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La concept transalpina

Nell'occasione si ricordano anche i 100 anni del marchio francese, che ricorrono proprio questo anno. Spicca infatti la sigla "Origins since 1919", visibile sul pannello accanto ai disegni preparatori della C-Airdream. Una firma che sottolinea anche l'esclusiva gamma trasversale "Origins", distinguibile dai particolari in color bronzo e con una dotazione contemporanea, come segnalato. La concept car introdotta al Salone di Parigi del 2002 anticipò soluzioni avveniristiche da applicare sulla produzione, come ad esempio un posto di guida a controlli elettronici (by wire), impianto di supervisione integrato di tipo elettronico come la frenatura, quindi un servosterzo a demoltiplicazione variabile, riprendendo le indicazioni relative all'esemplare. Si tratta di una coupé dall'aspetto sportivo e un coefficiente aerodinamico di appena 0,28, considerando il cofano proteso, la coda spiovente e la presenza di ampie superfici vetrate. Si percepiscono anche alcuni richiami a storiche berline due volumi come SM e CX, ma emerge soprattutto questa linea aerodinamica, ricercata, profilata e protesa. All'interna il tetto in cristallo e un sistema collocato sotto plancia, sedili e i pannelli laterali favoriscono un'ampia luminosità a bordo, come ricordato. Possono variare anche le colorazioni, offrendo una visione differente all'ambiente. Si nota anche una certa ricerca sui materiali da impiegare e sul design delle sedute, che ricordano le poltrone pensate dal celebre architetto Le Corbusier. Un'impostazione a corolla confermata anche dal volante, che rievoca il celebre "monorazza" del marchio, come segnalato. Foto: Citroën [post_title] => Citroen C-Airdream: la concept car del 2002 al Museo Nazionale dell'Automobile di Torino [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => citroen-c-airdream-concept-car-2002-esposta-museo-automobile-torino [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-08-01 17:12:25 [post_modified_gmt] => 2019-08-01 15:12:25 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=649503 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Citroen C-Airdream: la concept car del 2002 al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino

Esposizione: "Il Progetto raccontato – La mostra dei 40 anni"

La concept introdotta dalla casa francese a Parigi nel 2002 è presente tra le vetture esposte, in occasione di una mostra ospitata al Museo Nazionale dell'Automobile di Torino
Citroen C-Airdream: la concept car del 2002 al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino

La Citroën C-Airdream ammirata al Salone di Parigi del 2002 figura tra le rappresentative concept car visibili ne “Il Progetto raccontato – La mostra dei 40 anni”, che riassume quattro decenni di innovazione stilistica dagli anni ’80 sino al periodo più recente. Esposizione che celebra i quarant’anni di Auto&Design, ospitata sino al 10 novembre 2019 al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino.

La concept transalpina

Nell’occasione si ricordano anche i 100 anni del marchio francese, che ricorrono proprio questo anno. Spicca infatti la sigla “Origins since 1919”, visibile sul pannello accanto ai disegni preparatori della C-Airdream. Una firma che sottolinea anche l’esclusiva gamma trasversale “Origins”, distinguibile dai particolari in color bronzo e con una dotazione contemporanea, come segnalato.
La concept car introdotta al Salone di Parigi del 2002 anticipò soluzioni avveniristiche da applicare sulla produzione, come ad esempio un posto di guida a controlli elettronici (by wire), impianto di supervisione integrato di tipo elettronico come la frenatura, quindi un servosterzo a demoltiplicazione variabile, riprendendo le indicazioni relative all’esemplare. Si tratta di una coupé dall’aspetto sportivo e un coefficiente aerodinamico di appena 0,28, considerando il cofano proteso, la coda spiovente e la presenza di ampie superfici vetrate. Si percepiscono anche alcuni richiami a storiche berline due volumi come SM e CX, ma emerge soprattutto questa linea aerodinamica, ricercata, profilata e protesa.
All’interna il tetto in cristallo e un sistema collocato sotto plancia, sedili e i pannelli laterali favoriscono un’ampia luminosità a bordo, come ricordato. Possono variare anche le colorazioni, offrendo una visione differente all’ambiente. Si nota anche una certa ricerca sui materiali da impiegare e sul design delle sedute, che ricordano le poltrone pensate dal celebre architetto Le Corbusier. Un’impostazione a corolla confermata anche dal volante, che rievoca il celebre “monorazza” del marchio, come segnalato.

Foto: Citroën

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