WP_Post Object ( [ID] => 639576 [post_author] => 18 [post_date] => 2019-06-26 12:06:12 [post_date_gmt] => 2019-06-26 10:06:12 [post_content] => Hyundai i30 N Performance - Già dalla prima accensione, la sportiva coreana sviluppata al "Ring", mette le cose in chiaro. Nel box seminterrato della sede di Hyundai Italia, da dove partirà il nostro test drive, si sente solo lei. Una tonalità roca, graffiante, con grandi scoppiettii in rilascio. Insomma, un sound così stuzzicante che già ti immagini il panico che potresti fare ogni volta che vai a fare la spesa all'Esselunga. Ma non si vive di sola sportività, e per raggiungere Misano, davanti a noi, un tragitto di 350 km. Che non diventano affatto un problema grazie ai miracoli dell'elettronica. La i30 N Performance è infatti dotata della possibilità di selezionare le diverse modalità di guida, tra cui vi sono la "Eco", quella "normale", la "Sport", l'estrema "N" e la personalizzabile "N Custom". Ed è proprio passando da una modalità di guida all'altra che la i30 N si trasforma letteralmente: cambiano la risposta dello sterzo, del motore, del pedale dell'acceleratore, dello scarico (che diventa più o meno rumoroso), ma soprattutto cambia la risposta delle sospensioni a controllo elettronico. Con i cerchi da 19", che calzano delle sportivissime Pirelli 235/35, la differenza diventa davvero notevole. Se in confort l'assorbimento delle sconnessioni non è poi troppo lontano da quello di una "normale" i30, in Sport ed in modalità "N" la vettura diventa piatta come il mare in un giorno di bonaccia. Il che significa tantissima prontezza e precisione in curva, ma anche una ridotta capacità di assorbimento delle sconnessioni. Insomma, è come avere più auto in una, e nel lungo tragitto autostradale per raggiungere Misano, la i30 N ci mostra il suo lato più mansueto. I chilometri scorrono via leggeri, senza pesare, grazie anche alla presenza dei numerosissimi ADAS, tra cui il mantenimento di corsia. Anche in queste circostanze, comunque, la sportività risulta addolcita ma non sopita. Basta un affondo sul pedale del gas ed ecco il motore - con la sua spinta molto decisa - a ricordarci che siamo alla guida della più speciale delle Hyundai oggi in gamma. Finalmente in pista Una volta giunti a Misano (a tal proposito, i 12,5 km/lt durante il tragitto non sono niente male), ad accoglierci troviamo un altro schieramento di Hyundai i30 N costituito dalla Safety Car e dalle vetture di supporto che, ad ogni tappa, accompagnano il circus del mondiale Superbike. Hatchback o Fastback dipende dai gusti di ognuno di noi. C'è chi trova la Fastback più personale ed intrigante, chi invece trova la "tradizionale" hatchback più armoniosa. In ogni caso, comunque, non avevamo mai visto tanta gente guardare (e fotografare) con così tanta ammirazione delle Hyundai (e dire che i presenti, in teoria, dovevano essere tutti dei motociclisti). Insomma, l'obiettivo è stato centrato, perché la i30 N è cattiva, lo vuole dare a vedere, ma riesce a farlo senza scadere in eccessi in stile fast and furious. Tocca a noi La pista di Misano. Mitica, stupenda, ma per sentito dire. Non avevo mai guidato prima su questo tracciato. Ma poco male perché, seduto al mio fianco, trovo Simone Di Luca "Deg", uno degli istruttori della Hyundai Driving Academy nonché campione 2018 della Clio Cup Italia. Grazie ai suoi consigli, bastano appena 2 giri per iniziare a dare del "lei" e non più del "voi" al circuito. Ma torniamo alla grande protagonista, la i30 N. Anche in pista, pronti via, non si finisce di apprezzare la stupenda trasmissione manuale. Un cambio così, in un momento di epidemica diffusione degli automatici, va lodato, ricordato, ed andrebbe tramandato ai posteri. Leva dagli innesti secchi, sempre precisi, corsa corta e dal sapore piacevolmente meccanico. Il motore, un 2.0 turbocompresso da 275 Cv fa il resto. Incolla al sedile non è una frase di stile, ma un dato di fatto, dato che porta la i30 N da 0 a 100 km/h in appena 6.1 secondi. Soprattutto nella marce basse la progressione è davvero entusiasmante, accompagnata, come detto, da un sound davvero adrenalinico, con dei gran "botti" ad ogni cambiata. Ma anche il telaio della vettura non è da meno. Lo sviluppo al Nurburgring si sente tutto, perchè raramente capita di mettersi alla guida di trazioni anteriori così a loro agio tra i cordoli della pista. Il telaio restituisce sempre una gran sensazione di rigidità e compostezza, così da mettere assetto e gomme in condizione di poter lavorare al meglio. La i30 N si inserisce in curva piatta e reattiva, e comunica parecchio a chi si trova al volante. Il posteriore, peraltro, è tutt'altro che imbrigliato, e questa piacevole libertà della coda consente di giocare o, all'occorrenza, sfruttare i trasferimenti di carico ed i rilasci. Lo sterzo, che in modalità "Sport" ed "N" diventa parecchio più pesante nel carico, convince per prontezza e precisione e non difetta neanche in quanto a comunicatività. Per scaricare sull'asfalto tutta questa potenza c'è il differenziale elettronico che riesce egregiamente nel compito di emulare un autobloccante meccanico. Anche in uscita dalle curve più lente, non si è mai verificato che la ruota interna iniziasse fastidiosamente a pattinare. Dopo aver accelerato, però, bisogna frenare. Ed anche sotto questo aspetto la i30 N convince appieno. Bel mordente e pedale con un bell'attacco. L'intrigante "pacchetto" offerto dalla i30 N parte da 32.500€ per la versione da 250 cv, ma l'upgrade alla Performance è "d'obbligo". Nella speranza che lo stato ci liberi dall'inutile gravoso e controproducente superbollo. [post_title] => Hyundai i30 N Performance: alla guida della Safety Car della Superbike [TEST DRIVE] [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => hyundai-i30-n-performance-alla-guida-della-safety-car-della-superbike-test-drive [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-06-26 12:06:12 [post_modified_gmt] => 2019-06-26 10:06:12 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=639576 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Hyundai i30 N Performance: alla guida della Safety Car della Superbike [TEST DRIVE]

Dalla strada alla pista, accompagnati da 275 cv

Grazie allo sviluppo lungo le curve del "Ring", l'inferno verde, la Hyundai i30 N Performance rientra tra le trazioni anteriori più a loro agio che ci sia mai capitato di provare su pista. A convincere è il motore, ma forse ancor di più il telaio. Grazie all'elettronica, poi, oltre che arma da trackday, riesce ad essere al tempo stesso fruibilissima nella guida di ogni giorno.
Hyundai i30 N Performance: alla guida della Safety Car della Superbike [TEST DRIVE]

Hyundai i30 N Performance – Già dalla prima accensione, la sportiva coreana sviluppata al “Ring”, mette le cose in chiaro. Nel box seminterrato della sede di Hyundai Italia, da dove partirà il nostro test drive, si sente solo lei. Una tonalità roca, graffiante, con grandi scoppiettii in rilascio. Insomma, un sound così stuzzicante che già ti immagini il panico che potresti fare ogni volta che vai a fare la spesa all’Esselunga.
Ma non si vive di sola sportività, e per raggiungere Misano, davanti a noi, un tragitto di 350 km.
Che non diventano affatto un problema grazie ai miracoli dell’elettronica. La i30 N Performance è infatti dotata della possibilità di selezionare le diverse modalità di guida, tra cui vi sono la “Eco”, quella “normale”, la “Sport”, l’estrema “N” e la personalizzabile “N Custom”.
Ed è proprio passando da una modalità di guida all’altra che la i30 N si trasforma letteralmente: cambiano la risposta dello sterzo, del motore, del pedale dell’acceleratore, dello scarico (che diventa più o meno rumoroso), ma soprattutto cambia la risposta delle sospensioni a controllo elettronico.
Con i cerchi da 19″, che calzano delle sportivissime Pirelli 235/35, la differenza diventa davvero notevole.
Se in confort l’assorbimento delle sconnessioni non è poi troppo lontano da quello di una “normale” i30, in Sport ed in modalità “N” la vettura diventa piatta come il mare in un giorno di bonaccia. Il che significa tantissima prontezza e precisione in curva, ma anche una ridotta capacità di assorbimento delle sconnessioni.
Insomma, è come avere più auto in una, e nel lungo tragitto autostradale per raggiungere Misano, la i30 N ci mostra il suo lato più mansueto. I chilometri scorrono via leggeri, senza pesare, grazie anche alla presenza dei numerosissimi ADAS, tra cui il mantenimento di corsia.
Anche in queste circostanze, comunque, la sportività risulta addolcita ma non sopita. Basta un affondo sul pedale del gas ed ecco il motore – con la sua spinta molto decisa – a ricordarci che siamo alla guida della più speciale delle Hyundai oggi in gamma.

Finalmente in pista

Una volta giunti a Misano (a tal proposito, i 12,5 km/lt durante il tragitto non sono niente male), ad accoglierci troviamo un altro schieramento di Hyundai i30 N costituito dalla Safety Car e dalle vetture di supporto che, ad ogni tappa, accompagnano il circus del mondiale Superbike. Hatchback o Fastback dipende dai gusti di ognuno di noi. C’è chi trova la Fastback più personale ed intrigante, chi invece trova la “tradizionale” hatchback più armoniosa. In ogni caso, comunque, non avevamo mai visto tanta gente guardare (e fotografare) con così tanta ammirazione delle Hyundai (e dire che i presenti, in teoria, dovevano essere tutti dei motociclisti). Insomma, l’obiettivo è stato centrato, perché la i30 N è cattiva, lo vuole dare a vedere, ma riesce a farlo senza scadere in eccessi in stile fast and furious.

Tocca a noi

La pista di Misano. Mitica, stupenda, ma per sentito dire. Non avevo mai guidato prima su questo tracciato. Ma poco male perché, seduto al mio fianco, trovo Simone Di Luca “Deg”, uno degli istruttori della Hyundai Driving Academy nonché campione 2018 della Clio Cup Italia. Grazie ai suoi consigli, bastano appena 2 giri per iniziare a dare del “lei” e non più del “voi” al circuito. Ma torniamo alla grande protagonista, la i30 N. Anche in pista, pronti via, non si finisce di apprezzare la stupenda trasmissione manuale. Un cambio così, in un momento di epidemica diffusione degli automatici, va lodato, ricordato, ed andrebbe tramandato ai posteri. Leva dagli innesti secchi, sempre precisi, corsa corta e dal sapore piacevolmente meccanico. Il motore, un 2.0 turbocompresso da 275 Cv fa il resto. Incolla al sedile non è una frase di stile, ma un dato di fatto, dato che porta la i30 N da 0 a 100 km/h in appena 6.1 secondi. Soprattutto nella marce basse la progressione è davvero entusiasmante, accompagnata, come detto, da un sound davvero adrenalinico, con dei gran “botti” ad ogni cambiata. Ma anche il telaio della vettura non è da meno. Lo sviluppo al Nurburgring si sente tutto, perchè raramente capita di mettersi alla guida di trazioni anteriori così a loro agio tra i cordoli della pista. Il telaio restituisce sempre una gran sensazione di rigidità e compostezza, così da mettere assetto e gomme in condizione di poter lavorare al meglio. La i30 N si inserisce in curva piatta e reattiva, e comunica parecchio a chi si trova al volante. Il posteriore, peraltro, è tutt’altro che imbrigliato, e questa piacevole libertà della coda consente di giocare o, all’occorrenza, sfruttare i trasferimenti di carico ed i rilasci. Lo sterzo, che in modalità “Sport” ed “N” diventa parecchio più pesante nel carico, convince per prontezza e precisione e non difetta neanche in quanto a comunicatività. Per scaricare sull’asfalto tutta questa potenza c’è il differenziale elettronico che riesce egregiamente nel compito di emulare un autobloccante meccanico. Anche in uscita dalle curve più lente, non si è mai verificato che la ruota interna iniziasse fastidiosamente a pattinare. Dopo aver accelerato, però, bisogna frenare. Ed anche sotto questo aspetto la i30 N convince appieno. Bel mordente e pedale con un bell’attacco.
L’intrigante “pacchetto” offerto dalla i30 N parte da 32.500€ per la versione da 250 cv, ma l’upgrade alla Performance è “d’obbligo”. Nella speranza che lo stato ci liberi dall’inutile gravoso e controproducente superbollo.

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