Bollo auto: per la Corte Costituzionale le Regioni possono abolirlo

Bollo auto: per la Corte Costituzionale le Regioni possono abolirlo

La Corte Costituzionale ha dato facoltà alla Regioni per l'abolizione

Le Regioni possono abolire il bollo auto purché le modifiche apportate non determinino una pressione tributaria maggiore di quella derivante dall’applicazione dell’aliquota massima consentita.
Bollo auto: per la Corte Costituzionale le Regioni possono abolirlo

L’abolizione del bollo auto continua a far discutere. Se nei giorni scorsi il vicepremier Luigi Di Maio aveva annunciato la volontà di eliminare l’odiato balzello in conseguenza dell’abbassamento dello spread, è adesso una sentenza della Corte Costituzionale a far tornare d’attualità l’argomento.

La scelta rimessa alle Regioni

La vicenda nasce a seguito di un contenzioso instaurato tra la Commissione Tributale Provinciale dell’Emilia Romagna e la Regione Emilia Romagna con oggetto il pagamento del bollo per le auto e moto storiche con più di 20 anni.

Secondo la Regione Emilia Romagna l’esenzione del bollo auto era possibile per questa tipologia di veicoli a condizione che fossero iscritti nei registri storici, mentre la Corte Costituzionale, giusta sentenza n. 122 del 20 maggio 2019 depositata dal relatore Luca Antonini, ha stabilito che le peculiarità attribuite alla tassa automobilistica impongono alle Regioni soltanto di non aumentare la pressione fiscale oltre i limiti fissati dal legislatore statale. Pertanto, per sviluppare un’autonoma politica fiscale in funzione di specifiche esigenze, le Regioni possono introdurre esenzioni anche se non previste dal legislatore statale.

Le Regioni, stando alla sentenza della Corte Costituzionale, possono quindi decidere autonomamente eventuali esenzioni bollo auto purché le modifiche apportate non determinino una pressione tributaria maggiore di quella derivante dall’applicazione dell’aliquota massima consentita.

Una abolizione improbabile

Le Regioni procederanno con l’abolizione del bollo auto? Stando ai dati forniti dal Servizio Politiche Territoriali della Uil, relativi ai i bilanci di previsione delle Regioni del 2015, sembra proprio di no.

Il balzello odiato da tutti gli automobilisti ha portato nelle casse delle Regioni oltre 6 miliardi di euro, incidendo per l’11,7 per cento sul totale delle entrate delle imposte e tributi. Il bollo auto ha garantito alla Lombardia entrate per 849 milioni di euro, mentre nel Lazio queste sono state pari a 775 milioni di euro. In Emilia-Romagna il bollo auto ha garantito 550 milioni di euro, mentre in Piemonte  sono 543 i milioni di euro  incassati.

Visti i numeri in ballo, sembra quindi francamente impossibile che una Regione decida autonomamente di abolire il bollo auto, ma nell’ipotesi in cui si propenda per questa scelta si dovrà tenere conto che per far quadrare i bilanci si dovranno aumentare altre imposte o procedere a tagli alla spesa per recuperare le entrate perse con l’abolizione del bollo auto.

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