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Test Michelin per la lunga durata delle gomme

Michelin è stata quindi sostenitrice di una serie di provvedimenti e di test che abbiamo potuto sperimentare in prima persona presso il centro tecnico ÖAMTC di Teesdorf, vicino a Vienna. Queste prove sono concepite appositamente per verificare l’efficacia di tutti gli pneumatici, non solo Michelin, durante i vari stadi del loro utilizzo, tenendo conto anche di velocità e performance delle auto. Un elemento particolarmente importante è sicuramente l’acqua: sappiamo ormai molto bene come il grip e la capacità di frenata di una gomma sia messa a dura prova in caso di pioggia. Per questo motivo sin dagli anni ’50 esse sono state argomento di discussione del World Forum for Harmonization of Vehicle Regulations, ovvero l’ente creato dalle Nazioni Unite per l’armonizzazione delle regole sui veicoli. In Europa già le gomme devono rispettare rigorosi limiti per quanto riguarda rumorosità, resistenza al rotolamento e aderenza sul bagnato (i dati che troviamo sull’etichetta). L’obiettivo di Michelin e del Forum è quello di limitare ancora di più l’impatto del guidatore sulla capacità dell’auto di frenare, ovvero fare in modo che in qualsiasi situazione e con qualsiasi esperienza di guida (dal neopatentato all’esperto) la gomma si comporti correttamente e restituisca delle performance all’altezza. Sia appena montate che dopo migliaia di chilometri. I test dimostrativi si sono svolti sia sull’asciutto che sul bagnato, mostrando effettivamente, come potete vedere nel nostro video, delle enormi differenze tra gomme diverse in stadi di consumo simili. Dimostrando così che le gomme non sono tutte uguali. Le prove si sono svolte puntando su una velocità di 80 km/h circa (la velocità entro la quale avviene il 90% degli incidenti su bagnato secondo i dati forniti dalla casa francese) con asfalto bagnato, ma non allagato (le possibilità che sulla strada vi sia più di 1 mm di acqua sono molto scarse e necessiterebbero di vere tempeste con precipitazioni da 100 mm/h). Per quanto i nostri esempi non siano per forza di cose scientificamente probanti, i risultati sono stati decisamente significativi e hanno provato come una gomma vada valutata in periodi diversi della sua vita, perché la più performante da nuova non è necessariamente la migliore anche dopo diversi viaggi. Ciò non significa che una gomma che impiega più tempo a frenare sia illegale o scadente, ma sicuramente un simile comportamento, per quanto all’interno dell’indicatore di usura da 1,6 mm dell’Unione Europea, rende meno prevedibile e più insicuro il nostro mezzo.

Test di sicurezza e Michelin: in Europa si sta lavorando

Fortunatamente, le idee di cui Michelin è sostenitrice hanno già attecchito all’interno dell’Unione Europea. Lo scorso marzo, infatti, è stato introdotto per la prima volta all’interno della General Vehicle Safety Regulation (in italiano “Regolamento Generale sulla Sicurezza dei Veicoli”) il principio del “test su pneumatici usurati”. È stato istituito un gruppo di lavoro all’interno dell’UNECE (Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite) che sta decidendo i parametri di riferimento entro i quali questi test andranno svolti. Michelin ha posto l’accento su quelli che vi abbiamo già anticipato nel paragrafo precedente, ovvero la velocità di 80 km/h e la profondità della superficie d’acqua che si può trovare sull’asfalto, pari a 1 mm. Una situazione che, come detto, va a coprire la grande maggioranza delle situazioni che hanno portato a sinistri più o meno gravi. Non sarà necessario modificare l’etichetta o altro, in quanto elementi come rumorosità e resistenza al rotolamento rimangono fondamentali, ma il grip su bagnato, soprattutto in caso di frenata, è un parametro soggetto all’usura della gomma e per questo motivo molto importante da verificare per informare meglio gli automobilisti e aumentare la sicurezza. [post_title] => Michelin e la sicurezza: come testare gli pneumatici sul lungo periodo [FOTO e VIDEO] [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => michelin_gomme_pneumatici_sicurezza_test_prove_foto_video_frenata_bagnato_asciutto_prestazioni_usate_nuove [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-07-04 12:38:45 [post_modified_gmt] => 2019-07-04 10:38:45 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=641773 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Michelin e la sicurezza: come testare gli pneumatici sul lungo periodo [FOTO e VIDEO]

Si lavora in Europa per creare dei test definitivi

Michelin sta spingendo da tempo presso l’Unione Europea per introdurre dei nuovi test che possano valutare le prestazioni e la sicurezza degli pneumatici non solo da nuovi, ma anche sul lungo periodo. Per questo motivo la casa francese ha voluto promuovere questa sua missione anche attraverso alcune prove effettuate presso uno speciale impianto di test in Austria

Le gomme nuove esistono solo nei negozi. Con queste parole Michelin ha introdotto la presentazione dei suoi studi, accompagnati da alcune prove pratiche, riguardanti la possibilità di effettuare dei test non solo sulle prestazioni dei prodotti appena usciti dalla fabbrica, ma anche delle ruote usate. In inglese si usa il termine “worn”, ovvero “già vestite/utilizzate”, forse più adatto rispetto al termine “usate” che sembra quasi indicare solo una gomma vecchia e usurata. Le gomme “worn” comprendono la vasta gamma di condizioni che va dai primi chilometri fino al consumo finale. Proprio su questo segmento Michelin, già da tempo impegnata nel promuovere le Long Lasting Performance (ovvero le “Performance sul Lungo Periodo”) vuole puntare i riflettori. Non solo suoi, ma dell’intera Unione Europea, attraverso una serie di test e certificazioni che possano valutare uno pneumatico per tutta la sua “vita”.

Test Michelin per la lunga durata delle gomme

Michelin è stata quindi sostenitrice di una serie di provvedimenti e di test che abbiamo potuto sperimentare in prima persona presso il centro tecnico ÖAMTC di Teesdorf, vicino a Vienna. Queste prove sono concepite appositamente per verificare l’efficacia di tutti gli pneumatici, non solo Michelin, durante i vari stadi del loro utilizzo, tenendo conto anche di velocità e performance delle auto. Un elemento particolarmente importante è sicuramente l’acqua: sappiamo ormai molto bene come il grip e la capacità di frenata di una gomma sia messa a dura prova in caso di pioggia. Per questo motivo sin dagli anni ’50 esse sono state argomento di discussione del World Forum for Harmonization of Vehicle Regulations, ovvero l’ente creato dalle Nazioni Unite per l’armonizzazione delle regole sui veicoli. In Europa già le gomme devono rispettare rigorosi limiti per quanto riguarda rumorosità, resistenza al rotolamento e aderenza sul bagnato (i dati che troviamo sull’etichetta). L’obiettivo di Michelin e del Forum è quello di limitare ancora di più l’impatto del guidatore sulla capacità dell’auto di frenare, ovvero fare in modo che in qualsiasi situazione e con qualsiasi esperienza di guida (dal neopatentato all’esperto) la gomma si comporti correttamente e restituisca delle performance all’altezza. Sia appena montate che dopo migliaia di chilometri. I test dimostrativi si sono svolti sia sull’asciutto che sul bagnato, mostrando effettivamente, come potete vedere nel nostro video, delle enormi differenze tra gomme diverse in stadi di consumo simili. Dimostrando così che le gomme non sono tutte uguali. Le prove si sono svolte puntando su una velocità di 80 km/h circa (la velocità entro la quale avviene il 90% degli incidenti su bagnato secondo i dati forniti dalla casa francese) con asfalto bagnato, ma non allagato (le possibilità che sulla strada vi sia più di 1 mm di acqua sono molto scarse e necessiterebbero di vere tempeste con precipitazioni da 100 mm/h). Per quanto i nostri esempi non siano per forza di cose scientificamente probanti, i risultati sono stati decisamente significativi e hanno provato come una gomma vada valutata in periodi diversi della sua vita, perché la più performante da nuova non è necessariamente la migliore anche dopo diversi viaggi. Ciò non significa che una gomma che impiega più tempo a frenare sia illegale o scadente, ma sicuramente un simile comportamento, per quanto all’interno dell’indicatore di usura da 1,6 mm dell’Unione Europea, rende meno prevedibile e più insicuro il nostro mezzo.

Test di sicurezza e Michelin: in Europa si sta lavorando

Fortunatamente, le idee di cui Michelin è sostenitrice hanno già attecchito all’interno dell’Unione Europea. Lo scorso marzo, infatti, è stato introdotto per la prima volta all’interno della General Vehicle Safety Regulation (in italiano “Regolamento Generale sulla Sicurezza dei Veicoli”) il principio del “test su pneumatici usurati”. È stato istituito un gruppo di lavoro all’interno dell’UNECE (Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite) che sta decidendo i parametri di riferimento entro i quali questi test andranno svolti. Michelin ha posto l’accento su quelli che vi abbiamo già anticipato nel paragrafo precedente, ovvero la velocità di 80 km/h e la profondità della superficie d’acqua che si può trovare sull’asfalto, pari a 1 mm. Una situazione che, come detto, va a coprire la grande maggioranza delle situazioni che hanno portato a sinistri più o meno gravi. Non sarà necessario modificare l’etichetta o altro, in quanto elementi come rumorosità e resistenza al rotolamento rimangono fondamentali, ma il grip su bagnato, soprattutto in caso di frenata, è un parametro soggetto all’usura della gomma e per questo motivo molto importante da verificare per informare meglio gli automobilisti e aumentare la sicurezza.

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