine, fosse basata un po’ sul nulla e un po’ sul modo, secondo il mio parere “becero”, di fare politica al giorno d’oggi. Non c’entra essere grillini, del PD o Leghisti, anche se probabilmente qualcuno a seconda della preferenza mi accuserà di essere dall’una o dall’atra parte (nulla di più lontano dalla realtà). La mobilità sostenibile è importante e l’elettrico lo diventerà. Non è ancora possibile però fare lo scambio ora. La tecnologia non è pronta. Soprattutto non è alla portata del cittadino comune. Come giustamente afferma lo stesso Toninelli. Sarebbe stata necessaria una comunicazione meno politicizzata da parte dei grandi media, una maggior preparazione da parte del Ministro e forse posizioni più ragionate sulla mobilità sostenibile nella sua totalità (niente incentivi sulle vetture ecologiche, ma sull’usato, così da sostituire il parco auto italiano più vecchio con qualcosa di comunque molto più pulito pur se benzina o diesel). Forse non sarebbe stata la panacea di tutti i mali, ma avrebbe comunicato a cittadini e sitituzioni una preparazione maggiore sull’argomento.

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