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Di Maio: "La Francia non ha fatto bella figura"

Nel corso di un'intervista a Radio 24, rispondendo ad una domanda sull'assenza del governo italiano sull'operazione, il ministro dello sviluppo economico e del lavoro, Luigi Di Maio, ha sferrato un attacco diretto al governo francese: "La Francia non ha fatto bella figura, noi anche se in contatto con FCA, abbiamo rispettato una operazione di mercato". Il vicepremier ha inoltre affermato che a suo parere neanche Renault sia "contenta dell'interventismo dello Stato francese. Se si fa mercato, una grande azienda parla con la sua omologa, non è che interferiscono ministri e presidenti della Repubblica".

Il ministro dell'economia francese: "FCA ha avuto troppa fretta"

Di diverso avviso è il governo francese, come emerge dell'intervista pubblicata da Repubblica del ministro dell'economia transalpino Bruno Le Maire, che sostiene che per portare a termine l'operazione sarebbe servito altro tempo, ma FCA ha avuto eccessiva fretta di chiudere. "FCA - afferma Le Maire - ha deciso di ritirare la sua offerta e io rispetto la sua scelta. Questa operazione rappresentava una bella opportunità industriale e questo rimane". Il ministro francese sottolinea però che lo Stato, azionista di maggioranza di Renault, "aveva fissato delle condizioni da rispettare. Siamo stati chiari sin dall'inizio, esigendo degli impegni sulla tutela dei posti di lavoro e dei siti industriali".

Le garanzie chieste dalla Francia

Come era già emerso giorni prima del CdA decisivo, il ministro Le Maire ha confermato quali erano le richieste dello Stato francese a FCA e che su gran parte di esse si era arrivati vicini ad un accordo: "Oltre alla salvaguardia di occupazione e siti industriali in Francia, abbiamo chiesto garanzie sulla governance del gruppo futuro e abbiamo auspicato la sua partecipazione al programma di batterie elettriche. Su questi tre punti, i negoziati erano stati fruttuosi e avevamo fatti molti passi avanti".

Le Maire: "Serviva l'appoggio di Nissan che ancora non c'era"

Lo stesso ministro dell'economia francese ha poi spiegato che il nodo più grosso da risolvere era quello relativo a Nissan, il cui mancato appoggio all'operazione manifestato dai due membri del CdA in quota alla Casa giapponese, ha portato il governo della Francia a chiedere ulteriore tempo a FCA, che però spazientita ha fatto dietrofront. A tal proposito Le Maire spiega: "La nostra prima esigenza era che questa fusione fosse siglata nel quadro dell'alleanza tra Renault e Nissan. Questo presupponeva che i rappresentanti di Nissan, presenti nel consiglio di Renault, votassero a favore del progetto. Mercoledì sera questa condizione non è stata rispettata: il nostro partner si sarebbe astenuto in caso di voto nel consiglio di Renault. Avremmo potuto prendere altro tempo per ottenere il suo appoggio, necessario al lancio della fusione, su basi chiare e solide. Oltretutto il mio viaggio in Giappone nel fine settimana, per il G20 finanziario, mi permetteva di proseguire le discussioni con i nostri partner giapponesi. Ma FCA ha fatto una scelta diversa. Da parte nostra, noi abbiamo agito sin dall'inizio con coerenza e fermezza".

Riapertura dialogo possibile?

Tuttavia, nonostante la brusca rottura dei dialoghi, i margini per una possibile riapertura della trattativa sembrano poterci essere. Del resto anche John Elkann, presidente di FCA, che ha inviato una lettera ai dipendenti del gruppo italo-americano, affermando di essere sempre "pronti e aperti a ogni opportunità", non ha del tutto chiuso la porta ad un operazione che da più fronti viene valutata positivamente per le due aziende, in mercato futuro dell'auto dove restare "piccoli" e "isolati" può essere molto rischioso. [post_title] => FCA-Renault, sulla rottura della trattativa il ministro Di Maio attacca il governo francese [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => fca-renault-di-maio-francia-le-maire [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-06-07 16:05:22 [post_modified_gmt] => 2019-06-07 14:05:22 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=634997 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

FCA-Renault, sulla rottura della trattativa il ministro Di Maio attacca il governo francese

Le Maire: "Serviva altro tempo, FCA ha avuto troppa fretta"

Mentre il vicepremier Di Maio critica l'eccessivo interventismo della Francia nella trattativa tra FCA e Renault, il ministro dell'economia francese accusa FCA di aver avuto troppo fretta e di voler chiudere l'operazione a prescindere dalla risoluzione del "nodo Nissan".
FCA-Renault, sulla rottura della trattativa il ministro Di Maio attacca il governo francese

Nelle ore successive al ritiro ufficiale di FCA della proposta di fusione fatta a Renault si sono succedute le diverse prese di posizione sia dei costruttori automobilistici interessati dall’operazione che i governi di Francia ed Italia. 

Di Maio: “La Francia non ha fatto bella figura”

Nel corso di un’intervista a Radio 24, rispondendo ad una domanda sull’assenza del governo italiano sull’operazione, il ministro dello sviluppo economico e del lavoro, Luigi Di Maio, ha sferrato un attacco diretto al governo francese: “La Francia non ha fatto bella figura, noi anche se in contatto con FCA, abbiamo rispettato una operazione di mercato”. Il vicepremier ha inoltre affermato che a suo parere neanche Renault sia “contenta dell’interventismo dello Stato francese. Se si fa mercato, una grande azienda parla con la sua omologa, non è che interferiscono ministri e presidenti della Repubblica”.

Il ministro dell’economia francese: “FCA ha avuto troppa fretta”

Di diverso avviso è il governo francese, come emerge dell’intervista pubblicata da Repubblica del ministro dell’economia transalpino Bruno Le Maire, che sostiene che per portare a termine l’operazione sarebbe servito altro tempo, ma FCA ha avuto eccessiva fretta di chiudere. “FCA – afferma Le Maire – ha deciso di ritirare la sua offerta e io rispetto la sua scelta. Questa operazione rappresentava una bella opportunità industriale e questo rimane”. Il ministro francese sottolinea però che lo Stato, azionista di maggioranza di Renault, “aveva fissato delle condizioni da rispettare. Siamo stati chiari sin dall’inizio, esigendo degli impegni sulla tutela dei posti di lavoro e dei siti industriali”.

Le garanzie chieste dalla Francia

Come era già emerso giorni prima del CdA decisivo, il ministro Le Maire ha confermato quali erano le richieste dello Stato francese a FCA e che su gran parte di esse si era arrivati vicini ad un accordo: “Oltre alla salvaguardia di occupazione e siti industriali in Francia, abbiamo chiesto garanzie sulla governance del gruppo futuro e abbiamo auspicato la sua partecipazione al programma di batterie elettriche. Su questi tre punti, i negoziati erano stati fruttuosi e avevamo fatti molti passi avanti”.

Le Maire: “Serviva l’appoggio di Nissan che ancora non c’era”

Lo stesso ministro dell’economia francese ha poi spiegato che il nodo più grosso da risolvere era quello relativo a Nissan, il cui mancato appoggio all’operazione manifestato dai due membri del CdA in quota alla Casa giapponese, ha portato il governo della Francia a chiedere ulteriore tempo a FCA, che però spazientita ha fatto dietrofront.

A tal proposito Le Maire spiega: “La nostra prima esigenza era che questa fusione fosse siglata nel quadro dell’alleanza tra Renault e Nissan. Questo presupponeva che i rappresentanti di Nissan, presenti nel consiglio di Renault, votassero a favore del progetto. Mercoledì sera questa condizione non è stata rispettata: il nostro partner si sarebbe astenuto in caso di voto nel consiglio di Renault. Avremmo potuto prendere altro tempo per ottenere il suo appoggio, necessario al lancio della fusione, su basi chiare e solide. Oltretutto il mio viaggio in Giappone nel fine settimana, per il G20 finanziario, mi permetteva di proseguire le discussioni con i nostri partner giapponesi. Ma FCA ha fatto una scelta diversa. Da parte nostra, noi abbiamo agito sin dall’inizio con coerenza e fermezza”.

Riapertura dialogo possibile?

Tuttavia, nonostante la brusca rottura dei dialoghi, i margini per una possibile riapertura della trattativa sembrano poterci essere. Del resto anche John Elkann, presidente di FCA, che ha inviato una lettera ai dipendenti del gruppo italo-americano, affermando di essere sempre “pronti e aperti a ogni opportunità”, non ha del tutto chiuso la porta ad un operazione che da più fronti viene valutata positivamente per le due aziende, in mercato futuro dell’auto dove restare “piccoli” e “isolati” può essere molto rischioso.

FCA-Renault, sulla rottura della trattativa il ministro Di Maio attacca il governo francese
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