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Un nome che rimanda a un tracciato

Circa 700 gli esemplari Maserati realizzati nel 1968, ancora il migliori risultato dell'impianto modenese dalla sua apertura. In totale, dal 1969 al 1975, furono sviluppate 1.102 Indy a Modena. La Indy figurava assieme a una variegata panoramica produttiva che includeva nel 1968 Ghibli, Mexico, Mistral, Quattroporte e Sebring. Nomi di venti e di circuiti, rispettivamente legati alla tipologia di modello, tralasciando la già identificativa Quattroporte. Un nome che assieme a Ghibli è presente ancora nell'attuale gamma. Nel 1968, come ricordato dal costruttore, fu raggiunta una quota di mercato in Italia del 43% parlando di esemplari con unità superiori ai 3500 cc. L'importante anniversario celebrato nell'occasione, risalendo al primo luglio del 1969, riguarda proprio la consegna del primo esemplare di Indy, destinato a un facoltoso cliente svizzero. Nella prima fase produttiva, la vettura fu equipaggiata con un motore a otto cilindri che disegnavano una V da 90° di 4136 cm³. L'alesaggio fu impostato a 88 millimetri con una corsa di 85 mm. Un motore arricchito da quattro carburatori Weber 42 DCNF ad accensione singola a transistor con batteria e distributore. A richiesta una trasmissione automatica Borg Warner a tre velocità, sebbene di serie l'unità risulta collegata a un cambio manuale a cinque marce. Inizialmente la potenza ammonta a 260 cavalli, tradotta in 250 km/h di velocità massima. Quindi nel 1970 fu adottato un propulsore (sempre otto cilindri a V) da 4719 cm³, abbinato a un sistema elettronico d’accensione firmato da Bosch. Adesso sono 290 i cavalli di potenza massima, toccando i 280 km/h. Quindi un ulteriore step nel 1971, quando la cilindrata aumenta ancora a 4930 cm³ così come la spinta a 300 cavalli, divenendo poi il solo motore associato alla vettura dal 1973, sino al 1975. Di serie il modello proponeva nel periodo fari allo iodio, un antifurto meccanico, un volante regolabile, lunotto termico, vetri elettrici ed azzurrati, sedute rivestite in pelle e le anteriori reclinabili con poggiatesta. L'impianto frenante è composto da dischi autoventilati con servocomando, riprendendo le indicazioni sul modello. L'accennato cambio automatico era disponibile su richiesta, così come autoradio e servosterzo. Dal 1973 di serie anche per un sistema di condizionamento, come segnalato. Peso indicato da 1500 a 1650 kg. Tra i proprietari di questo modello si cita in particolare Abdorreza Pahlavi, il fratello dello Scià di Persia, che nel 1974 prenotò un esemplare con vari optional, compreso un tettuccio apribile. L'auto fu assemblata e quindi consegnata alla sede nel febbraio del 1975. Ancora oggi un prestigioso modello presente in una collezione privata, ricorda il costruttore. Tra gli aspetti più interessanti del modello anche i presupposti che portarono al suo sviluppo, ovvero le esigenze di comodità, abitabilità e sportività giunte da parte della clientela. Il progetto AM116 (Alfieri Maserati 116), legato appunto alla Indy, porta anche la firma della Carrozzeria Vignale, che si occupò dello stile. Gli fu assegnato il compito di dare forma a una coupé a quattro posti, da coniugare a una spiccata eleganza ed elevate prestazioni. Aspetti nevralgici di ogni modello del Tridente. Il nome Indy omaggia le storiche vittorie della Maserati 8CTF alla 500 Miglia di Indianapolis nel 1939 e nel 1940. Caratterizzanti anche i fari a scomparsa, le allungate prese d'aria frontali, il profilo filante, la coda trinca e le ampie superfici vetrate, funzionali per un'opportuna visibilità. Foto e video: Maserati [post_title] => Maserati Indy: un ricordo a 50 anni dalla consegna del primo esemplare [FOTO E VIDEO] [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => maserati-indy-storia-carateristiche-versioni-coupe-sportiva-v8-1969-1975 [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-07-02 15:36:46 [post_modified_gmt] => 2019-07-02 13:36:46 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=641294 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Maserati Indy: un ricordo a 50 anni dalla consegna del primo esemplare [FOTO E VIDEO]

Diverse cilindrate, sino a 300 cavalli

Un interessante modello marchiato Maserati, il cui nome rimanda ai successi della leggendaria 8CTF alla 500 Miglia di Indianapolis

Dopo la presentazione presso lo stand della Carrozzeria Vignale, al Salone di Torino del 1968, la Maserati Indy fu introdotta ufficialmente dal costruttore emiliano in occasione del Salone di Ginevra del 1969.

Un nome che rimanda a un tracciato

Circa 700 gli esemplari Maserati realizzati nel 1968, ancora il migliori risultato dell’impianto modenese dalla sua apertura. In totale, dal 1969 al 1975, furono sviluppate 1.102 Indy a Modena. La Indy figurava assieme a una variegata panoramica produttiva che includeva nel 1968 Ghibli, Mexico, Mistral, Quattroporte e Sebring. Nomi di venti e di circuiti, rispettivamente legati alla tipologia di modello, tralasciando la già identificativa Quattroporte. Un nome che assieme a Ghibli è presente ancora nell’attuale gamma. Nel 1968, come ricordato dal costruttore, fu raggiunta una quota di mercato in Italia del 43% parlando di esemplari con unità superiori ai 3500 cc.
L’importante anniversario celebrato nell’occasione, risalendo al primo luglio del 1969, riguarda proprio la consegna del primo esemplare di Indy, destinato a un facoltoso cliente svizzero.
Nella prima fase produttiva, la vettura fu equipaggiata con un motore a otto cilindri che disegnavano una V da 90° di 4136 cm³. L’alesaggio fu impostato a 88 millimetri con una corsa di 85 mm. Un motore arricchito da quattro carburatori Weber 42 DCNF ad accensione singola a transistor con batteria e distributore. A richiesta una trasmissione automatica Borg Warner a tre velocità, sebbene di serie l’unità risulta collegata a un cambio manuale a cinque marce. Inizialmente la potenza ammonta a 260 cavalli, tradotta in 250 km/h di velocità massima. Quindi nel 1970 fu adottato un propulsore (sempre otto cilindri a V) da 4719 cm³, abbinato a un sistema elettronico d’accensione firmato da Bosch. Adesso sono 290 i cavalli di potenza massima, toccando i 280 km/h. Quindi un ulteriore step nel 1971, quando la cilindrata aumenta ancora a 4930 cm³ così come la spinta a 300 cavalli, divenendo poi il solo motore associato alla vettura dal 1973, sino al 1975. Di serie il modello proponeva nel periodo fari allo iodio, un antifurto meccanico, un volante regolabile, lunotto termico, vetri elettrici ed azzurrati, sedute rivestite in pelle e le anteriori reclinabili con poggiatesta. L’impianto frenante è composto da dischi autoventilati con servocomando, riprendendo le indicazioni sul modello. L’accennato cambio automatico era disponibile su richiesta, così come autoradio e servosterzo. Dal 1973 di serie anche per un sistema di condizionamento, come segnalato. Peso indicato da 1500 a 1650 kg.
Tra i proprietari di questo modello si cita in particolare Abdorreza Pahlavi, il fratello dello Scià di Persia, che nel 1974 prenotò un esemplare con vari optional, compreso un tettuccio apribile. L’auto fu assemblata e quindi consegnata alla sede nel febbraio del 1975. Ancora oggi un prestigioso modello presente in una collezione privata, ricorda il costruttore.
Tra gli aspetti più interessanti del modello anche i presupposti che portarono al suo sviluppo, ovvero le esigenze di comodità, abitabilità e sportività giunte da parte della clientela. Il progetto AM116 (Alfieri Maserati 116), legato appunto alla Indy, porta anche la firma della Carrozzeria Vignale, che si occupò dello stile. Gli fu assegnato il compito di dare forma a una coupé a quattro posti, da coniugare a una spiccata eleganza ed elevate prestazioni. Aspetti nevralgici di ogni modello del Tridente. Il nome Indy omaggia le storiche vittorie della Maserati 8CTF alla 500 Miglia di Indianapolis nel 1939 e nel 1940. Caratterizzanti anche i fari a scomparsa, le allungate prese d’aria frontali, il profilo filante, la coda trinca e le ampie superfici vetrate, funzionali per un’opportuna visibilità.

Foto e video: Maserati

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