WP_Post Object ( [ID] => 643693 [post_author] => 40 [post_date] => 2019-07-11 12:41:23 [post_date_gmt] => 2019-07-11 10:41:23 [post_content] => Una monoposto di un'altra epoca, dal fascino immutato, diversa e ancora potente per il vincente passato. L'Alfa Romeo GP Tipo 159 "Alfetta" riporta agli antipodi della Formula 1, alle prime corse, ai primi sigilli del costruttore lombardo. Il ritorno su un tracciato, in occasione del Gran Premio di Formula 1 in Gran Bretagna, rappresenta un suggestivo omaggio a quei trascorsi, ricordando la vittoria di Nino Farina sulla Tipo 158 "Alfetta" nel lontano 13 maggio del 1950, proprio a Silverstone, proprio all'inizio di una lunga storia.

Alfa Romeo e i primi GP

La Seconda Guerra Mondiale aveva frenato le corse e a conclusione di essa riprese vita il movimento. L'Alfa Romeo era già tra i marchi più vivaci all'epoca, grazie ai notevoli risultati e una forte indole sportiva. Con il progetto della Tipo 158 "Alfetta" risalente al 1938, disponeva anche di un progetto solido e competitivo. Le vetture assemblate erano state nascoste sotto una finta catasta di legna all'intero di una fattoria, per preservarle al conflitto. Erano dotate di un propulsore otto cilindri in lega leggera, arricchito da valvola a doppia camera e sovralimentatore Roots, per 195 cavalli di potenza massima, gestita tramite una trasmissione integrata nel gruppo differenziale e disposta sull'asse retrostante. Soluzioni innovative per il periodo. Un continuo sviluppo permise al marchio del Biscione di conquistare notevoli risultati nel 1947 e nel '48, quindi nel '49 il costruttore decise di ritirarsi dai GP e prepararsi per la stagione 1950, la prima gara ufficiale del nuovo Campionato mondiale di Formula 1. Si lavorò in particolare sulle prestazioni, raggiungendo un notevole livello: 350 cavalli a 8500 giri/minuto, utili per toccare i 290 km/h. Il debutto avvenne a Silverstone, come detto. Assieme a Nino Farina, figuravano altri due nomi di rilievo dell'epoca: Juan Manuel Fangio e Luigi Fagioli. La squadra fu ribattezzata simpaticamente tre "F", considerando a prima lettera dei loro cognomi. Una quarta monoposto fu assegnata a Reg Parnell, giunto terzo alle spalle di Fagioli e Farina, che conquistò appunto il primo storico GP di Formula 1 e anche la stagione davanti a Fangio e Fagioli. Nella successiva, quella del 1951, il costruttore impiegò subito un'evoluzione della Tipo 158. Una vettura talmente rinnovata, che fu nominata GP Tipo 159 altrettanto nota con lo storico appellativo "Alfetta". Recuperando le caratteristiche della monoposto, con un peso di 710 kg rapportato alla spinta di 425 cavalli a 9300 giri/min, ma anche un picco di 450 cavalli, offerta sempre da un motore otto cilindri in linea di 1479 cc, costituito da un doppio blocco e teste fisse in lega leggera, distribuzione con doppio albero a camme in testa a ingranaggi (tipologia DOHC), due valvole per cilindro, due compressori bi-stadio e carburatore a triplo corpo, si poteva raggiungere una velocità massime superiore ai 300 km/h (305 km/h, secondo le stime). Quattro gli esemplari assemblati. La parte sospensiva era costituita da un'anteriore indipendente con bracci oscillanti, ammortizzatori idraulici e ad attrito, molla a balestra trasversale, così come indipendente risulta quella posteriore, ad asse De Dion con bracci oscillanti, sempre molla a balestra trasversale, ammortizzatori ad attrito e idraulici. Modificati anche l'impianto frenate e il cambio. Anche in quella stagione Farina e Fangio si contesero il successo. L'italiano con due successi all'attivo e l'argentino con tre. La firma conclusiva la pose Fangio nella gara spagnola, laureandosi per la prima volta Campione. Poi dell'Alfa Romeo si ritirò dai Gran Premi.

Le celebrazioni

Nella tappa in Gran Bretagna, dunque, proprio celebrando la prima corsa in Formula 1 a Silverstone nel 1950, un esemplare di Alfa Romeo GP Tipo 159 "Alfetta" figura come apripista d'eccezione per la tradizionale drivers parade" e poi, domenica 14 luglio 2019, la storica monoposto presente nella collezione del dipartimento FCA Heritage è di nuovo in pista condotta dal pilota dell'Alfa Romeo Racing Team Kimi Räikkönen, come anticipato. Foto: Alfa Romeo [post_title] => Alfa Romeo GP Tipo 159 "Alfetta": la leggendaria monoposto al GP di Gran Bretagna 2019 [FOTO] [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => alfa-romeo-gp-tipo-159-alfetta-informazioni-evento-celebrazioni-circuito-silverstone-2019 [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-07-11 12:41:23 [post_modified_gmt] => 2019-07-11 10:41:23 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=643693 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Alfa Romeo GP Tipo 159 “Alfetta”: la leggendaria monoposto al GP di Gran Bretagna 2019 [FOTO]

Apripista nella tappa britannica di Formula 1

Ricordando il primo storico successo in Formula 1, il brand porta sul tracciato di Silverstone la monoposto GP Tipo 159 “Alfetta”, successiva alla mitica Tipo 158 condotta da Nino Farina, sulla quale conquistò quel primo Gran Premio il 13 maggio 1950

Una monoposto di un’altra epoca, dal fascino immutato, diversa e ancora potente per il vincente passato. L’Alfa Romeo GP Tipo 159 “Alfetta” riporta agli antipodi della Formula 1, alle prime corse, ai primi sigilli del costruttore lombardo. Il ritorno su un tracciato, in occasione del Gran Premio di Formula 1 in Gran Bretagna, rappresenta un suggestivo omaggio a quei trascorsi, ricordando la vittoria di Nino Farina sulla Tipo 158 “Alfetta” nel lontano 13 maggio del 1950, proprio a Silverstone, proprio all’inizio di una lunga storia.

Alfa Romeo e i primi GP

La Seconda Guerra Mondiale aveva frenato le corse e a conclusione di essa riprese vita il movimento. L’Alfa Romeo era già tra i marchi più vivaci all’epoca, grazie ai notevoli risultati e una forte indole sportiva. Con il progetto della Tipo 158 “Alfetta” risalente al 1938, disponeva anche di un progetto solido e competitivo. Le vetture assemblate erano state nascoste sotto una finta catasta di legna all’intero di una fattoria, per preservarle al conflitto. Erano dotate di un propulsore otto cilindri in lega leggera, arricchito da valvola a doppia camera e sovralimentatore Roots, per 195 cavalli di potenza massima, gestita tramite una trasmissione integrata nel gruppo differenziale e disposta sull’asse retrostante. Soluzioni innovative per il periodo. Un continuo sviluppo permise al marchio del Biscione di conquistare notevoli risultati nel 1947 e nel ’48, quindi nel ’49 il costruttore decise di ritirarsi dai GP e prepararsi per la stagione 1950, la prima gara ufficiale del nuovo Campionato mondiale di Formula 1.
Si lavorò in particolare sulle prestazioni, raggiungendo un notevole livello: 350 cavalli a 8500 giri/minuto, utili per toccare i 290 km/h. Il debutto avvenne a Silverstone, come detto. Assieme a Nino Farina, figuravano altri due nomi di rilievo dell’epoca: Juan Manuel Fangio e Luigi Fagioli. La squadra fu ribattezzata simpaticamente tre “F”, considerando a prima lettera dei loro cognomi. Una quarta monoposto fu assegnata a Reg Parnell, giunto terzo alle spalle di Fagioli e Farina, che conquistò appunto il primo storico GP di Formula 1 e anche la stagione davanti a Fangio e Fagioli.
Nella successiva, quella del 1951, il costruttore impiegò subito un’evoluzione della Tipo 158. Una vettura talmente rinnovata, che fu nominata GP Tipo 159 altrettanto nota con lo storico appellativo “Alfetta”. Recuperando le caratteristiche della monoposto, con un peso di 710 kg rapportato alla spinta di 425 cavalli a 9300 giri/min, ma anche un picco di 450 cavalli, offerta sempre da un motore otto cilindri in linea di 1479 cc, costituito da un doppio blocco e teste fisse in lega leggera, distribuzione con doppio albero a camme in testa a ingranaggi (tipologia DOHC), due valvole per cilindro, due compressori bi-stadio e carburatore a triplo corpo, si poteva raggiungere una velocità massime superiore ai 300 km/h (305 km/h, secondo le stime). Quattro gli esemplari assemblati. La parte sospensiva era costituita da un’anteriore indipendente con bracci oscillanti, ammortizzatori idraulici e ad attrito, molla a balestra trasversale, così come indipendente risulta quella posteriore, ad asse De Dion con bracci oscillanti, sempre molla a balestra trasversale, ammortizzatori ad attrito e idraulici. Modificati anche l’impianto frenate e il cambio. Anche in quella stagione Farina e Fangio si contesero il successo. L’italiano con due successi all’attivo e l’argentino con tre. La firma conclusiva la pose Fangio nella gara spagnola, laureandosi per la prima volta Campione. Poi dell’Alfa Romeo si ritirò dai Gran Premi.

Le celebrazioni

Nella tappa in Gran Bretagna, dunque, proprio celebrando la prima corsa in Formula 1 a Silverstone nel 1950, un esemplare di Alfa Romeo GP Tipo 159 “Alfetta” figura come apripista d’eccezione per la tradizionale drivers parade” e poi, domenica 14 luglio 2019, la storica monoposto presente nella collezione del dipartimento FCA Heritage è di nuovo in pista condotta dal pilota dell’Alfa Romeo Racing Team Kimi Räikkönen, come anticipato.

Foto: Alfa Romeo

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