WP_Post Object ( [ID] => 633499 [post_author] => 40 [post_date] => 2019-06-01 16:29:31 [post_date_gmt] => 2019-06-01 14:29:31 [post_content] => Numerose sono le tipologie di strade, come variegate le asperità. Le sospensioni di fronte ad avvallamenti e sconnessioni hanno un'importanza funzionale, se si parla di sicurezza e comfort interno. Il marchio Citroën, nel corso del tempo, ha continuato ad affinare le proprie idee per introdurre soluzioni sempre più congeniali alla propria visione di auto.

Nuove generazioni con Smorzatori Idraulici Progressivi®

Il percorso è lungo e interessante dal punto di vista tecnico. In cento anni di storia le evoluzioni sono apparse progressive e connotative, come nel caso dei più recenti modelli del Doppio Chevron, nello specifico la nuova C4 Cactus e il SUV Citroën C5 Aircross. Vetture che presentano sospensioni con Smorzatori Idraulici Progressivi® (Progressive Hydraulic Cushions®), alle quali è associato il concetto di "tappeto volante". Un tipo di tecnologia legata all’esperienza sportiva di Citroën, caratterizzata da un'escursione ottimizzata collegata all'azione degli smorzatori idraulici a ogni sollecitazione. In questo caso sono stati depositati ben 20 brevetti, secondo le indicazioni del costruttore. Rispetto a schemi più tradizionali costituiti da un ammortizzatore, una molla e uno smorzatore meccanico, quelle con Smorzatori Idraulici Progressivi® presentano due smorzatori idraulici sulle zone più esterne, rispettivamente per le fasi di estensione e compressione, orchestrando un lavoro in due tempi a seconda dell'azione richiesta e al manto stradale.

Un progresso marciante

Come tutte le scoperte, anche le sospensioni sono il risultato di una ricerca legata prettamente all'esperienza, alla tecnica e all'osservazione. Le prime idee di automobile prendono forma alla fine del 1800, dotate allora da schemi ancora piuttosto semplici, poggianti su molle metalliche e sospensioni a grande escursione, ancora funzionali a basse velocità. Ma quando potenza e ritmo iniziarono a crescere, il concetto di sospensione legato ancora a balestre e molle metalliche non apparve più consono al movimento, quindi furono introdotti i primi ammortizzatori per intervenire sulla problematica della "pendolarità". Citroën già nel 1919 introdusse uno schema inedito, costituito da balestre a un quarto di ellisse invertite, che eliminava il bisogno di ammortizzatori e quindi la loro azione. Una soluzione applicata sulla sua prima vettura a larga diffusione: la Type A. Tecnologia che applicò anche alle più compatte 5HP degli anni ’20, nonostante la loro velocità contenuta. Nel 1934, al debutto della storica Traction Avant con sospensione a barre di torsione, il concetto subì un'ulteriore evoluzione dato che oltre a disporre di un sistema con barre che correvano al di sotto della vettura, al posto delle già note e grandi molle, assieme alla trazione anteriore, si diede forma a un'auto più raccordata al terreno e con il giusto spazio, senza la presenza di un tunnel che contenesse la trasmissione. Schema applicato anche al furgone Tipo H del 1947, favorendo ancora spazio interno e proponendo un piano di carico funzionale e basso. Poco più in là nel 1936, quando i progettisti di Citroën furono sollecitati da Pierre Jules Boulanger affinché costruissero “un’auto capace di attraversare un campo arato senza rompere un uovo”, si era già agli albori di un altro iconico modello del marchio e a un concetto ancora diverso di sospensione. I tecnici lavorarono sul progetto TPV, che anticipava la 2CV, studiando diverse ipotesi, compreso un sistema pneumatico per arrivare ad un complesso di molle orizzontali interconnesse. Un concetto durevole dato che che sarà legato a questa vettura sino al termine della sua produzione, nel 1990. Gli stessi tecnici studiarono anche un'altra soluzione, applicata poi nel 1954 su un'altra peculiare variante di Traction Avant, ovvero la 15Six H. La lettera finale segnala la parola "Hydropneumatique". Prese forma allora il criterio di sospensione idropneumatica, introdotta sui diversi modelli di fascia medio alta sino al periodo più recente, ossia il 2017, come indicato dalla casa. La versione 15Six H era stata dotata di una nuova sospensione retrostante, allora un “banco di prova” che anticipava lo schema introdotto successivamente su un altro degli esemplari più noti del marchio francese: la DS19. Questa disponeva totalmente di sospensioni idropneumatiche, costituite da cuscini di gas al posto delle tradizionali molle metalliche, divisi da una membrana elastica e del liquido. Proprio il quantitativo di liquido consentiva sollevamento o abbassamento del veicolo, con un'altezza costante o regolabile all'occorrenza, sempre riprendendo le indicazioni su questa soluzione. Applicata su Citroën SM, GS, CX, BX, XM, Xantia, C5 e C6, in oltre sessant’anni questo tipo di tecnologia è stata affinata valutando l'aumento di potenza e di prestazioni, sino ad essere idrattiva ossia idraulica ed elettronica nel 1988 sul prototipo Activa, quindi diventare connotativa sull'ampia XM nel 1989. Si parla di una variazione della rigidità a seconda dell'azione richiesta in soli cinque centesimi di secondo. Uno dei capitoli più recenti, prima del nuovo concetto con Smorzatori Idraulici Progressivi®, risale al 2005, cioè l'Amvar presente su alcune varianti di C6. Si tratta di un sistema presente su ogni sospensione che agisce sulla flessibilità in fase di escursione. Si parla già del suggestivo concetto di "tappeto volante". [post_title] => Citroen: una storica attenzione per le sospensioni e il comfort di bordo [FOTO] [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => citroen-evoluzione-storica-sospensioni [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-06-01 16:29:31 [post_modified_gmt] => 2019-06-01 14:29:31 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=633499 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Citroen: una storica attenzione per le sospensioni e il comfort di bordo [FOTO]

Una ricerca costante

Una sintesi dedicata allo sviluppo storico delle sospensioni legate alle vetture Citroën, dai modelli risalenti ai primi anni del Novecento sino alla nuova soluzione con Smorzatori Idraulici Progressivi®

Numerose sono le tipologie di strade, come variegate le asperità. Le sospensioni di fronte ad avvallamenti e sconnessioni hanno un’importanza funzionale, se si parla di sicurezza e comfort interno. Il marchio Citroën, nel corso del tempo, ha continuato ad affinare le proprie idee per introdurre soluzioni sempre più congeniali alla propria visione di auto.

Nuove generazioni con Smorzatori Idraulici Progressivi®

Il percorso è lungo e interessante dal punto di vista tecnico. In cento anni di storia le evoluzioni sono apparse progressive e connotative, come nel caso dei più recenti modelli del Doppio Chevron, nello specifico la nuova C4 Cactus e il SUV Citroën C5 Aircross. Vetture che presentano sospensioni con Smorzatori Idraulici Progressivi® (Progressive Hydraulic Cushions®), alle quali è associato il concetto di “tappeto volante”. Un tipo di tecnologia legata all’esperienza sportiva di Citroën, caratterizzata da un’escursione ottimizzata collegata all’azione degli smorzatori idraulici a ogni sollecitazione.
In questo caso sono stati depositati ben 20 brevetti, secondo le indicazioni del costruttore. Rispetto a schemi più tradizionali costituiti da un ammortizzatore, una molla e uno smorzatore meccanico, quelle con Smorzatori Idraulici Progressivi® presentano due smorzatori idraulici sulle zone più esterne, rispettivamente per le fasi di estensione e compressione, orchestrando un lavoro in due tempi a seconda dell’azione richiesta e al manto stradale.

Un progresso marciante

Come tutte le scoperte, anche le sospensioni sono il risultato di una ricerca legata prettamente all’esperienza, alla tecnica e all’osservazione. Le prime idee di automobile prendono forma alla fine del 1800, dotate allora da schemi ancora piuttosto semplici, poggianti su molle metalliche e sospensioni a grande escursione, ancora funzionali a basse velocità. Ma quando potenza e ritmo iniziarono a crescere, il concetto di sospensione legato ancora a balestre e molle metalliche non apparve più consono al movimento, quindi furono introdotti i primi ammortizzatori per intervenire sulla problematica della “pendolarità”.
Citroën già nel 1919 introdusse uno schema inedito, costituito da balestre a un quarto di ellisse invertite, che eliminava il bisogno di ammortizzatori e quindi la loro azione. Una soluzione applicata sulla sua prima vettura a larga diffusione: la Type A. Tecnologia che applicò anche alle più compatte 5HP degli anni ’20, nonostante la loro velocità contenuta.
Nel 1934, al debutto della storica Traction Avant con sospensione a barre di torsione, il concetto subì un’ulteriore evoluzione dato che oltre a disporre di un sistema con barre che correvano al di sotto della vettura, al posto delle già note e grandi molle, assieme alla trazione anteriore, si diede forma a un’auto più raccordata al terreno e con il giusto spazio, senza la presenza di un tunnel che contenesse la trasmissione. Schema applicato anche al furgone Tipo H del 1947, favorendo ancora spazio interno e proponendo un piano di carico funzionale e basso.
Poco più in là nel 1936, quando i progettisti di Citroën furono sollecitati da Pierre Jules Boulanger affinché costruissero “un’auto capace di attraversare un campo arato senza rompere un uovo”, si era già agli albori di un altro iconico modello del marchio e a un concetto ancora diverso di sospensione. I tecnici lavorarono sul progetto TPV, che anticipava la 2CV, studiando diverse ipotesi, compreso un sistema pneumatico per arrivare ad un complesso di molle orizzontali interconnesse. Un concetto durevole dato che che sarà legato a questa vettura sino al termine della sua produzione, nel 1990.
Gli stessi tecnici studiarono anche un’altra soluzione, applicata poi nel 1954 su un’altra peculiare variante di Traction Avant, ovvero la 15Six H. La lettera finale segnala la parola “Hydropneumatique”. Prese forma allora il criterio di sospensione idropneumatica, introdotta sui diversi modelli di fascia medio alta sino al periodo più recente, ossia il 2017, come indicato dalla casa.
La versione 15Six H era stata dotata di una nuova sospensione retrostante, allora un “banco di prova” che anticipava lo schema introdotto successivamente su un altro degli esemplari più noti del marchio francese: la DS19. Questa disponeva totalmente di sospensioni idropneumatiche, costituite da cuscini di gas al posto delle tradizionali molle metalliche, divisi da una membrana elastica e del liquido. Proprio il quantitativo di liquido consentiva sollevamento o abbassamento del veicolo, con un’altezza costante o regolabile all’occorrenza, sempre riprendendo le indicazioni su questa soluzione.
Applicata su Citroën SM, GS, CX, BX, XM, Xantia, C5 e C6, in oltre sessant’anni questo tipo di tecnologia è stata affinata valutando l’aumento di potenza e di prestazioni, sino ad essere idrattiva ossia idraulica ed elettronica nel 1988 sul prototipo Activa, quindi diventare connotativa sull’ampia XM nel 1989. Si parla di una variazione della rigidità a seconda dell’azione richiesta in soli cinque centesimi di secondo.
Uno dei capitoli più recenti, prima del nuovo concetto con Smorzatori Idraulici Progressivi®, risale al 2005, cioè l’Amvar presente su alcune varianti di C6. Si tratta di un sistema presente su ogni sospensione che agisce sulla flessibilità in fase di escursione. Si parla già del suggestivo concetto di “tappeto volante”.

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