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Nissan: taglio di 12.000 posti di lavoro entro il 2023

Entro i prossimi 5 anni sarà ridotta del 10% la capacità produttiva globale

Per fronteggiare ad un importante crollo degli utili la Nissan ha deciso di tagliare oltre 12.000 posti di lavoro entro marzo del 2023 riducendo anche la propria capacità produttiva.
Nissan: taglio di 12.000 posti di lavoro entro il 2023

Nissan si appresta a tagliare oltre 12.000 posti di lavoro entro il 2023. E’ questa la decisione presa dalla Casa giapponese per far fronte ad un periodo non proprio felice. I contrasti con il partner Renault, lo scandalo dovuto all’arresto di Carlos Ghosn, un crollo dell’utile netto del 94& e dell’utile operativo pari al 98,5% hanno costretto la Nissan a compiere questa scelta.

Se in un primo momento i media giapponesi avevano ipotizzato un taglio di circa 10.000 posti di lavoro, l’annuncio odierno di Nissan è stato ben più severo.

La ristrutturazione messa in atto dal costruttore giapponese, con la quale si andrà a ridurre del 10% la capacità produttiva globale, vuole cercare di invertire un trend negativo che ha visto un progressivo calo di vendite sia sul mercato europeo che in quello degli Stati Uniti.

E’ innegabile che il periodo nero di Nissan sia iniziato con l’arresto, avvenuto a novembre 2018, di Carlos Ghosn. L’ex presidente del gruppo Nissan-Renault-Mitsubishi Motors era stato sottoposto ad un provvedimento di custodia cautelare in Giappone, e successivamente tratto in arresto, con l’accusa di aver nascosto parte dei suoi emolumenti alle autorità tributarie a partire dal 2011 e per cinque anni consecutivi.

Nello specifico, Ghosn avrebbe dichiarato al fisco di aver percepito una somma di 5 miliardi di yen a fronte dei 10 miliardi effettivamente ricevuti dalla Nissan. Dopo questo scandalo, l’ex presidente del gruppo è stato licenziato e rimosso dal board della Casa giapponese.

Dopo essere stato rilasciato su cauzione, Ghosn è stato nuovamente arrestato ad aprile 2019 con l’accusa di appropriazione indebita dei fondi della società avvenuta tramite il trasferimento di 34 milioni di dollari verso una succursale Nissan con sede in Oman in un periodo di 7 anni.

Oltre alle “disavventure” dell’ex presidente del gruppo Nissan-Renault-Mitsubishi Motors, la Casa giapponese ha dovuto anche affrontare una difficile convivenza con Renault apparsa ancora più tesa dopo il fallito tentativo di fusione del costruttore francese con FCA.

Nissan vuole adesso ridefinire i termini dell’alleanza con Renault nel tentativo di riequilibrare le partecipazioni azionarie e la gerarchia di controllo del gruppo.

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