WP_Post Object ( [ID] => 618164 [post_author] => 80 [post_date] => 2019-04-04 21:39:42 [post_date_gmt] => 2019-04-04 19:39:42 [post_content] => Il costo di mantenimento di un'automobile è piuttosto salato, ci sono da pagare assicurazione, bollo e a volte anche il super bollo. A queste spese si possono sommare poi multe di varia natura ed importo e non ultimo c'è l'aspetto del controlli da parte del fisco. Per evitare o perlomeno ridurre l'esborso di denaro per la propria auto un escamotage utilizzato era quello di avere un veicolo con targa estera, immatricolato quindi in un altro paese.

Decreto Sicurezza: stretta sull'uso di auto immatricolate straniere

Dal primo dicembre 2018 però le cose sono cambiate in quanto un aggiornamento del codice della strada, inserito nel Decreto Sicurezza e riguardante nello specifico gli articoli 93 e 132, ha modificato appunto questi due articoli specifici per la circolazione in Italia di veicoli immatricolati all'estero. Infatti l'articolo 93 dice:  "[..] e' vietato, a chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre 60 giorni, circolare con un veicolo immatricolato all'estero [..] Nell'ipotesi di veicolo concesso in leasing o in locazione senza conducente da parte di un'impresa costituita in un altro Stato membro dell'Unione europea o dello Spazio Shengen, che non ha stabilito in Italia una sede secondaria o altra sede effettiva, nonché nell'ipotesi di veicolo concesso in comodato a un soggetto residente in Italia e legato da un rapporto di lavoro con un'impresa Ue o Shengen, a bordo del veicolo deve essere custodito un documento, sottoscritto dall'intestatario e recante data certa, dal quale risultino il titolo e la durata della disponibilità del veicolo [...] Per la violazione si applicano la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 712 a 2.848 euro e il divieto di circolazione [...] Qualora, entro il termine di 180 giorni, il veicolo non sia immatricolato in Italia o non sia richiesto il rilascio di un foglio di via, si applica la sanzione accessoria della confisca  amministrativa [...]". Quindi chi è residente da più di 60 giorni in Italia non può avere un veicolo immatricolato all'estero, mentre se questo automezzo è dato in locazione è necessario avere un documento che ne attesti la durata della locazione stessa in modo certo.

180 giorni di tempo per regolarizzare il proprio veicolo

Inoltre l'acquisto di un veicolo immatricolato all'estero è regolamentato dall'articolo 132 che afferma:  “[...] Gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi immatricolati in uno Stato estero e che abbiano già adempiuto alle formalità doganali sono ammessi a circolare in Italia per la durata massima di un anno.” Inoltre il limite per iniziare la procedura di immatricolazione in Italia è di 180 giorni, altrimenti si viene sanzionati con importi da 712 a 2.848 euro. I controlli delle forze dell'ordine sono aumentati, tanto che nella sola città di Torino dall'attuazione del Decreto Sicurezza sono stati sequestrati 20 veicoli e elevate sanzioni per un totale di 28.000 euro. I casi sono i più disparati, da rumeni e moldavi fino a italiani residenti nella provincia di Torino. Anche per quel che riguarda i veicoli si passa da Suv di grossa cilindrata a furgoni utilizzati per il lavoro da imprenditori rumeni e albanesi. Questo decreto regolarizza una situazione che sicuramente poteva degenerare, purtroppo però non è servito a ridurre il grande esborso che ogni automobilista italiano deve sostenere ogni anno per poter utilizzare la propria auto. [post_title] => Residenza italiana e targa estera: giro di vite con il Decreto Sicurezza [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => residenza-italiana-e-targa-estera-giro-di-vite-con-il-decreto-sicurezza [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-04-04 21:39:42 [post_modified_gmt] => 2019-04-04 19:39:42 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=618164 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 1 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Residenza italiana e targa estera: giro di vite con il Decreto Sicurezza

Controlli a tappeto per chi ha l'auto con targa straniera

Le nuove leggi fermano un fenomeno che stava dilagando in Italia, paese sempre tra i primi per tassazione sui veicoli
Residenza italiana e targa estera: giro di vite con il Decreto Sicurezza

Il costo di mantenimento di un’automobile è piuttosto salato, ci sono da pagare assicurazione, bollo e a volte anche il super bollo. A queste spese si possono sommare poi multe di varia natura ed importo e non ultimo c’è l’aspetto del controlli da parte del fisco. Per evitare o perlomeno ridurre l’esborso di denaro per la propria auto un escamotage utilizzato era quello di avere un veicolo con targa estera, immatricolato quindi in un altro paese.

Decreto Sicurezza: stretta sull’uso di auto immatricolate straniere

Dal primo dicembre 2018 però le cose sono cambiate in quanto un aggiornamento del codice della strada, inserito nel Decreto Sicurezza e riguardante nello specifico gli articoli 93 e 132, ha modificato appunto questi due articoli specifici per la circolazione in Italia di veicoli immatricolati all’estero. Infatti l’articolo 93 dice:  “[..] evietato, a chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre 60 giorni, circolare con un veicolo immatricolato all’estero [..] Nell’ipotesi di veicolo concesso in leasing o in locazione senza conducente da parte di un’impresa costituita in un altro Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio Shengen, che non ha stabilito in Italia una sede secondaria o altra sede effettiva, nonché nell’ipotesi di veicolo concesso in comodato a un soggetto residente in Italia e legato da un rapporto di lavoro con un’impresa Ue o Shengen, a bordo del veicolo deve essere custodito un documento, sottoscritto dall’intestatario e recante data certa, dal quale risultino il titolo e la durata della disponibilità del veicolo […] Per la violazione si applicano la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 712 a 2.848 euro e il divieto di circolazione […] Qualora, entro il termine di 180 giorni, il veicolo non sia immatricolato in Italia o non sia richiesto il rilascio di un foglio di via, si applica la sanzione accessoria della confisca  amministrativa […]”. Quindi chi è residente da più di 60 giorni in Italia non può avere un veicolo immatricolato all’estero, mentre se questo automezzo è dato in locazione è necessario avere un documento che ne attesti la durata della locazione stessa in modo certo.

180 giorni di tempo per regolarizzare il proprio veicolo

Inoltre l’acquisto di un veicolo immatricolato all’estero è regolamentato dall’articolo 132 che afferma:  “[…] Gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi immatricolati in uno Stato estero e che abbiano già adempiuto alle formalità doganali sono ammessi a circolare in Italia per la durata massima di un anno.” Inoltre il limite per iniziare la procedura di immatricolazione in Italia è di 180 giorni, altrimenti si viene sanzionati con importi da 712 a 2.848 euro. I controlli delle forze dell’ordine sono aumentati, tanto che nella sola città di Torino dall’attuazione del Decreto Sicurezza sono stati sequestrati 20 veicoli e elevate sanzioni per un totale di 28.000 euro. I casi sono i più disparati, da rumeni e moldavi fino a italiani residenti nella provincia di Torino. Anche per quel che riguarda i veicoli si passa da Suv di grossa cilindrata a furgoni utilizzati per il lavoro da imprenditori rumeni e albanesi. Questo decreto regolarizza una situazione che sicuramente poteva degenerare, purtroppo però non è servito a ridurre il grande esborso che ogni automobilista italiano deve sostenere ogni anno per poter utilizzare la propria auto.

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1 commento

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  1. Bruno

    5 Aprile 2019 at 18:38

    ma vorrei fare una domanda,siamo o no in europa tanto declarata? allora visto che esiste il libero scambio e commercio e libera circolazione, perche si vieta un uso di un mezzo anche intestato ad italiano con targa starniera? se siamo in europa si deveono assoggettare le regole di libera circolazione compreso i mezzi da utilizzare,a fronte di che cosa si fanno leggi che restringono la liberta’ di circolare con un mezzo? quale esso sia? per come la vedo io è una violazione e restrizione della liberta’personale,pertanto ache scopo allora rimanere in europa?

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