WP_Post Object ( [ID] => 630733 [post_author] => 40 [post_date] => 2019-05-22 16:35:47 [post_date_gmt] => 2019-05-22 14:35:47 [post_content] => Lo spirito della Land Rover Discovery Sport resta lo stesso, propenso all'esplorazione e arricchito di contenuti al debutto della nuova versione, realizzata su una piattaforma che consente l'impiego di sistemi elettrificati, oltre a differenti soluzioni.

Caratteristiche tecnologiche

Un aspetto affinato con gruppi ottici LED ridefiniti, alcuni tipici stilemi del marchio e vari sistemi tecnologici che ne amplificano le capacità stradali sono solo alcuni degli aspetti del rinnovato SUV 5+2, che ripropone in chiave vivace la consistenza e versatilità tipiche del brand britannico. Evolve tecnologicamente sfoggiando le qualità di una vettura all-terrain, considerando la disponibilità della trazione 4x4 e un'attitudine nell'affrontare guadi anche di 600 mm. Può comprendere anche un sistema Active Driveline di seconda generazione, in base all'unità motrice presente sotto il cofano, nonché una soluzione Terrain Response 2 che capta automaticamente la tipologia di suolo percorso, gestendo in modo opportuno le regolazioni del SUV per agevolarne la risposta. Citato anche un Tow Assist che consente di controllare meglio le manovre in retromarcia con rimorchio, considerando un carico che può ammontare anche a 2.500 kg. Diversi i sistemi di assistenza oltre a un visore posteriore come Lane Keep Assist, Autonomous Emergency Braking, Driver Condition Monitor o un Adaptive Cruise Control arricchito da Steering Assist, dedicati questi ultimi al mantenimento di corsia monitorando le linee presenti sull'asfalto e la distanza di sicurezza necessaria dal veicolo che precede.

Ampia versatilità dentro e fuori

Connotativa la configurazione 5+2, ma sono anche altri gli aspetti interessanti della nuova Discovery Sport. Ad esempio un'opzionale Activity Key che rappresenta un'evoluzione del concetto di chiave, senza dimenticare la proposta di uno ‘smart rear view mirror’ che consente tramite un tocco di tramutare in display lo specchio interno, ottenendo una prospettiva ancora più ampia della zona retrostante, grazie anche al posizionamento della telecamera sopra il lunotto. Funzionale poi la tecnologia Ground View, che sempre tramite un visore consente di avere un prospetto a 180 gradi della zona sottostante o anteriore dell'auto, in caso di possibili ostacoli bassi talvolta presenti nei centri urbani. La traduzione di una soluzione Transparent Bonnet, anticipata già nel 2014 dal marchio. Il quadro tecnologico comprende, quinid, una funzione Smart Settings legata ad algoritmi che apprendono le diverse preferenze di ogni guidatore, regolando in anticipo (una volta apprese queste disposizioni) posizione dello sterzo, del sedile, clima, volume della musica, sistema di il massaggio, secondo le indicazioni fornite. Sempre nella proposta figurano ancora: una base di ricarica wireless, hotspot Wi-Fi 4G e prese di tipo USB e da 12 Volt presso ciascuna fila di sedili, oltre a dedicati comandi per il controllo di ventilazione e climatizzazione gestibili dai passeggeri presenti in seconda e terza fila. In evidenza anche un sistema di infotainment digitale Touch Pro, una suddivisione 40:20:40 delle sedute in seconda fila, potendole ripiegare e spostare sino a 24 differenti configurazioni, in base alle esigenze, quindi una variegata presenza di portaoggetti e un serbatoio ancora più voluminoso (aumentato del 20% a 65 litri).

Una variegata panoramica di motorizzazioni

Basata sulla Premium Transverse Architecture (PTA) firmata Land Rover, questa vettura presenta una nuova scocca ancora più rigida del 13%, caratterizzata da subtelai fissati rigidamente, considerando le esigenze di comfort durante la marcia. Una base telaistica che consente l'introduzione di motorizzazioni elettrificate, in primis mild hybrid (MHEV) a 48 Volt, quindi più avanti anche una di tipo plug-in (PHEV). Già proposto sulla nuova Range Rover Evoque, questo sistema recupera energia in decelerazione tramite un generatore/starter a cinghia localizzato sul motore, che fa confluire l'energia verso una batteria collocata sotto il pianale. Ad una velocità inferiore ai 17 km/h, in frenata, il motore non agisce e in ripartenza l'energia già stoccata sostiene l'azione del propulsore in fase di spinta, non intaccando sui consumi e ottimizzando le sensazioni di guida, secondo quanto riferito. Proposto su tutta la gamma dei motori 4 cilindri Ingenium benzina e diesel, riportando sempre le indicazioni diffuse, questo sistema mild hybrid genera emissioni di CO2 partendo da 144 g/km (equivalente NEDC), mentre i valori di consumi stimati scattano da 6,9 l/100 km (WLTP combinato). Oltre alla versione plug-in (PHEV) sotto il cofano si attende anche un tre cilindri Ingenium alimentato a benzina. Questo mezzo, come evidenziato ancora dal costruttore, risulta anche uno dei primi modelli con motori certificati a norma Real Driving Emissions stage 2 (RDE2), prima dell'entrata in vigore prospettata per il 2020, dopo opportune verifiche effettuate tramite prove su strada, oltre ai test in laboratorio, che hanno consentito di riscontrare un'opportuna efficienza da parte degli ultimi diesel Ingenium, secondo le indicazioni. Un aspetto riscontrato valutando ad esempio la versione diesel da 150 cavalli con trazione 4x2 e trasmissione manuale, i cui consumi variano da 5,9 l/100 km e le emissioni di CO2 da 140 g/km, sempre recuperando i dati evidenziati. Un dispositivo Driveline Disconnect contraddistingue poi le Discovery Sport con trazione integrale, ossia una scatola di rinvio sull'asse anteriore che esclude la trasmissione di coppia alle ruote posteriori a marcia costante, riproponendo la trazione 4x4 in meno di mezzo secondo e ridimensionando la scarsità di attrito, in base a quanto segnalato. [post_title] => Nuova Land Rover Discovery Sport: SUV 5+2 per famiglie avventurose anche elettrificato [FOTO] [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => land-rover-discovery-sport-2020-informazioni-caratteristiche-opinioni-suv [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-05-22 16:35:47 [post_modified_gmt] => 2019-05-22 14:35:47 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=630733 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Nuova Land Rover Discovery Sport: SUV 5+2 per famiglie avventurose anche elettrificato [FOTO]

Basato su una piattaforma Premium Transverse Architecture

Land Rover presenta la nuova Discovery Sport, proposta con una soluzione mild hybrid (MHEV) a 48 Volt. Più avanti anche un'alternativa ibrida plug-in

Lo spirito della Land Rover Discovery Sport resta lo stesso, propenso all’esplorazione e arricchito di contenuti al debutto della nuova versione, realizzata su una piattaforma che consente l’impiego di sistemi elettrificati, oltre a differenti soluzioni.

Caratteristiche tecnologiche

Un aspetto affinato con gruppi ottici LED ridefiniti, alcuni tipici stilemi del marchio e vari sistemi tecnologici che ne amplificano le capacità stradali sono solo alcuni degli aspetti del rinnovato SUV 5+2, che ripropone in chiave vivace la consistenza e versatilità tipiche del brand britannico. Evolve tecnologicamente sfoggiando le qualità di una vettura all-terrain, considerando la disponibilità della trazione 4×4 e un’attitudine nell’affrontare guadi anche di 600 mm. Può comprendere anche un sistema Active Driveline di seconda generazione, in base all’unità motrice presente sotto il cofano, nonché una soluzione Terrain Response 2 che capta automaticamente la tipologia di suolo percorso, gestendo in modo opportuno le regolazioni del SUV per agevolarne la risposta. Citato anche un Tow Assist che consente di controllare meglio le manovre in retromarcia con rimorchio, considerando un carico che può ammontare anche a 2.500 kg. Diversi i sistemi di assistenza oltre a un visore posteriore come Lane Keep Assist, Autonomous Emergency Braking, Driver Condition Monitor o un Adaptive Cruise Control arricchito da Steering Assist, dedicati questi ultimi al mantenimento di corsia monitorando le linee presenti sull’asfalto e la distanza di sicurezza necessaria dal veicolo che precede.

Ampia versatilità dentro e fuori

Connotativa la configurazione 5+2, ma sono anche altri gli aspetti interessanti della nuova Discovery Sport. Ad esempio un’opzionale Activity Key che rappresenta un’evoluzione del concetto di chiave, senza dimenticare la proposta di uno ‘smart rear view mirror’ che consente tramite un tocco di tramutare in display lo specchio interno, ottenendo una prospettiva ancora più ampia della zona retrostante, grazie anche al posizionamento della telecamera sopra il lunotto. Funzionale poi la tecnologia Ground View, che sempre tramite un visore consente di avere un prospetto a 180 gradi della zona sottostante o anteriore dell’auto, in caso di possibili ostacoli bassi talvolta presenti nei centri urbani. La traduzione di una soluzione Transparent Bonnet, anticipata già nel 2014 dal marchio. Il quadro tecnologico comprende, quinid, una funzione Smart Settings legata ad algoritmi che apprendono le diverse preferenze di ogni guidatore, regolando in anticipo (una volta apprese queste disposizioni) posizione dello sterzo, del sedile, clima, volume della musica, sistema di il massaggio, secondo le indicazioni fornite. Sempre nella proposta figurano ancora: una base di ricarica wireless, hotspot Wi-Fi 4G e prese di tipo USB e da 12 Volt presso ciascuna fila di sedili, oltre a dedicati comandi per il controllo di ventilazione e climatizzazione gestibili dai passeggeri presenti in seconda e terza fila.
In evidenza anche un sistema di infotainment digitale Touch Pro, una suddivisione 40:20:40 delle sedute in seconda fila, potendole ripiegare e spostare sino a 24 differenti configurazioni, in base alle esigenze, quindi una variegata presenza di portaoggetti e un serbatoio ancora più voluminoso (aumentato del 20% a 65 litri).

Una variegata panoramica di motorizzazioni

Basata sulla Premium Transverse Architecture (PTA) firmata Land Rover, questa vettura presenta una nuova scocca ancora più rigida del 13%, caratterizzata da subtelai fissati rigidamente, considerando le esigenze di comfort durante la marcia. Una base telaistica che consente l’introduzione di motorizzazioni elettrificate, in primis mild hybrid (MHEV) a 48 Volt, quindi più avanti anche una di tipo plug-in (PHEV). Già proposto sulla nuova Range Rover Evoque, questo sistema recupera energia in decelerazione tramite un generatore/starter a cinghia localizzato sul motore, che fa confluire l’energia verso una batteria collocata sotto il pianale.
Ad una velocità inferiore ai 17 km/h, in frenata, il motore non agisce e in ripartenza l’energia già stoccata sostiene l’azione del propulsore in fase di spinta, non intaccando sui consumi e ottimizzando le sensazioni di guida, secondo quanto riferito. Proposto su tutta la gamma dei motori 4 cilindri Ingenium benzina e diesel, riportando sempre le indicazioni diffuse, questo sistema mild hybrid genera emissioni di CO2 partendo da 144 g/km (equivalente NEDC), mentre i valori di consumi stimati scattano da 6,9 l/100 km (WLTP combinato). Oltre alla versione plug-in (PHEV) sotto il cofano si attende anche un tre cilindri Ingenium alimentato a benzina. Questo mezzo, come evidenziato ancora dal costruttore, risulta anche uno dei primi modelli con motori certificati a norma Real Driving Emissions stage 2 (RDE2), prima dell’entrata in vigore prospettata per il 2020, dopo opportune verifiche effettuate tramite prove su strada, oltre ai test in laboratorio, che hanno consentito di riscontrare un’opportuna efficienza da parte degli ultimi diesel Ingenium, secondo le indicazioni. Un aspetto riscontrato valutando ad esempio la versione diesel da 150 cavalli con trazione 4×2 e trasmissione manuale, i cui consumi variano da 5,9 l/100 km e le emissioni di CO2 da 140 g/km, sempre recuperando i dati evidenziati. Un dispositivo Driveline Disconnect contraddistingue poi le Discovery Sport con trazione integrale, ossia una scatola di rinvio sull’asse anteriore che esclude la trasmissione di coppia alle ruote posteriori a marcia costante, riproponendo la trazione 4×4 in meno di mezzo secondo e ridimensionando la scarsità di attrito, in base a quanto segnalato.

Nuova Land Rover Discovery Sport: SUV 5+2 per famiglie avventurose anche elettrificato [FOTO]
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