WP_Post Object ( [ID] => 624912 [post_author] => 8 [post_date] => 2019-04-25 08:15:23 [post_date_gmt] => 2019-04-25 06:15:23 [post_content] => La Jeep Cherokee è probabilmente uno dei modelli che maggiormente sintetizzano la filosofia dello storico marchio americano. È nata per essere un fuoristrada a tutto tondo: non troppo compatta come la Renegade (che eppure lontano dall’asfalto se la cava non male), ma nemmeno esageratamente voluminosa come la Grand Cherokee. Sa essere un fuoristrada come la mitica Wrangler, ma il suo obiettivo è innegabilmente la comodità degli occupanti. Ha, per dire, tutte le forme al posto giusto e con questo 2.200 Multijet trova definitivamente la sua collocazione all’interno dell’offerta Jeep. Proprio con questa motorizzazione abbiamo effettuato la nostra prova su strada, arricchendola con l’interessantissima trazione integrale 4x4 e il completo allestimento Limited, che non è ancora il top di gamma ma quasi lo sembra. Come avrete ormai già capito, questa Cherokee ci è piaciuta davvero molto ed è oggettivamente degna rappresentante del nome della casa. Andiamo, però, con ordine e iniziamo a scoprirla nei dettagli, partendo dal design della carrozzeria.

Design e Interni: [xrr rating=4/5]

Poche modifiche, ma efficaci Per descrivere la nuova Jeep Cherokee dobbiamo essere chiari sin dal principio: vi piacciono le auto sportive e slanciate? Allora questa non è la vettura per voi. La Jeep Cherokee infatti rispetta pienamente i canoni del fuoristrada duro e puro. Forse non avrà il look avventuriero della Wrangler, ma le modifiche effettuate rispetto al Model Year 2014 l’hanno resa eccezionalmente più fluida nelle forme e razionale dello stile. La prima cosa che notiamo riguarda le luci: i gruppi ottici sono stati finalmente riuniti, ad eccezione degli antinebbia che troviamo ancora sul fascione inferiore. Tutto il resto si è compattato in un unico gruppo superiore, che dona una bella sensazione di leggerezza e prestanza in più. Simbolo indiscusso rimane naturalmente la mascherina a sette feritoie, quella assolutamente invariata (ggiungeremmo “per fortuna”). A questo punto troviamo soprattutto conferme rispetto al passato, come ad esempio il cofano spiovente realizzato con una speciale struttura in alluminio superleggero. Le modifiche maggiori le vediamo sul posteriore: è cambiato il design dei fari posteriori, che possono contare anche sulla tecnologia LED, mentre la targa è stata alzata fin quasi al centro del portellone, in mezzo ai loghi della trazione 4x4 e all’allestimento. Paradossalmente, però, questo ha portato anche ad un rimpicciolimento delle luci di posizione, a fronte di una protezione sottoscocca molto più evidente, il che ancora una volta tradisce la verve fuoristradista del mezzo. Anche i terminali di scarico sono cambiati, passando da due ad un unico terminale cromato di forma trapezoidale. La carrozzeria può essere scelta tra dieci colori diversi, mentre i cerchi in lega sono selezionabili all’interno di una gamma di cinque disegni diversi, ampliabili fino ad un massimo di 19 pollici. Parlando invece degli interni, la prima cosa che viene in mente è “spazio”. La Jeep Cherokee è oggettivamente enorme e questo si sente non appena si sale a bordo. In quattro persone si può stare come in una reggia, ma anche in cinque si riesce a viaggiare senza problemi. Lo spazio, però, non si concretizza semplicemente nel numero di persone con le quali è possibile salire a bordo, ma soprattutto con il numero notevole di vani portaoggetti sparsi per tutto l’abitacolo. Un must assoluto per una vettura che deve essere inarrestabile in caso di lunghi viaggi e non per caso la capacità del bagagliaio finisce per essere impressionante: si parte da un minimo di 570 litri (70 in più rispetto al precedente modello) per poi arrivare, ribaltando i sedili posteriori con un pratico sistema di leve, a ben 1.555 litri. Come dire che le gite all’Ikea non saranno certo un problema. Le dimensioni della vettura, del resto, sono veramente imponenti e l’abitacolo ne rende perfettamente l’idea. Non parliamo della posizione di guida decisamente alta, com’è giusto aspettarsi, ma dalle stesse linee e proporzioni dell’intera struttura. Il design è rimasto praticamente immutato rispetto alla precedente generazione, a parte qualche leggerissimo cambiamento cromato a livello della manopola del cambio. Domina incontrastato il sistema di infotainment, che con l’allestimento Limited a nostra disposizione è il top di gamma assoluto, composta da un display da 8,4 pollici arricchito sul quadro comandi da un TFT a colori da 7 pollici. Su di esso si possono comandare praticamente tutti gli aspetti della vettura, senza dimenticare che i pacchetti prodotti dalla Mopar includono anche dei comodi sistemi per il controllo delle funzioni dell’auto da remoto, attraverso lo smartphone. Il software UConnect è sempre piuttosto pratico. I suoi punti di forza sono la facilità di personalizzazione dei comandi unita al navigatore con supporto mappe curato dalla TomTom. L’azienda olandese fornisce anche le informazioni sul traffico e questo rende lo UConnect uno dei software tecnicamente più validi attualmente sul mercato. Grazie anche al posizionamento di alto segmento della Jeep Cherokee, tra l’altro, è stato possibile migliorare l’hardware interno. In parole povere, l’esperienza utente, come ad esempio la digitazione dell’indirizzo di destinazione del navigatore, è molto più piacevole e soddisfacente. Comunque se proprio non vi doveste trovare, ricordate sempre che è garantita la compatibilità per i vostri smartphone via Apple CarPlay e Android Auto.

Motore e Prestazioni: [xrr rating=4/5]

Il Multijet II di FCA si dimostra ancora una volta all’altezza La nuova Jeep Cherokee è una di quelle auto che non presenta una grandissima scelta di motori, ma questo è dovuto essenzialmente al fatto che quelli che ci sono rappresentano già da soli il giusto equilibrio tra prestazioni ed efficienza. Il nostro test si è svolto a bordo del modello con il quattro cilindri Multijet II da 2.2 litri di cilindrata, che sulla trazione 4x4 è venduto insieme alla declinazione da 195 Cv, al pari di una coppia da 450 Nm. Può sembrare molto, ma non dimentichiamo che siamo in compagnia di un bestione da 4,62 metri di lunghezza. Ci vuole una bella potenza per poter muovere la vettura. Questo Multijet, però, è l’unità giusta al momento giusto. L’architettura del motore è stata realizzata con una specifica testata in alluminio bialbero a 16 valvole. È stata realizzata in modo da poter reggere senza problemi il carico di lavoro del sistema common rail con Injection Rate Shaping, che lavora a 2.000 bar. Non sorprende quindi che moltissime componenti dell’unità siano state concepite espressamente per contenere il peso della nuova Cherokee. Il turbocompressore è a geometria variabile ed è integrato con il collettore di scarico, una soluzione pensata per diminuire ancora di più le emissioni di NOx e di particolato in generale. Peccato, però, che questo ancora non sia sufficiente ad abbassare la CO2, che si ferma sui 175 g/km, rendendo questa particolare Cherokee soggetta al malus dell’Ecotassa. Un’ultima nota sul resto della gamma a disposizione: il Multijet II potrà essere ordinato anche con una potenza da 150 Cv, ma in questo caso ci si dovrà accontentare del cambio manuale a sei marce e della trazione 4x2 (nel momento in cui scriviamo questo motore ancora non è stato messo a listino, N.d.R.). Più che sufficiente per girare sulla stragrande maggioranza delle nostre strade, ma dopo aver provato l’automatico a 9 rapporti ci dispiacerebbe davvero molto dovervi rinunciare. Il sistema è stato equilibrato molto bene, puntando soprattutto ad una guida confortevole e tranquilla. Le cambiate non sono mai tirate più di tanto e la loro morbidezza nei passaggi porta quasi a non accorgersi del fatto che sia variato il rapporto.

Comportamento su Strada: [xrr rating=4/5]

Tanta potenza che effettivamente serve Come detto, la nuova Jeep Cherokee ha un motore molto potente perché, essenzialmente, gli serve. La vettura è davvero imponente e riesce quasi difficile pensare che esista un modello ancora più grande come il Grand Cherokee. Ci si rende subito conto della propria posizione nell’istante in cui si sale a bordo: la seduta è molto alta, ma questo è praticamente un vantaggio. Il cofano è molto ben visibile dal punto di vista del guidatore e questo diventa fondamentale nell’istante in cui ci si impegna in un parcheggio. Mettendo in moto ci si rende subito conto della bella musica che produce il 195 Cv diesel, capace però di unire un sound all’altezza del nome della gamma con una silenziosità notevole all’interno dell’abitacolo. Avendo avuto a disposizione la 4x4, abbiamo potuto apprezzare l’eccellente calibratura delle sospensioni, che permette di godere di una stabilità di guida molto buona e quasi sorprendente tenendo conto delle sue dimensioni. Certo, proprio per questo motivo un po’ di rollio è presente, ma è perfettamente normale vista la categoria. Lo stesso si può dire per il feeling del volante, calibrato in direzione progressiva così da venire in aiuto a chiunque si dovesse trovare in una situazione impegnativa in off-road. Le sospensioni sono McPherson sull’anteriore e multi-link sul posteriore, rispettando così le richieste del mercato. Con una corsa compresa tra i 17 e i 19 centimetri a seconda dell’assale, la Cherokee si conferma essere uno di quei pochi SUV che effettivamente ci potremmo portare senza batter ciglio a fare un’escursione lontani dall’asfalto. Il sistema 4x4 può godere anche delle varie configurazioni pensate dalla stessa Jeep, ovvero gli Active Drive in tre diverse varianti. Non manca poi il comando Select-Terrain, che permette di impostare le modalità di trazione Automatica, Neve, Sport e Fango (esiste anche la versione Rock per le rocce, ma quella sarà disponibile solo sulla versione Trailhawk.). Se siete preoccupati per i consumi, comunque, la Cherokee è dotata del sistema di disconnessione dell’asse posteriore, progettato in modo da evitare di alzare eccessivamente i consumi con le quattro ruote motrici quando in realtà non sarebbero necessarie. Siamo onesti: le dimensioni dell’auto si sentono comunque. Vi devono piacere i fuoristrada per considerare questa Cherokee per un acquisto. Se, però, siete già pratici di questo genere di auto, avrete per le mani qualcosa che è molto più fuoristradista di qualsiasi SUV. Anche sullo sterrato la vettura non molla un colpo e le oscillazioni sono ridotte al minimo. L’unico “problema” è che forse un fuoristradista puro preferirebbe sempre avere il cambio manuale piuttosto che l’automatico, ma in questo caso sarebbe necessario rinunciare a ben 45 Cv di potenza, che non sono pochi. Sempre alla voce “comfort” riportiamo i numerosissimi sistemi di aiuto alla guida, irrinunciabili su un’auto di questo segmento, come il cruise control adattivo, la frenata di emergenza con riconoscimento dei pedoni e il controllo di corsia. Quest’ultimo avvisa il conducente con un suono, ma anche con un feedback vibrante al volante stesso nel caso si abbandoni senza frecce direzionali la corsia. Non c’è, per ora, la correzione automatica della traiettoria. Siamo rimasti soddisfatti anche per quanto riguarda i consumi. Il peso e le dimensioni notevoli della Cherokee non incidono tanto come si potrebbe pensare sull’efficienza del motore, che secondo i dati ufficiali della casa arrivano intorno ai 6,6 litri ogni 100 km, pari a circa 15 km al litro. Durante la nostra prova siamo riusciti a tenere il computer di bordo intorno ai 7,5 litri ogni 100 km, ovvero circa 13 km al litro. Ricordiamo che spesso i computer di bordo tendono ad essere un po’ “generosi”, ma a nostro giudizio il risultato ottenuto dalla Cherokee è davvero notevole.

Prezzo: [xrr rating=4.5/5]

In vantaggio su molti concorrenti La Jeep Cherokee con allestimento Limited, trazione 4x4 e motore Multijet II da 195 Cv, protagonista della nostra prova, parte da un prezzo di listino che si aggira intorno ai 48.000 € circa (le varabili ovviamente sono moltissime). Parliamo di 5.000 € in più rispetto al modello di ingresso. Un vantaggio piuttosto pronunciato rispetto ad un grande numero di concorrenti di settore, che forse puntano più sull’estetica e il comfort, sorvolando invece sulle doti fuoristradistiche e spartane di una Jeep pura.

Conclusione

La nuova Jeep Cherokee è una “Jeep” nel senso stretto della parola. È molto ricca e ricercata, come ci si aspetta da una vettura di un simile segmento, ma non ha abbandonato il suo spirito avventuriero. Trazione e sospensioni sono all’altezza della tradizione del marchio americano e proprio per questo occorre essere fan di questo genere di vetture. Non la consiglieremmo certo a chi cerca la rigidità e la possibilità di affrontare i tornanti con aggressività, ma come spesso viene detto dagli appassionati: “la tua potrà anche andare veloce, ma la mia può andare ovunque”. Per la Cherokee questo è particolarmente vero. Tra l’altro la sua velocità di punta supera, seppur di poco, i 200 km/h. Non si può proprio dire che sia lenta, anche alla luce dello 0-100 completabile in appena 8,8 secondi. [review pros="- Punta al comfort, ma è ancora un fuoristrada puro. - Il Multijet II si conferma un motore eccellente. - Stabilità ai vertici della categoria." cons="- Peso e volume sono comunque molto evidenti. - Paga purtroppo il malus dell’ecotassa. - Il cambio manuale è solo sul 150 Cv."]

Jepp Cherokee Limited 4x4 Multijet 195 Cv: la Pagella di Motorionline

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Nuova Jeep Cherokee 2019: PROVA SU STRADA del 2.2 Multijet Diesel da 195 Cv [FOTO e VIDEO]

Allestimento Limited con trazione 4x4

La Jeep Cherokee è senza dubbio una delle auto più fedeli al marchio americano immediatamente dopo la Wrangler. Lo è per una questione di filosofia e meccanica, perché anche puntando sul comfort, riesce comunque a mantenere intatto il suo spirito e le sue doti avventuriere. Saliamo quindi a bordo della versione Limited con l’unico motore per ora a disposizione, ovvero il 2.2 Multijet II da 195 Cv di potenza e vediamo quali sono le doti e i difetti di questo SUV del Gruppo FCA

La Jeep Cherokee è probabilmente uno dei modelli che maggiormente sintetizzano la filosofia dello storico marchio americano. È nata per essere un fuoristrada a tutto tondo: non troppo compatta come la Renegade (che eppure lontano dall’asfalto se la cava non male), ma nemmeno esageratamente voluminosa come la Grand Cherokee. Sa essere un fuoristrada come la mitica Wrangler, ma il suo obiettivo è innegabilmente la comodità degli occupanti. Ha, per dire, tutte le forme al posto giusto e con questo 2.200 Multijet trova definitivamente la sua collocazione all’interno dell’offerta Jeep. Proprio con questa motorizzazione abbiamo effettuato la nostra prova su strada, arricchendola con l’interessantissima trazione integrale 4×4 e il completo allestimento Limited, che non è ancora il top di gamma ma quasi lo sembra. Come avrete ormai già capito, questa Cherokee ci è piaciuta davvero molto ed è oggettivamente degna rappresentante del nome della casa. Andiamo, però, con ordine e iniziamo a scoprirla nei dettagli, partendo dal design della carrozzeria.

Design e Interni:  ★★★★☆ 

Poche modifiche, ma efficaci

Per descrivere la nuova Jeep Cherokee dobbiamo essere chiari sin dal principio: vi piacciono le auto sportive e slanciate? Allora questa non è la vettura per voi. La Jeep Cherokee infatti rispetta pienamente i canoni del fuoristrada duro e puro. Forse non avrà il look avventuriero della Wrangler, ma le modifiche effettuate rispetto al Model Year 2014 l’hanno resa eccezionalmente più fluida nelle forme e razionale dello stile. La prima cosa che notiamo riguarda le luci: i gruppi ottici sono stati finalmente riuniti, ad eccezione degli antinebbia che troviamo ancora sul fascione inferiore. Tutto il resto si è compattato in un unico gruppo superiore, che dona una bella sensazione di leggerezza e prestanza in più. Simbolo indiscusso rimane naturalmente la mascherina a sette feritoie, quella assolutamente invariata (ggiungeremmo “per fortuna”). A questo punto troviamo soprattutto conferme rispetto al passato, come ad esempio il cofano spiovente realizzato con una speciale struttura in alluminio superleggero.
Le modifiche maggiori le vediamo sul posteriore: è cambiato il design dei fari posteriori, che possono contare anche sulla tecnologia LED, mentre la targa è stata alzata fin quasi al centro del portellone, in mezzo ai loghi della trazione 4×4 e all’allestimento. Paradossalmente, però, questo ha portato anche ad un rimpicciolimento delle luci di posizione, a fronte di una protezione sottoscocca molto più evidente, il che ancora una volta tradisce la verve fuoristradista del mezzo. Anche i terminali di scarico sono cambiati, passando da due ad un unico terminale cromato di forma trapezoidale.
La carrozzeria può essere scelta tra dieci colori diversi, mentre i cerchi in lega sono selezionabili all’interno di una gamma di cinque disegni diversi, ampliabili fino ad un massimo di 19 pollici.

Parlando invece degli interni, la prima cosa che viene in mente è “spazio”. La Jeep Cherokee è oggettivamente enorme e questo si sente non appena si sale a bordo. In quattro persone si può stare come in una reggia, ma anche in cinque si riesce a viaggiare senza problemi. Lo spazio, però, non si concretizza semplicemente nel numero di persone con le quali è possibile salire a bordo, ma soprattutto con il numero notevole di vani portaoggetti sparsi per tutto l’abitacolo. Un must assoluto per una vettura che deve essere inarrestabile in caso di lunghi viaggi e non per caso la capacità del bagagliaio finisce per essere impressionante: si parte da un minimo di 570 litri (70 in più rispetto al precedente modello) per poi arrivare, ribaltando i sedili posteriori con un pratico sistema di leve, a ben 1.555 litri. Come dire che le gite all’Ikea non saranno certo un problema. Le dimensioni della vettura, del resto, sono veramente imponenti e l’abitacolo ne rende perfettamente l’idea. Non parliamo della posizione di guida decisamente alta, com’è giusto aspettarsi, ma dalle stesse linee e proporzioni dell’intera struttura. Il design è rimasto praticamente immutato rispetto alla precedente generazione, a parte qualche leggerissimo cambiamento cromato a livello della manopola del cambio. Domina incontrastato il sistema di infotainment, che con l’allestimento Limited a nostra disposizione è il top di gamma assoluto, composta da un display da 8,4 pollici arricchito sul quadro comandi da un TFT a colori da 7 pollici. Su di esso si possono comandare praticamente tutti gli aspetti della vettura, senza dimenticare che i pacchetti prodotti dalla Mopar includono anche dei comodi sistemi per il controllo delle funzioni dell’auto da remoto, attraverso lo smartphone. Il software UConnect è sempre piuttosto pratico. I suoi punti di forza sono la facilità di personalizzazione dei comandi unita al navigatore con supporto mappe curato dalla TomTom. L’azienda olandese fornisce anche le informazioni sul traffico e questo rende lo UConnect uno dei software tecnicamente più validi attualmente sul mercato. Grazie anche al posizionamento di alto segmento della Jeep Cherokee, tra l’altro, è stato possibile migliorare l’hardware interno. In parole povere, l’esperienza utente, come ad esempio la digitazione dell’indirizzo di destinazione del navigatore, è molto più piacevole e soddisfacente. Comunque se proprio non vi doveste trovare, ricordate sempre che è garantita la compatibilità per i vostri smartphone via Apple CarPlay e Android Auto.

Motore e Prestazioni:  ★★★★☆ 

Il Multijet II di FCA si dimostra ancora una volta all’altezza

La nuova Jeep Cherokee è una di quelle auto che non presenta una grandissima scelta di motori, ma questo è dovuto essenzialmente al fatto che quelli che ci sono rappresentano già da soli il giusto equilibrio tra prestazioni ed efficienza. Il nostro test si è svolto a bordo del modello con il quattro cilindri Multijet II da 2.2 litri di cilindrata, che sulla trazione 4×4 è venduto insieme alla declinazione da 195 Cv, al pari di una coppia da 450 Nm. Può sembrare molto, ma non dimentichiamo che siamo in compagnia di un bestione da 4,62 metri di lunghezza. Ci vuole una bella potenza per poter muovere la vettura. Questo Multijet, però, è l’unità giusta al momento giusto. L’architettura del motore è stata realizzata con una specifica testata in alluminio bialbero a 16 valvole. È stata realizzata in modo da poter reggere senza problemi il carico di lavoro del sistema common rail con Injection Rate Shaping, che lavora a 2.000 bar. Non sorprende quindi che moltissime componenti dell’unità siano state concepite espressamente per contenere il peso della nuova Cherokee. Il turbocompressore è a geometria variabile ed è integrato con il collettore di scarico, una soluzione pensata per diminuire ancora di più le emissioni di NOx e di particolato in generale. Peccato, però, che questo ancora non sia sufficiente ad abbassare la CO2, che si ferma sui 175 g/km, rendendo questa particolare Cherokee soggetta al malus dell’Ecotassa.
Un’ultima nota sul resto della gamma a disposizione: il Multijet II potrà essere ordinato anche con una potenza da 150 Cv, ma in questo caso ci si dovrà accontentare del cambio manuale a sei marce e della trazione 4×2 (nel momento in cui scriviamo questo motore ancora non è stato messo a listino, N.d.R.). Più che sufficiente per girare sulla stragrande maggioranza delle nostre strade, ma dopo aver provato l’automatico a 9 rapporti ci dispiacerebbe davvero molto dovervi rinunciare. Il sistema è stato equilibrato molto bene, puntando soprattutto ad una guida confortevole e tranquilla. Le cambiate non sono mai tirate più di tanto e la loro morbidezza nei passaggi porta quasi a non accorgersi del fatto che sia variato il rapporto.

Comportamento su Strada:  ★★★★☆ 

Tanta potenza che effettivamente serve

Come detto, la nuova Jeep Cherokee ha un motore molto potente perché, essenzialmente, gli serve. La vettura è davvero imponente e riesce quasi difficile pensare che esista un modello ancora più grande come il Grand Cherokee. Ci si rende subito conto della propria posizione nell’istante in cui si sale a bordo: la seduta è molto alta, ma questo è praticamente un vantaggio. Il cofano è molto ben visibile dal punto di vista del guidatore e questo diventa fondamentale nell’istante in cui ci si impegna in un parcheggio. Mettendo in moto ci si rende subito conto della bella musica che produce il 195 Cv diesel, capace però di unire un sound all’altezza del nome della gamma con una silenziosità notevole all’interno dell’abitacolo. Avendo avuto a disposizione la 4×4, abbiamo potuto apprezzare l’eccellente calibratura delle sospensioni, che permette di godere di una stabilità di guida molto buona e quasi sorprendente tenendo conto delle sue dimensioni. Certo, proprio per questo motivo un po’ di rollio è presente, ma è perfettamente normale vista la categoria. Lo stesso si può dire per il feeling del volante, calibrato in direzione progressiva così da venire in aiuto a chiunque si dovesse trovare in una situazione impegnativa in off-road. Le sospensioni sono McPherson sull’anteriore e multi-link sul posteriore, rispettando così le richieste del mercato. Con una corsa compresa tra i 17 e i 19 centimetri a seconda dell’assale, la Cherokee si conferma essere uno di quei pochi SUV che effettivamente ci potremmo portare senza batter ciglio a fare un’escursione lontani dall’asfalto. Il sistema 4×4 può godere anche delle varie configurazioni pensate dalla stessa Jeep, ovvero gli Active Drive in tre diverse varianti. Non manca poi il comando Select-Terrain, che permette di impostare le modalità di trazione Automatica, Neve, Sport e Fango (esiste anche la versione Rock per le rocce, ma quella sarà disponibile solo sulla versione Trailhawk.). Se siete preoccupati per i consumi, comunque, la Cherokee è dotata del sistema di disconnessione dell’asse posteriore, progettato in modo da evitare di alzare eccessivamente i consumi con le quattro ruote motrici quando in realtà non sarebbero necessarie.
Siamo onesti: le dimensioni dell’auto si sentono comunque. Vi devono piacere i fuoristrada per considerare questa Cherokee per un acquisto. Se, però, siete già pratici di questo genere di auto, avrete per le mani qualcosa che è molto più fuoristradista di qualsiasi SUV. Anche sullo sterrato la vettura non molla un colpo e le oscillazioni sono ridotte al minimo. L’unico “problema” è che forse un fuoristradista puro preferirebbe sempre avere il cambio manuale piuttosto che l’automatico, ma in questo caso sarebbe necessario rinunciare a ben 45 Cv di potenza, che non sono pochi.
Sempre alla voce “comfort” riportiamo i numerosissimi sistemi di aiuto alla guida, irrinunciabili su un’auto di questo segmento, come il cruise control adattivo, la frenata di emergenza con riconoscimento dei pedoni e il controllo di corsia. Quest’ultimo avvisa il conducente con un suono, ma anche con un feedback vibrante al volante stesso nel caso si abbandoni senza frecce direzionali la corsia. Non c’è, per ora, la correzione automatica della traiettoria.
Siamo rimasti soddisfatti anche per quanto riguarda i consumi. Il peso e le dimensioni notevoli della Cherokee non incidono tanto come si potrebbe pensare sull’efficienza del motore, che secondo i dati ufficiali della casa arrivano intorno ai 6,6 litri ogni 100 km, pari a circa 15 km al litro. Durante la nostra prova siamo riusciti a tenere il computer di bordo intorno ai 7,5 litri ogni 100 km, ovvero circa 13 km al litro. Ricordiamo che spesso i computer di bordo tendono ad essere un po’ “generosi”, ma a nostro giudizio il risultato ottenuto dalla Cherokee è davvero notevole.

Prezzo:  ★★★★½ 

In vantaggio su molti concorrenti

La Jeep Cherokee con allestimento Limited, trazione 4×4 e motore Multijet II da 195 Cv, protagonista della nostra prova, parte da un prezzo di listino che si aggira intorno ai 48.000 € circa (le varabili ovviamente sono moltissime). Parliamo di 5.000 € in più rispetto al modello di ingresso. Un vantaggio piuttosto pronunciato rispetto ad un grande numero di concorrenti di settore, che forse puntano più sull’estetica e il comfort, sorvolando invece sulle doti fuoristradistiche e spartane di una Jeep pura.

Conclusione

La nuova Jeep Cherokee è una “Jeep” nel senso stretto della parola. È molto ricca e ricercata, come ci si aspetta da una vettura di un simile segmento, ma non ha abbandonato il suo spirito avventuriero. Trazione e sospensioni sono all’altezza della tradizione del marchio americano e proprio per questo occorre essere fan di questo genere di vetture. Non la consiglieremmo certo a chi cerca la rigidità e la possibilità di affrontare i tornanti con aggressività, ma come spesso viene detto dagli appassionati: “la tua potrà anche andare veloce, ma la mia può andare ovunque”. Per la Cherokee questo è particolarmente vero. Tra l’altro la sua velocità di punta supera, seppur di poco, i 200 km/h. Non si può proprio dire che sia lenta, anche alla luce dello 0-100 completabile in appena 8,8 secondi.

Pro e Contro

Ci PiaceNon Ci Piace
- Punta al comfort, ma è ancora un fuoristrada puro.
- Il Multijet II si conferma un motore eccellente.
- Stabilità ai vertici della categoria.
- Peso e volume sono comunque molto evidenti.
- Paga purtroppo il malus dell’ecotassa.
- Il cambio manuale è solo sul 150 Cv.

Jepp Cherokee Limited 4×4 Multijet 195 Cv: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★½ 
Ripresa:★★★½☆ 
Cambio:★★★★☆ 
Frenata:★★★½☆ 
Sterzo:★★★★☆ 
Tenuta di Strada:★★★★☆ 
Comfort:★★★★½ 
Posizione di guida:★★★★☆ 
Dotazione:★★★★☆ 
Qualità/Prezzo:★★★★☆ 
Design:★★★★☆ 
Consumi:★★★½☆ 

Nuova Jeep Cherokee 2019: PROVA SU STRADA del 2.2 Multijet Diesel da 195 Cv [FOTO e VIDEO]
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