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La protezione degli interessi di FCA e dei suoi lavoratori

Nella lettera il numero uno di FCA afferma di essere arrivato a tale decisione per proteggere gli interessi del Gruppo: "La scelta di interrompere il dialogo non è stata presa con leggerezza, ma con un obiettivo in mente: la protezione degli interessi della nostra società e di coloro che lavorano qui, tenendo chiaramente in considerazione tutti i nostri stakeholder".

"Ci vuole coraggio a dire stop"

Al di là dell'atteggiamento positivo e propositivo annunciati da più parti sulla proposta di fusione "alla pari", si legge nella missiva di Elkann, non ci sono le premesse per arrivare a un intesa: "Persino la miglior proposta, come lo era questa - tanto da aver ricevuto positive attestazioni di stima e consenso - ha poche possibilità di raggiungere il successo finale se le sue fondamenta si rivelano alla prova dei fatti instabili". Sulla scelta non facile di fare dietrofront il numero uno di Fiat-Chrysler sottolinea: "Ci vuole coraggio per iniziare un dialogo come abbiamo fatto noi. Quando però diventa chiaro che le conversazioni sono state portate fino al punto oltre il quale diventa irragionevole spingersi, è necessario essere altrettanto coraggiosi per interromperle e ritornare immediatamente all'importante lavoro che abbiamo da fare".

"Decisione, tempismo ed equilibrio della proposta erano corretti"

Nella parte iniziale della lettera, Elkann ha difeso la correttezza della decisione relativa alla proposta di fusione con Renault e ha ringraziato chi ha lavorato in maniera importante a cercare di imbastire una trattativa che poi, per le eccessive garanzie richieste dal governo francese, si è interrotta bruscamente: "L'impegno, la forza e la creatività di tutte le persone direttamente coinvolte sono stati davvero ammirevoli. Non meno importante e notevole è stato l’impegno incessante che ognuno di voi ha profuso costantemente nel proprio lavoro, per proseguire gli attuali progetti in ogni nostra attività. La decisione di iniziare queste conversazioni con Groupe Renault è stata corretta, una decisione che abbiamo preso dopo esserci preparati su tutti i fronti. L'ampio consenso che ha ricevuto è stato un chiaro segnale che il nostro tempismo, così come l'equilibrio di ciò che abbiamo proposto, erano corretti". [post_title] => FCA-Renault, Elkann: "Era irragionevole andare avanti con Renault" [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => fusione-fca-renault-elkann [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-06-07 10:56:55 [post_modified_gmt] => 2019-06-07 08:56:55 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=634880 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

FCA-Renault, Elkann: “Era irragionevole andare avanti con Renault”

"Ci vuole coraggio per iniziare il dialogo e altrettanto per interromperlo"

John Elkann, presidente di FCA, spiega in una lettera inviata ai dipendenti del gruppo i motivi che hanno condotto alla decisione, a sorpresa, di ritirare la proposta di fusione avanzata qualche giorno prima a Renault.
FCA-Renault, Elkann: “Era irragionevole andare avanti con Renault”

Il presidente di FCA John Elkann ha inviato una lettera ai dipendenti del Gruppo italo-americano nel quale spiega le motivazioni che hanno spinto l’azienda a ritirare la proposta di fusione con Renault avanzata qualche giorno prima. 

La protezione degli interessi di FCA e dei suoi lavoratori

Nella lettera il numero uno di FCA afferma di essere arrivato a tale decisione per proteggere gli interessi del Gruppo: “La scelta di interrompere il dialogo non è stata presa con leggerezza, ma con un obiettivo in mente: la protezione degli interessi della nostra società e di coloro che lavorano qui, tenendo chiaramente in considerazione tutti i nostri stakeholder”.

“Ci vuole coraggio a dire stop”

Al di là dell’atteggiamento positivo e propositivo annunciati da più parti sulla proposta di fusione “alla pari”, si legge nella missiva di Elkann, non ci sono le premesse per arrivare a un intesa: “Persino la miglior proposta, come lo era questa – tanto da aver ricevuto positive attestazioni di stima e consenso – ha poche possibilità di raggiungere il successo finale se le sue fondamenta si rivelano alla prova dei fatti instabili”.

Sulla scelta non facile di fare dietrofront il numero uno di Fiat-Chrysler sottolinea: “Ci vuole coraggio per iniziare un dialogo come abbiamo fatto noi. Quando però diventa chiaro che le conversazioni sono state portate fino al punto oltre il quale diventa irragionevole spingersi, è necessario essere altrettanto coraggiosi per interromperle e ritornare immediatamente all’importante lavoro che abbiamo da fare”.

“Decisione, tempismo ed equilibrio della proposta erano corretti”

Nella parte iniziale della lettera, Elkann ha difeso la correttezza della decisione relativa alla proposta di fusione con Renault e ha ringraziato chi ha lavorato in maniera importante a cercare di imbastire una trattativa che poi, per le eccessive garanzie richieste dal governo francese, si è interrotta bruscamente: “L’impegno, la forza e la creatività di tutte le persone direttamente coinvolte sono stati davvero ammirevoli. Non meno importante e notevole è stato l’impegno incessante che ognuno di voi ha profuso costantemente nel proprio lavoro, per proseguire gli attuali progetti in ogni nostra attività. La decisione di iniziare queste conversazioni con Groupe Renault è stata corretta, una decisione che abbiamo preso dopo esserci preparati su tutti i fronti. L’ampio consenso che ha ricevuto è stato un chiaro segnale che il nostro tempismo, così come l’equilibrio di ciò che abbiamo proposto, erano corretti”.

FCA-Renault, Elkann: “Era irragionevole andare avanti con Renault”
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