WP_Post Object ( [ID] => 654383 [post_author] => 8 [post_date] => 2019-09-04 00:11:22 [post_date_gmt] => 2019-09-03 22:11:22 [post_content] => La Ferrari F8 Tributo è fedele al suo nome. Tributo anche di fatto, in quanto la nuova berlinetta due posti del Cavallino Rampante vuole essere non solo la massima espressione della capacità produttiva e progettuale del marchio (almeno fino al prossimo modello), ma anche una celebrazione di quello che è considerato quasi universalmente come uno dei migliori motori mai prodotti a Maranello. Vincitore del prestigioso premio Engine of the Year (Motore dell’Anno) del suo segmento per ben quattro anni di seguito, il V8 della Ferrari F8 Tributo ha una storia evolutiva lunga ben 44 anni, da quando debuttò sulla 308 GTB nel 1975. Da allora di passi avanti ne sono stati ovviamente fatti e l’eredità di quello storico otto cilindri oggi sulla F8 è più concettuale che concreto. Detto questo, però, ogni singolo tassello posto dagli ingegneri in rosso da allora ci ha portato a quello che la stessa Ferrari definisce senza remore “il miglior 8 cilindri al mondo”. L’unico modo per scoprirlo, però, è mettersi alla guida e noi abbiamo avuto l’opportunità di farlo per la prima volta sulla pista di Fiorano e sulle strade intorno a Maranello.

Il V8 della Ferrari F8 Tributo: uno dei migliori motori di serie al mondo

Contrariamente al solito, prima di affrontare il design e le dotazioni della Ferrari F8 Tributo vogliamo parlare del protagonista assoluto della prova, ovvero il motore V8. Si tratta di un vero e proprio prodigio della tecnica, come del resto è lecito aspettarsi da Ferrari. Presenta una cubatura da 3.900 cc ed è in grado di sviluppare una potenza massima di ben 720 Cv. È la potenza specifica che, però, sorprende di più: con i suoi 185 Cv/Lt la Ferrari F8 Tributo è ufficialmente una “Best in Class” assoluta, in un segmento che definire competitivo è dir poco. Come già visto sulla 488 GTB il turbo lag è stato annullato, il tutto mantenendo intatto, se non addirittura esaltato, il sound. Tra l’altro questo V8 può contare anche su una serie di soluzioni, applicate ovviamente alle prese d’aria e al design esterno, che aumentano l’efficienza aerodinamica del 10% rispetto alla 488 GTB, senza dimenticare che la gestione raffinata dei flussi d’aria consentono al motore di aumentare anche l’efficienza termica, la quale si assesta a -15° rispetto sempre all’illustre progenitrice. Insomma, un vero prodigio della tecnica, che promette di essere anche incredibilmente scattante ed elastico grazie ai suoi 770 Nm (+10 Nm) disponibili una volta arrivati a 3.250 giri al minuto. Lo sviluppo è avvenuto a partire dal motore della 488 Pista, che però è stato modificato sia per garantire l’aumento di 50 Cv di potenza, sia per rispettare le nuove regole su emissioni e consumi. Sì, perché il V8 della Ferrari F8 Tributo, per quanto ben di rado nel settore delle supercar si parli di impatto ambientale e di risparmio di carburante, è riuscito ad arrivare a 720 Cv mantenendo inalterati i consumi (10,9 Lt/100 km secondo il ciclo europeo WLTC) e addirittura abbassando le emissioni di CO2 di 2 grammi sempre rispetto alla 488 GTB. Un risultato forse non impressionante per un appassionato di supercar, ma che comunque rendono maggiormente chiara la mole di lavoro riservata per lo sviluppo di questo cuore pulsante. Abbiamo a che fare con un vero “mostro” di potenza e reattività, che però riesce anche ad essere omologato secondo le regole Euro 6d (questo grazie anche al nuovo Gasoline Particulate Filter, più piccolo e leggero, dotato di una struttura a nido d’ape ancora più densa). Il motore V8 della Ferrari F8 Tributo deve molto in termini di eredità alla 488 Pista. In particolare sono state adottate tutte le soluzioni per la riduzione del peso, che si assesta intorno ai 18 kg. Citiamo ad esempio i collettori di scarico in Inconel e le nuove bielle in titanio. Il turbo invece deriva più dalla 488 GTB, anche se alla fine dei conti praticamente la metà dei componenti è stata modificata, tra l’altro con materiali più leggeri che vanno a contribuire alla diminuzione di peso di cui abbiamo parlato sopra. La vera novità, però, è uno speciale sensore posizionato direttamente all’interno del sistema, che consente di controllare la velocità della turbina e di avere con certezza la potenza sviluppata da motore e turbo stesso. Grazie a questo si ottengono diversi vantaggi a livello di performance, come ad esempio una netta diminuzione dell’influenza della temperatura esterna. Le prestazioni sono indiscutibilmente tipiche di un motore turbo puro, ma la risposta della F8 Tributo, grazie anche all’azzeramento del lag, è quasi da aspirato. Il tutto senza dimenticare il sound della vettura, chiaramente percepibile dal guidatore e incredibilmente più netto e preciso (merito delle nove farfalle e del collettore di scarico più lungo del 27%). Il risultato è un suono costante aumentato di 8 dB rispetto al passato.

Il design della Ferrari F8 Tributo: il passato in chiave moderna

Visto lo spirito celebrativo con cui è stata creata, la Ferrari F8 Tributo vuole ricordare gli oltre quarant’anni di storia delle berlinette a otto cilindri anche nel design. Sono infatti moltissimi i riferimenti, più o meno palesi, che vengono distribuiti lungo l’intera struttura dell’auto. Alcune modifiche, però, sono assolutamente originali e vanno a soddisfare delle precise necessità a livello aerodinamico. Una di queste, forse una delle più importanti, è senza dubbio l’introduzione della presa d’aria S-Duct in posizione centrale lungo il fascione anteriore. Questa, insieme a numerose altre aperture, ha il compito di migliorare deportanza e carico, con dei risultati davvero notevoli. A seconda della zona della carrozzeria, infatti, la sua efficienza migliora rispetto alla 488 fino al 25%. Persino sopra i fari frontali è stata posizionata una nuova presa d’aria, che esteticamente ha anche il compito di ricomporre la forma a “L” già vista su altre vetture e che sulla F8 Tributo manca. Con un gran ritorno al classico, infatti, i gruppi ottici in questa zona sono sviluppati in senso orizzontale, contribuendo così a rendere immediatamente distintiva la firma luminosa. Passando poi alla vista laterale, notiamo prima di tutto le linee muscolose e sinuose. Lo stile è tipicamente Ferrari, riuscendo a proporre un progetto sicuramente moderno, ma anche rispettoso del passato dal quale nasce. Ad esempio, la presa d’aria laterale degli intercooler è stata tracciata in modo da rimanere collegata alla tradizione delle storiche Ferrari con V8 centrale-posteriore. La sua presenza, inoltre, ha delle importanti conseguenze per la gestione dei flussi d’aria intorno alla vettura. Sul retro troviamo un lunotto posteriore completamente ridisegnato e realizzato in Lexan, una speciale resina super resistente, le cui tre feritoie orizzontali rimandano alla memoria l’aspetto della mitica F40, per quanto su di questa le aperture fossero molte di più. Naturalmente questi “tagli” non hanno solamente una funzione estetica, ma anche tecnica, dato che contribuiscono allo smaltimento dell’aria calda dalla zona motore. Questo, com’è tradizione, è in mostra come una collana di diamanti rombante e, volendo, si possono sostituire i comunque bellissimi polmoni rossi con quelli in fibra di carbonio ispirati dalla 488 Pista.

L’abitacolo della Ferrari F8 Tributo, dove il pilota è protagonista

Per descrivere l’abitacolo della Ferrari F8 Tributo non staremo certo a perdere tempo parlando di materiali premium e simili. È un prodotto di Maranello, quindi per forza di cose avremo a che fare con gli elementi migliori che il mercato possa offrire. Appena saliti a bordo notiamo immediatamente come tutti i comandi siano dedicati esclusivamente al pilota, lasciando una zona incredibilmente liscia ed elegante al passeggero. Al massimo si può aggiungere un piccolo schermino da 7’’ sul quale guardare le informazioni circa musica, navigatore e performance, ma il resto dei pannelli è esclusivo del guidatore. Il volante è stato leggermente rimpicciolito rispetto ai modelli passati per aumentarne la precisione, mentre il quadro comandi rappresenta perfettamente la filosofia che ha portato alla creazione della F8. Parliamo di elementi classici fusi dentro l’evoluzione tecnologica. Così, invece di un grande schermo come sulla SF90 Stradale, troviamo un tachimetro puramente analogico per la gioia degli appassionati, ai cui lati si trovano due piccoli display sui quali visualizzare diverse informazioni a seconda della guida, compreso il navigatore satellitare (il quale, essendo comandabile solo attraverso una piccola ghiera, risulta un pochino scomodo e ristretto, ma stiamo parlando forse dell’unico vero difetto che siamo riusciti a trovare su questa supercar, il che descrive alla perfezione il suo livello). Molto belle da vedere anche le nuove bocchette per l’aria condizionata, ispirate ai motori jet dei grandi aerei di linea e montate su degli speciali supporti di alluminio. Al centro troviamo il tunnel con il nuovo bridge, sormontato dai tre pulsanti per la retromarcia, lo switch tra il cambio sequenziale o automatico a sette rapporti e il Launch Control. A proposito del cambio, abbiamo trovato molto ben concepiti i paddle al volante, la cui altezza consente di raggiungerli facilmente in qualsiasi momento pur essendo loro installati sul piantone e non sul volante. Nonostante la loro dimensione, però, vengono nascosti perfettamente dal volante, il che dona all’ambiente un aspetto decisamente ordinato e pulito. Anche per quanto riguarda lo spazio, tra l’altro, non ci si può lamentare: il vano tra i sedili e il motore è capiente e dotato di una rete per gli oggetti più piccoli, mentre quello sotto al cofano presenta una capienza di 200 litri.

L’aerodinamica della Ferrari F8 Tributo esalta la guida

La Ferrari F8 Tributo è stata appositamente concepita per gli amanti della guida sportiva ed emozionale. Sa essere incredibilmente comoda durante un lungo viaggio, ma non dimentica mai la sua vera natura. L’intera aerodinamica della F8 Tributo è stata concepita per rendere l’esperienza di guida ancora più emozionante e soddisfacente, portando su strada e (soprattutto) su pista un’auto incredibilmente precisa, veloce e dinamica. Tutte le nuove prese d’aria, di cui vi abbiamo già parlato, contribuiscono a reindirizzare perfettamente le correnti d’aria intorno alla vettura, instradandole esattamente dove servono sia per contribuire al raffreddamento di motore e freni, sia per il carico aerodinamico della vettura. Grazie alla nuova forma più pronunciata dello spoiler posteriore, la F8 Tributo risulta nettamente più incollata all’asfalto della 488 GTB. Un lavoro concepito in sinergia con il Centro Stile Ferrari, in modo da poter unire le strettissime esigenze dei vincoli aerodinamici con il look della vettura. Un esempio lampante di questo lavoro è l’S-Duct, di cui abbiamo già parlato. In generale è stato particolarmente importante il lavoro effettuato sull’intercooler, attraverso diverse lezioni imparate direttamente dalle versioni più corsaiole della 488. I radiatori sono stati inclinati in maniera sensibile verso il posteriore, andando così a sfruttare il fondo della vettura per la canalizzazione dell’aria calda e impedendo che i flussi d’aria si mischiassero nella zona dei passaruota. Con un aumento del 7% della superficie radiante, la F8 Tributo presenta un’efficienza aerodinamica maggiore del 10% rispetto alla 488 GTB.

La Ferrari F8 Tributo è nata per correre in pista

Il V8 della Ferrari F8 Tributo è davvero un gioiello. Non che avessimo dubbi sull’abilità dei tecnici della Rossa di creare qualcosa di questo livello, ma occorre sempre provarlo su strada (e magari su pista) per crederci veramente. Nonostante questo nostro primo contatto sia durato poche ore, quindi ancora non possiamo sbilanciarci più di tanto nelle valutazioni, possiamo affermare che la F8 Tributo è una Ferrari nata per stare in pista. Dopo qualche giro a Fiorano siamo rimasti impressionati soprattutto dall’estrema reattività del motore, che regala tantissima potenza già ai bassi regimi. I dati ufficiali della casa parlano di uno 0-100 completabile in 2,9 secondi, mentre per lo 0-200 c’è bisogno solo di 7,8 secondi. Il cambio, doppia frizione a sette rapporti derivato dalla Formula 1, si comporta egregiamente e consente sia di sfruttare fino in fondo i singoli rapporti, sia di effettuare delle cambiate molto veloci, il tutto senza il minimo lag. Si sono comportati eccezionalmente bene anche i freni, potenti ma anche enormemente regolabili a seconda delle condizioni di pista o strada. La musica del V8 è perfettamente percepibile e godibile in ogni momento, senza mai diventare fastidiosa. Anzi, passando all’esperienza di guida su strada, quando ci si trova in autostrada ad alta velocità (entro i limiti vigenti) potrebbe essere quasi definita “silenziosa”, ovviamente per quanto possa e voglia essere tale una Ferrari. Non avremmo quindi alcun timore ad affrontare un lungo viaggio con questa F8 Tributo, per quanto passeremmo sicuramente notti insonni ad immaginarci il momento in cui si troverà di nuovo tra i cordoli. Basta comunque un tocco dell’acceleratore e il ruggito torna forte e piacevole come prima, anche grazie alla notevole elasticità del V8. Abbiamo provato a testare la ripresa dell’auto e anche in quinta marcia a bassi giri la F8 è tornata ad accelerare senza nessuna esitazione.

Prezzo della nuova Ferrari F8 Tributo

La nuova Ferrari F8 Tributo è appena divenuta disponibile sui mercati mondiali nel momento in cui scriviamo, ad un prezzo di 236.000 €. [post_title] => Ferrari F8 Tributo, PROVA su STRADA in anteprima dell’erede della 488 GTB [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => ferrari-f8-tributo-motore-prestazioni-prezzo-accelerazione-sound-v8-turbo-prova [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-09-04 00:30:30 [post_modified_gmt] => 2019-09-03 22:30:30 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=654383 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Ferrari F8 Tributo, PROVA su STRADA in anteprima dell’erede della 488 GTB

Scheda tecnica, performance e motore della sportiva “tributo” alla storia del V8

La Ferrari F8 Tributo si presenta dopo il suo debutto al Salone di Ginevra di quest’anno. Si tratta l’ultima incarnazione del motore V8 della casa di Maranello, nominato senza timor di smentita come uno dei migliori mai prodotti dalla Rossa. Ora, dopo aver scoperto design, caratteristiche tecniche, performance e sound, è arrivato il momento di mettersi per la prima volta dietro al volante

La Ferrari F8 Tributo è fedele al suo nome. Tributo anche di fatto, in quanto la nuova berlinetta due posti del Cavallino Rampante vuole essere non solo la massima espressione della capacità produttiva e progettuale del marchio (almeno fino al prossimo modello), ma anche una celebrazione di quello che è considerato quasi universalmente come uno dei migliori motori mai prodotti a Maranello. Vincitore del prestigioso premio Engine of the Year (Motore dell’Anno) del suo segmento per ben quattro anni di seguito, il V8 della Ferrari F8 Tributo ha una storia evolutiva lunga ben 44 anni, da quando debuttò sulla 308 GTB nel 1975. Da allora di passi avanti ne sono stati ovviamente fatti e l’eredità di quello storico otto cilindri oggi sulla F8 è più concettuale che concreto. Detto questo, però, ogni singolo tassello posto dagli ingegneri in rosso da allora ci ha portato a quello che la stessa Ferrari definisce senza remore “il miglior 8 cilindri al mondo”. L’unico modo per scoprirlo, però, è mettersi alla guida e noi abbiamo avuto l’opportunità di farlo per la prima volta sulla pista di Fiorano e sulle strade intorno a Maranello.

Il V8 della Ferrari F8 Tributo: uno dei migliori motori di serie al mondo

Contrariamente al solito, prima di affrontare il design e le dotazioni della Ferrari F8 Tributo vogliamo parlare del protagonista assoluto della prova, ovvero il motore V8. Si tratta di un vero e proprio prodigio della tecnica, come del resto è lecito aspettarsi da Ferrari. Presenta una cubatura da 3.900 cc ed è in grado di sviluppare una potenza massima di ben 720 Cv. È la potenza specifica che, però, sorprende di più: con i suoi 185 Cv/Lt la Ferrari F8 Tributo è ufficialmente una “Best in Class” assoluta, in un segmento che definire competitivo è dir poco. Come già visto sulla 488 GTB il turbo lag è stato annullato, il tutto mantenendo intatto, se non addirittura esaltato, il sound. Tra l’altro questo V8 può contare anche su una serie di soluzioni, applicate ovviamente alle prese d’aria e al design esterno, che aumentano l’efficienza aerodinamica del 10% rispetto alla 488 GTB, senza dimenticare che la gestione raffinata dei flussi d’aria consentono al motore di aumentare anche l’efficienza termica, la quale si assesta a -15° rispetto sempre all’illustre progenitrice. Insomma, un vero prodigio della tecnica, che promette di essere anche incredibilmente scattante ed elastico grazie ai suoi 770 Nm (+10 Nm) disponibili una volta arrivati a 3.250 giri al minuto. Lo sviluppo è avvenuto a partire dal motore della 488 Pista, che però è stato modificato sia per garantire l’aumento di 50 Cv di potenza, sia per rispettare le nuove regole su emissioni e consumi. Sì, perché il V8 della Ferrari F8 Tributo, per quanto ben di rado nel settore delle supercar si parli di impatto ambientale e di risparmio di carburante, è riuscito ad arrivare a 720 Cv mantenendo inalterati i consumi (10,9 Lt/100 km secondo il ciclo europeo WLTC) e addirittura abbassando le emissioni di CO2 di 2 grammi sempre rispetto alla 488 GTB. Un risultato forse non impressionante per un appassionato di supercar, ma che comunque rendono maggiormente chiara la mole di lavoro riservata per lo sviluppo di questo cuore pulsante. Abbiamo a che fare con un vero “mostro” di potenza e reattività, che però riesce anche ad essere omologato secondo le regole Euro 6d (questo grazie anche al nuovo Gasoline Particulate Filter, più piccolo e leggero, dotato di una struttura a nido d’ape ancora più densa).

Il motore V8 della Ferrari F8 Tributo deve molto in termini di eredità alla 488 Pista. In particolare sono state adottate tutte le soluzioni per la riduzione del peso, che si assesta intorno ai 18 kg. Citiamo ad esempio i collettori di scarico in Inconel e le nuove bielle in titanio. Il turbo invece deriva più dalla 488 GTB, anche se alla fine dei conti praticamente la metà dei componenti è stata modificata, tra l’altro con materiali più leggeri che vanno a contribuire alla diminuzione di peso di cui abbiamo parlato sopra. La vera novità, però, è uno speciale sensore posizionato direttamente all’interno del sistema, che consente di controllare la velocità della turbina e di avere con certezza la potenza sviluppata da motore e turbo stesso. Grazie a questo si ottengono diversi vantaggi a livello di performance, come ad esempio una netta diminuzione dell’influenza della temperatura esterna. Le prestazioni sono indiscutibilmente tipiche di un motore turbo puro, ma la risposta della F8 Tributo, grazie anche all’azzeramento del lag, è quasi da aspirato. Il tutto senza dimenticare il sound della vettura, chiaramente percepibile dal guidatore e incredibilmente più netto e preciso (merito delle nove farfalle e del collettore di scarico più lungo del 27%). Il risultato è un suono costante aumentato di 8 dB rispetto al passato.

Il design della Ferrari F8 Tributo: il passato in chiave moderna

Visto lo spirito celebrativo con cui è stata creata, la Ferrari F8 Tributo vuole ricordare gli oltre quarant’anni di storia delle berlinette a otto cilindri anche nel design. Sono infatti moltissimi i riferimenti, più o meno palesi, che vengono distribuiti lungo l’intera struttura dell’auto. Alcune modifiche, però, sono assolutamente originali e vanno a soddisfare delle precise necessità a livello aerodinamico. Una di queste, forse una delle più importanti, è senza dubbio l’introduzione della presa d’aria S-Duct in posizione centrale lungo il fascione anteriore. Questa, insieme a numerose altre aperture, ha il compito di migliorare deportanza e carico, con dei risultati davvero notevoli. A seconda della zona della carrozzeria, infatti, la sua efficienza migliora rispetto alla 488 fino al 25%. Persino sopra i fari frontali è stata posizionata una nuova presa d’aria, che esteticamente ha anche il compito di ricomporre la forma a “L” già vista su altre vetture e che sulla F8 Tributo manca. Con un gran ritorno al classico, infatti, i gruppi ottici in questa zona sono sviluppati in senso orizzontale, contribuendo così a rendere immediatamente distintiva la firma luminosa. Passando poi alla vista laterale, notiamo prima di tutto le linee muscolose e sinuose. Lo stile è tipicamente Ferrari, riuscendo a proporre un progetto sicuramente moderno, ma anche rispettoso del passato dal quale nasce. Ad esempio, la presa d’aria laterale degli intercooler è stata tracciata in modo da rimanere collegata alla tradizione delle storiche Ferrari con V8 centrale-posteriore. La sua presenza, inoltre, ha delle importanti conseguenze per la gestione dei flussi d’aria intorno alla vettura. Sul retro troviamo un lunotto posteriore completamente ridisegnato e realizzato in Lexan, una speciale resina super resistente, le cui tre feritoie orizzontali rimandano alla memoria l’aspetto della mitica F40, per quanto su di questa le aperture fossero molte di più. Naturalmente questi “tagli” non hanno solamente una funzione estetica, ma anche tecnica, dato che contribuiscono allo smaltimento dell’aria calda dalla zona motore. Questo, com’è tradizione, è in mostra come una collana di diamanti rombante e, volendo, si possono sostituire i comunque bellissimi polmoni rossi con quelli in fibra di carbonio ispirati dalla 488 Pista.

L’abitacolo della Ferrari F8 Tributo, dove il pilota è protagonista

Per descrivere l’abitacolo della Ferrari F8 Tributo non staremo certo a perdere tempo parlando di materiali premium e simili. È un prodotto di Maranello, quindi per forza di cose avremo a che fare con gli elementi migliori che il mercato possa offrire. Appena saliti a bordo notiamo immediatamente come tutti i comandi siano dedicati esclusivamente al pilota, lasciando una zona incredibilmente liscia ed elegante al passeggero. Al massimo si può aggiungere un piccolo schermino da 7’’ sul quale guardare le informazioni circa musica, navigatore e performance, ma il resto dei pannelli è esclusivo del guidatore. Il volante è stato leggermente rimpicciolito rispetto ai modelli passati per aumentarne la precisione, mentre il quadro comandi rappresenta perfettamente la filosofia che ha portato alla creazione della F8. Parliamo di elementi classici fusi dentro l’evoluzione tecnologica. Così, invece di un grande schermo come sulla SF90 Stradale, troviamo un tachimetro puramente analogico per la gioia degli appassionati, ai cui lati si trovano due piccoli display sui quali visualizzare diverse informazioni a seconda della guida, compreso il navigatore satellitare (il quale, essendo comandabile solo attraverso una piccola ghiera, risulta un pochino scomodo e ristretto, ma stiamo parlando forse dell’unico vero difetto che siamo riusciti a trovare su questa supercar, il che descrive alla perfezione il suo livello). Molto belle da vedere anche le nuove bocchette per l’aria condizionata, ispirate ai motori jet dei grandi aerei di linea e montate su degli speciali supporti di alluminio. Al centro troviamo il tunnel con il nuovo bridge, sormontato dai tre pulsanti per la retromarcia, lo switch tra il cambio sequenziale o automatico a sette rapporti e il Launch Control. A proposito del cambio, abbiamo trovato molto ben concepiti i paddle al volante, la cui altezza consente di raggiungerli facilmente in qualsiasi momento pur essendo loro installati sul piantone e non sul volante. Nonostante la loro dimensione, però, vengono nascosti perfettamente dal volante, il che dona all’ambiente un aspetto decisamente ordinato e pulito. Anche per quanto riguarda lo spazio, tra l’altro, non ci si può lamentare: il vano tra i sedili e il motore è capiente e dotato di una rete per gli oggetti più piccoli, mentre quello sotto al cofano presenta una capienza di 200 litri.

L’aerodinamica della Ferrari F8 Tributo esalta la guida

La Ferrari F8 Tributo è stata appositamente concepita per gli amanti della guida sportiva ed emozionale. Sa essere incredibilmente comoda durante un lungo viaggio, ma non dimentica mai la sua vera natura. L’intera aerodinamica della F8 Tributo è stata concepita per rendere l’esperienza di guida ancora più emozionante e soddisfacente, portando su strada e (soprattutto) su pista un’auto incredibilmente precisa, veloce e dinamica. Tutte le nuove prese d’aria, di cui vi abbiamo già parlato, contribuiscono a reindirizzare perfettamente le correnti d’aria intorno alla vettura, instradandole esattamente dove servono sia per contribuire al raffreddamento di motore e freni, sia per il carico aerodinamico della vettura. Grazie alla nuova forma più pronunciata dello spoiler posteriore, la F8 Tributo risulta nettamente più incollata all’asfalto della 488 GTB. Un lavoro concepito in sinergia con il Centro Stile Ferrari, in modo da poter unire le strettissime esigenze dei vincoli aerodinamici con il look della vettura. Un esempio lampante di questo lavoro è l’S-Duct, di cui abbiamo già parlato. In generale è stato particolarmente importante il lavoro effettuato sull’intercooler, attraverso diverse lezioni imparate direttamente dalle versioni più corsaiole della 488. I radiatori sono stati inclinati in maniera sensibile verso il posteriore, andando così a sfruttare il fondo della vettura per la canalizzazione dell’aria calda e impedendo che i flussi d’aria si mischiassero nella zona dei passaruota. Con un aumento del 7% della superficie radiante, la F8 Tributo presenta un’efficienza aerodinamica maggiore del 10% rispetto alla 488 GTB.

La Ferrari F8 Tributo è nata per correre in pista

Il V8 della Ferrari F8 Tributo è davvero un gioiello. Non che avessimo dubbi sull’abilità dei tecnici della Rossa di creare qualcosa di questo livello, ma occorre sempre provarlo su strada (e magari su pista) per crederci veramente. Nonostante questo nostro primo contatto sia durato poche ore, quindi ancora non possiamo sbilanciarci più di tanto nelle valutazioni, possiamo affermare che la F8 Tributo è una Ferrari nata per stare in pista. Dopo qualche giro a Fiorano siamo rimasti impressionati soprattutto dall’estrema reattività del motore, che regala tantissima potenza già ai bassi regimi. I dati ufficiali della casa parlano di uno 0-100 completabile in 2,9 secondi, mentre per lo 0-200 c’è bisogno solo di 7,8 secondi. Il cambio, doppia frizione a sette rapporti derivato dalla Formula 1, si comporta egregiamente e consente sia di sfruttare fino in fondo i singoli rapporti, sia di effettuare delle cambiate molto veloci, il tutto senza il minimo lag. Si sono comportati eccezionalmente bene anche i freni, potenti ma anche enormemente regolabili a seconda delle condizioni di pista o strada. La musica del V8 è perfettamente percepibile e godibile in ogni momento, senza mai diventare fastidiosa. Anzi, passando all’esperienza di guida su strada, quando ci si trova in autostrada ad alta velocità (entro i limiti vigenti) potrebbe essere quasi definita “silenziosa”, ovviamente per quanto possa e voglia essere tale una Ferrari. Non avremmo quindi alcun timore ad affrontare un lungo viaggio con questa F8 Tributo, per quanto passeremmo sicuramente notti insonni ad immaginarci il momento in cui si troverà di nuovo tra i cordoli. Basta comunque un tocco dell’acceleratore e il ruggito torna forte e piacevole come prima, anche grazie alla notevole elasticità del V8. Abbiamo provato a testare la ripresa dell’auto e anche in quinta marcia a bassi giri la F8 è tornata ad accelerare senza nessuna esitazione.

Prezzo della nuova Ferrari F8 Tributo

La nuova Ferrari F8 Tributo è appena divenuta disponibile sui mercati mondiali nel momento in cui scriviamo, ad un prezzo di 236.000 €.

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