WP_Post Object ( [ID] => 642969 [post_author] => 40 [post_date] => 2019-07-09 14:42:23 [post_date_gmt] => 2019-07-09 12:42:23 [post_content] => Opel visse l'atmosfera delle competizioni negli anni '60. Soprattutto nel 1969 diversi concessionari iniziarono a cimentarsi nell'attività agonistica, considerando le caratteristiche di tipo tecnico e funzionale della Kadett-B Rallye. Vari preparatori intervennero per definire versioni destinate ai gruppi 1 e 2, come ad esempio i fratelli Carenini e, in particolare, Virgilio Conrero. Un nome pienamente attivo nell'impegno sportivo del marchio di Rüsselsheim in Italia, come ricordato nell'occasione.

La sportività di Kadett

Si fa un cenno alla Opel Kadett-A affidata ad Hans Beck e Lutz Kemper, primi di classe e sesti assoluti al Tour de Europe del 1963, per parlare di questa storia. Valutando le competizioni rallistiche italiane, l'impegno sportivo evolve dalla Kadett-B Rallye e raggiunge nel tempo il vertice. Si procede per gradi. Già nel 1970 grazie a "facilitazioni sull'acquisto delle vetture e dei ricambi", oltre a compensi in denaro al termine dell'annata agonistica, come segnalato, il movimento divenne più consistente. Un esemplare di Kadett fu condotto al successo nel rally di Pordenone sempre nel '70, la prima affermazione in una tappa italiana. Aumentò di conseguenza la notorietà del marchio, tanto che i responsabili delle competizioni in Italia puntarono su questo tipo di gare per sottolineare le caratteristiche nevralgiche della produzione tedesca. Anche la stessa immagine da auto familiare avrebbe assunto una connotazione differente, catturando l'attenzione di una clientela più sportiva. Furono ottenuti altri successi come quello nel Gruppo 1 del Campionato Italiano Rally Nazionali nel 1972 conquistato da Salvatore Brai e "Rudy" su una Opel Kadett-B Rallye 1900, preparata da Conrero. Anche a bordo della successiva Ascona 1.9 SR, Brai e "Rudy" sempre su una vettura sviluppata dall'esperto Conrero ottennero il titolo di Gruppo 1 nel Campionato Italiano Rally Internazionali. Nella stessa occasione si fecero notare anche Francesco "Chicco" Svizzero e Roberto "Bobo" Cambiaghi, quindi anche Antonio Bellosta in Gruppo 2. Nel 1974, poi, altre affermazioni su Ascona A grazie al successo tricolore di Gruppo 1 firmato da Angelo Presotto e Maurizio Perissinot, vincenti anche nel Gruppo 1 della Mitropa Cup. Un risultato di tipo internazionale, come ricordato.

Nuove sfide sempre su Kadett e Ascona

L'impegno prosegue ed evolve con l'Opel Kadett-C GT/E, dotata dello stesso monoalbero a iniezione elettronica della Manta 1900 e un corpo vettura che riprende quello della Kadett-C Coupé oltre a parafanghi pronunciati come sull'Ascona da rally, consentendo di ottenere ottimi risultati in Italia nel Gruppo 2 con Federico Ormezzano-"Rudy" e nel Gruppo 1 con Angelo Presotto-Maurizio Perissinot, quindi il trionfo in Gruppo 1 del Campionato Rally Nazionali firmato Bellosta-Bondesan. Le Kadett preparate da Conrero continuarono a vincere anche nella stagione italiana del 1977 con "Lucky"-Braito in Gruppo 1, Ormezzano in Gruppo 2, Ballestrieri-"Rudy" in Gruppo 4 e Fabrizia Pons nella serie femminile. Successi da sommare a quelli sempre in Gruppo 1 di Angelo Presotto nella Mitropa Cup, di Dus-Dorato nel CNR, quindi di Ippolita Rabusin nel CNR-Femminile. Risultano 140 i cavalli espressi dall'unità delle Kadett-C GT/E di Gruppo 1, 190 quelli sfoderati dagli esemplari di Gruppo 2 quindi 225 cavalli quelli erogati dal propulsore di 1.980 cc con iniezione indiretta Kugelfischer e abbinato cambio a 5 marce con innesti frontali del modello di Gruppo 4, preparato sempre da Conrero. Questa Kadett-C GT/E presenta anche freni a disco autoventilanti legati a tutte le ruote e un differenziale autobloccante. Il peso indicato risulta contenuto a 890 kg, sebbene il ponte posteriore rigido limitasse in diverse occasioni l'usò eccessivo della spinta, in particolare nelle uscite di curva, come ricordato. La versione GT/E2 equipaggiata con un motore 2 litri rappresentò un'ulteriore evoluzione dal 1978. Consentì ancora un successo in Gruppo 1 proprio nello stesso anno e Dario Cerrato-Lucio Guizzardi si aggiudicarono la Coppa CSAI, mentre Fabrizia Pons ottenne il titolo femminile assoluto, a cui sommare anche i risultati di rilievo di Amedeo Gerbino-Luca Pazielli in CNR, Antonella Cusinati nel CNR Femminile, quindi di Pierluigi Grassetto nella Coppa FISA in classe 2.000 cc. Su una GT/E preparata ancora dallo specialista Conrero con un cuore a iniezione Kugelfischer da 215 cavalli, Cerrato-Guizzardi si imposero anche nel 1979 in Gruppo 2. Anno in cui si ottennero altri trionfi nazionali firmati da "Faber" nel CNR di Gruppo 1 e Furlan nella Coppa FISA di 2000 cc. Prima di un nuovo passaggio alla prestazionale Ascona. Nonostante ciò,la Kadett-C GT/E fu ancora scelta da clienti sportivi privati, rimanendo in attività anche negli anni '80, come ad esempio l'affermazione di Micky Martinelli e Patrizia Zanetti su una Kadett-D 1.3 SR sviluppata da Carenini.

Il successo del 1981

Il vertice di questo percorso sportivo nel Bel Paese fu raggiunto nel 1981 quando il duo "Tony" Fassina -"Rudy" dal Pozzo vinsero il Campionato Italiano Rally a bordo di una Ascona 400 preparata sempre da Conrero. La prima di un costruttore straniero nella serie italiana e per diversi anni ancora la sola. Lo stesso equipaggio trionfò l'anno successivo anche nel campionato europeo di specialità sempre con la stessa auto equipaggiata con un'unità di quattro cilindri da 2,4 litri in grado di proporre 240 cavalli sviluppata dalla Cosworth, legando una testata a 16 valvole a un monoblocco della Opel Rekord Diesel. Dopo l'Ascona 400 avvenne il passaggio alla Manta 400 di Gruppo B. Un'auto su cui intervenne sempre l'esperto Virgilio Conrero, che conquistò l'ultimo successo assoluto della casa tedesca e di "Penna Bianca" nel Campionato nazionale siglato da Cerrato-Cerri, all'appuntamento del Rally della Lana nel 1985. L'anno seguente fu introdotta la Kadett-E GSi 1.8 subito accostata ad un altro esemplare con un propulsore bi-albero a 16 valvole da 220 cavalli sviluppata per il Gruppo A per i nuovi alfieri della formazione dei concessionari Stefano Milanesi e Fabrizio Fabbri. In azione anche una Manta GTE non ufficiale preparata da Silvio Terrosi, con la quale si impose Marco Tulini nell'assegnazione del titolo Promotion per i driver non prioritari. Quindi la realizzazione di una Scuola Rally affidata a Rudy Dal Pozzo e all’organizzazione dei trofei monomarca, tipo quello dedicato alla Opel Corsa che era una novità di quel periodo, in base a nuovi interessi dell'importatore italiano. Foto: Opel [post_title] => Opel: l'inizio di un'avventura rallistica in Italia cinquanta anni fa [FOTO] [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => opel-rally-in-italia-50-anni-fa-inizi-kadett-ascona [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-07-09 14:42:23 [post_modified_gmt] => 2019-07-09 12:42:23 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=642969 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Opel: l’inizio di un’avventura rallistica in Italia cinquanta anni fa [FOTO]

Successo nel 1981 su Ascona 400

La sintesi di un percorso agonistico intrapreso a fine anni '60 e culminato con una vittoria del Campionato Italiano Rally nel lontano 1981. La prima di un costruttore estero

Opel visse l’atmosfera delle competizioni negli anni ’60. Soprattutto nel 1969 diversi concessionari iniziarono a cimentarsi nell’attività agonistica, considerando le caratteristiche di tipo tecnico e funzionale della Kadett-B Rallye. Vari preparatori intervennero per definire versioni destinate ai gruppi 1 e 2, come ad esempio i fratelli Carenini e, in particolare, Virgilio Conrero. Un nome pienamente attivo nell’impegno sportivo del marchio di Rüsselsheim in Italia, come ricordato nell’occasione.

La sportività di Kadett

Si fa un cenno alla Opel Kadett-A affidata ad Hans Beck e Lutz Kemper, primi di classe e sesti assoluti al Tour de Europe del 1963, per parlare di questa storia. Valutando le competizioni rallistiche italiane, l’impegno sportivo evolve dalla Kadett-B Rallye e raggiunge nel tempo il vertice. Si procede per gradi.
Già nel 1970 grazie a “facilitazioni sull’acquisto delle vetture e dei ricambi”, oltre a compensi in denaro al termine dell’annata agonistica, come segnalato, il movimento divenne più consistente. Un esemplare di Kadett fu condotto al successo nel rally di Pordenone sempre nel ’70, la prima affermazione in una tappa italiana. Aumentò di conseguenza la notorietà del marchio, tanto che i responsabili delle competizioni in Italia puntarono su questo tipo di gare per sottolineare le caratteristiche nevralgiche della produzione tedesca. Anche la stessa immagine da auto familiare avrebbe assunto una connotazione differente, catturando l’attenzione di una clientela più sportiva. Furono ottenuti altri successi come quello nel Gruppo 1 del Campionato Italiano Rally Nazionali nel 1972 conquistato da Salvatore Brai e “Rudy” su una Opel Kadett-B Rallye 1900, preparata da Conrero.
Anche a bordo della successiva Ascona 1.9 SR, Brai e “Rudy” sempre su una vettura sviluppata dall’esperto Conrero ottennero il titolo di Gruppo 1 nel Campionato Italiano Rally Internazionali. Nella stessa occasione si fecero notare anche Francesco “Chicco” Svizzero e Roberto “Bobo” Cambiaghi, quindi anche Antonio Bellosta in Gruppo 2.
Nel 1974, poi, altre affermazioni su Ascona A grazie al successo tricolore di Gruppo 1 firmato da Angelo Presotto e Maurizio Perissinot, vincenti anche nel Gruppo 1 della Mitropa Cup. Un risultato di tipo internazionale, come ricordato.

Nuove sfide sempre su Kadett e Ascona

L’impegno prosegue ed evolve con l’Opel Kadett-C GT/E, dotata dello stesso monoalbero a iniezione elettronica della Manta 1900 e un corpo vettura che riprende quello della Kadett-C Coupé oltre a parafanghi pronunciati come sull’Ascona da rally, consentendo di ottenere ottimi risultati in Italia nel Gruppo 2 con Federico Ormezzano-“Rudy” e nel Gruppo 1 con Angelo Presotto-Maurizio Perissinot, quindi il trionfo in Gruppo 1 del Campionato Rally Nazionali firmato Bellosta-Bondesan.
Le Kadett preparate da Conrero continuarono a vincere anche nella stagione italiana del 1977 con “Lucky”-Braito in Gruppo 1, Ormezzano in Gruppo 2, Ballestrieri-“Rudy” in Gruppo 4 e Fabrizia Pons nella serie femminile. Successi da sommare a quelli sempre in Gruppo 1 di Angelo Presotto nella Mitropa Cup, di Dus-Dorato nel CNR, quindi di Ippolita Rabusin nel CNR-Femminile.
Risultano 140 i cavalli espressi dall’unità delle Kadett-C GT/E di Gruppo 1, 190 quelli sfoderati dagli esemplari di Gruppo 2 quindi 225 cavalli quelli erogati dal propulsore di 1.980 cc con iniezione indiretta Kugelfischer e abbinato cambio a 5 marce con innesti frontali del modello di Gruppo 4, preparato sempre da Conrero. Questa Kadett-C GT/E presenta anche freni a disco autoventilanti legati a tutte le ruote e un differenziale autobloccante. Il peso indicato risulta contenuto a 890 kg, sebbene il ponte posteriore rigido limitasse in diverse occasioni l’usò eccessivo della spinta, in particolare nelle uscite di curva, come ricordato.
La versione GT/E2 equipaggiata con un motore 2 litri rappresentò un’ulteriore evoluzione dal 1978. Consentì ancora un successo in Gruppo 1 proprio nello stesso anno e Dario Cerrato-Lucio Guizzardi si aggiudicarono la Coppa CSAI, mentre Fabrizia Pons ottenne il titolo femminile assoluto, a cui sommare anche i risultati di rilievo di Amedeo Gerbino-Luca Pazielli in CNR, Antonella Cusinati nel CNR Femminile, quindi di Pierluigi Grassetto nella Coppa FISA in classe 2.000 cc.
Su una GT/E preparata ancora dallo specialista Conrero con un cuore a iniezione Kugelfischer da 215 cavalli, Cerrato-Guizzardi si imposero anche nel 1979 in Gruppo 2. Anno in cui si ottennero altri trionfi nazionali firmati da “Faber” nel CNR di Gruppo 1 e Furlan nella Coppa FISA di 2000 cc. Prima di un nuovo passaggio alla prestazionale Ascona. Nonostante ciò,la Kadett-C GT/E fu ancora scelta da clienti sportivi privati, rimanendo in attività anche negli anni ’80, come ad esempio l’affermazione di Micky Martinelli e Patrizia Zanetti su una Kadett-D 1.3 SR sviluppata da Carenini.

Il successo del 1981

Il vertice di questo percorso sportivo nel Bel Paese fu raggiunto nel 1981 quando il duo “Tony” Fassina -“Rudy” dal Pozzo vinsero il Campionato Italiano Rally a bordo di una Ascona 400 preparata sempre da Conrero. La prima di un costruttore straniero nella serie italiana e per diversi anni ancora la sola. Lo stesso equipaggio trionfò l’anno successivo anche nel campionato europeo di specialità sempre con la stessa auto equipaggiata con un’unità di quattro cilindri da 2,4 litri in grado di proporre 240 cavalli sviluppata dalla Cosworth, legando una testata a 16 valvole a un monoblocco della Opel Rekord Diesel.
Dopo l’Ascona 400 avvenne il passaggio alla Manta 400 di Gruppo B. Un’auto su cui intervenne sempre l’esperto Virgilio Conrero, che conquistò l’ultimo successo assoluto della casa tedesca e di “Penna Bianca” nel Campionato nazionale siglato da Cerrato-Cerri, all’appuntamento del Rally della Lana nel 1985.
L’anno seguente fu introdotta la Kadett-E GSi 1.8 subito accostata ad un altro esemplare con un propulsore bi-albero a 16 valvole da 220 cavalli sviluppata per il Gruppo A per i nuovi alfieri della formazione dei concessionari Stefano Milanesi e Fabrizio Fabbri. In azione anche una Manta GTE non ufficiale preparata da Silvio Terrosi, con la quale si impose Marco Tulini nell’assegnazione del titolo Promotion per i driver non prioritari. Quindi la realizzazione di una Scuola Rally affidata a Rudy Dal Pozzo e all’organizzazione dei trofei monomarca, tipo quello dedicato alla Opel Corsa che era una novità di quel periodo, in base a nuovi interessi dell’importatore italiano.

Foto: Opel

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