WP_Post Object ( [ID] => 649680 [post_author] => 40 [post_date] => 2019-08-02 15:59:22 [post_date_gmt] => 2019-08-02 13:59:22 [post_content] => Guerra e occupazione tra fine anni '30 e primi anni '40 dello scorso secolo condizionarono la produzione industriale del periodo. Di conseguenza in Francia, come ricordato, Peugeot rivide i propri piani. Si intervenne sui modelli 202 e 402, plasmando mezzi equipaggiati con trazione e strumenti adatti all'uso militare, tornando anche allo sviluppo di autocarri dotati di maggiore portata. E il progressivo scarseggiare di materie prime e benzina spinse il costruttore francese ad optare per l'elettricità, pensando a una vettura compatta da città e dando forma alla storica VLV.

Lo sviluppo

Gli specialisti de La Garenne pensarono già a un possibile impiego di elettricità dagli anni '20, assieme a esperti di componenti e propulsori di questo tipo. Dal 1940 la casa transalpina immaginò proprio una vettura che potesse sostenere la mobilità urbana, pur in un periodo così complicato dal punto di vista delle risorse. Qualcosa che ricordasse una Cyclecar come la Quadrilette, caratterizzata da un utilizzo contenuto di lamiera. Nel corso delle prime valutazioni dedicate all'unità motrice, impiegando una Peugeot 201, emerse un consumo di energia pari a 14-15 kW/h per 100 km a una velocità media in città di 25 km/h, come indicato. Inizialmente si pensò di utilizzare i brevetti CGE-Grégoire, ma ad agosto del 1940 Peugeot diede forma a una propria Cyclecar artigianale da 550 kg: "il tipo New-Map" e nel settembre del 1940 furono realizzati due esemplari. Si arrivò dunque alla denominazione VLV, ovvero "Voiturette Légère de Ville – piccola vettura da città", introdotta per l’omologazione il lontano 28 marzo del 1941. Dalle strutture de La Garenne fuoriuscirono 377 esemplari, prima del divieto nel 1943 da parte del Comitato d’Organizzazione dell’Automobile, un organismo costituito dallo Stato nel periodo Vichy, riprendendo le indicazioni relative al periodo. Come segnalato nell'occasione: "Questo comitato vieta che un costruttore possa diversificare l’attività. Lungi da un errore di analisi, si tratta di non limitare i mezzi industriali disponibili per il Terzo Reich."

Le caratteristiche

Il veicolo risulta lungo 2,67 metri e largo 1,21 m. La Peugeot VLV è sviluppata in alluminio, quindi il peso del mezzo risulta contenuto, batterie comprese, a 365 kg. È una vettura biposto. Le batterie sono collocate nella zona anteriore, mentre il propulsore elettrico che sviluppa 2 cavalli di potenza è presente nella parte posteriore. L'autonomia indicata ammonta a 80 km, potendo toccare i 32 km/h di velocità massima. "Questa vettura costituisce un mezzo comodo per gli spostamenti in città e in periferia. La velocità è sufficiente in città: con la vetturetta elettrica Peugeot si possono raggiungere le prestazioni di un ciclista di buon livello e allenato, il tutto senza la minima fatica", fu l'opinione emersa dalla stampa specializzata al debutto, come ricordato. Foto: Peugeot [post_title] => Peugeot VLV: una spinta elettrica in un tempo lontano [FOTO] [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => peugeot-vlv-auto-storiche-informazioni-alimentazione-elettrica-caratteristiche [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-08-02 15:59:22 [post_modified_gmt] => 2019-08-02 13:59:22 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=649680 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Peugeot VLV: una spinta elettrica in un tempo lontano [FOTO]

Un ricordo dello storico veicolo

La Peugeot e-208, la versione elettrica della nuova compatta transalpina, non è il primo modello con questo tipo di alimentazione realizzato dal costruttore francese. Esiste un altro esempio legato al passato. Un mezzo altrettanto innovativo, considerando l'epoca

Guerra e occupazione tra fine anni ’30 e primi anni ’40 dello scorso secolo condizionarono la produzione industriale del periodo. Di conseguenza in Francia, come ricordato, Peugeot rivide i propri piani. Si intervenne sui modelli 202 e 402, plasmando mezzi equipaggiati con trazione e strumenti adatti all’uso militare, tornando anche allo sviluppo di autocarri dotati di maggiore portata. E il progressivo scarseggiare di materie prime e benzina spinse il costruttore francese ad optare per l’elettricità, pensando a una vettura compatta da città e dando forma alla storica VLV.

Lo sviluppo

Gli specialisti de La Garenne pensarono già a un possibile impiego di elettricità dagli anni ’20, assieme a esperti di componenti e propulsori di questo tipo. Dal 1940 la casa transalpina immaginò proprio una vettura che potesse sostenere la mobilità urbana, pur in un periodo così complicato dal punto di vista delle risorse. Qualcosa che ricordasse una Cyclecar come la Quadrilette, caratterizzata da un utilizzo contenuto di lamiera. Nel corso delle prime valutazioni dedicate all’unità motrice, impiegando una Peugeot 201, emerse un consumo di energia pari a 14-15 kW/h per 100 km a una velocità media in città di 25 km/h, come indicato.
Inizialmente si pensò di utilizzare i brevetti CGE-Grégoire, ma ad agosto del 1940 Peugeot diede forma a una propria Cyclecar artigianale da 550 kg: “il tipo New-Map” e nel settembre del 1940 furono realizzati due esemplari. Si arrivò dunque alla denominazione VLV, ovvero “Voiturette Légère de Ville – piccola vettura da città”, introdotta per l’omologazione il lontano 28 marzo del 1941. Dalle strutture de La Garenne fuoriuscirono 377 esemplari, prima del divieto nel 1943 da parte del Comitato d’Organizzazione dell’Automobile, un organismo costituito dallo Stato nel periodo Vichy, riprendendo le indicazioni relative al periodo. Come segnalato nell’occasione: “Questo comitato vieta che un costruttore possa diversificare l’attività. Lungi da un errore di analisi, si tratta di non limitare i mezzi industriali disponibili per il Terzo Reich.”

Le caratteristiche

Il veicolo risulta lungo 2,67 metri e largo 1,21 m. La Peugeot VLV è sviluppata in alluminio, quindi il peso del mezzo risulta contenuto, batterie comprese, a 365 kg. È una vettura biposto. Le batterie sono collocate nella zona anteriore, mentre il propulsore elettrico che sviluppa 2 cavalli di potenza è presente nella parte posteriore. L’autonomia indicata ammonta a 80 km, potendo toccare i 32 km/h di velocità massima. “Questa vettura costituisce un mezzo comodo per gli spostamenti in città e in periferia. La velocità è sufficiente in città: con la vetturetta elettrica Peugeot si possono raggiungere le prestazioni di un ciclista di buon livello e allenato, il tutto senza la minima fatica”, fu l’opinione emersa dalla stampa specializzata al debutto, come ricordato.

Foto: Peugeot

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