WP_Post Object ( [ID] => 656373 [post_author] => 40 [post_date] => 2019-09-10 18:30:09 [post_date_gmt] => 2019-09-10 16:30:09 [post_content] => Un altro tassello per definire la gamma di prototipi elettrici siglati con i Quattro Anelli. Audi AI:TRAIL quattro è una concept car e, allo stesso tempo, un'idea prospettica della mobilità con caratteristiche che rimandano ai veicoli off-road.

Un concetto versatile e avveniristico

Il termine inglese "trail" indica sentiero e sottolinea la vocazione esplorativa di questo mezzo, legato alla panoramica AI di Audi. Una gamma concettuale il cui acronimo suggerisce la presenza di soluzioni avanzate, come l'impiego di un'intelligenza artificiale appunto, accresciuta dal 2017 dopo il debutto della prima Aicon, quindi con l'avvento dell'Audi PB18 e-tron ribattezzata nell'occasione AI:RACE e la più compatta AI:ME mostrata allo scorso Salone di Shanghai. Una concept car che annovera caratteristiche tipiche di un veicolo fuoristrada, con sistemi funzionali per l'assistenza del conducente e la guida autonomia di Livello 4, nonché altre particolari soluzioni tecnologiche. Ad esempio: un sistema di illuminazione che impiega dei droni, cinque Audi Light Pathfinder, realizzati in materiale leggero e capaci di volare e illuminare lo spazio circostante al veicolo, anche quando questo è fermo. Risultano di forma triangolare, "privi di rotore e azionati elettricamente", oltre che dotati di punti luce a LED Matrix. Possono atterrare sul portapacchi o sul tetto e agganciarsi in autonomia a opportuni slot di ricarica induttiva, come segnalato. Interessanti anche la multifunzionale fonte di illuminazione Audi Light Companion, collegata magneticamente ai lati dei sedili ed estraibile; quindi un sistema di regolazione adattiva del gonfiaggio legato agli pneumatici, grazie alla presenza di specifici sensori ottici, che lavorano assieme al controllo elettronico della stabilità (ESC), gestendo automaticamente la pressione delle coperture in base alla tipologia di tratto percorso.

Aspetto esterno

Il prototipo è lungo 4,15 metri, largo 2,15 metri e alto 1,67 metri, dotato di generose ruote XXL con cerchi da 22 pollici. L’altezza minima da terra ammonta a 34 cm e la capacità di guado risulta superiore ai 50 cm, riprendendo sempre le indicazioni, con una luce dal suolo altrettanto ampia per scongiurare eventuali contatti. Un mezzo riconoscibile dal design denominato One-Box, che prefigura un caposaldo per la mobilità elettrica di domani, non considerando più gli ingombri degli attuali motori termici e del serbatoio. L’abitacolo è costituito da uno spazio vetrato poligonale, studiato per quattro persone, con un peculiare spigolo posto verso l’esterno, che impreziosisce le superfici laterali dei cristalli. Un prospetto roccioso e caratterizzante. La scocca, poi, è frutto di un mix di materiali hi-tech; ossia acciaio, alluminio, fibra di carbonio e Kevlar. Il peso segnalato risulta contenuto a 1.750 kg, considerando la stessa batteria. L'impostazione delle superfici vetrate, inoltre, garantisce ai passeggeri un'abitabilità funzionale valutando spalle e gomiti, così come preziosa è la visuale concessa sino al pianale, ampliando la prospettiva anche durante la marcia. In sostanza ricorda "il cockpit di un elicottero", come indicato nell'occasione, percependo l'esterno anche osservando il tetto. Il portellone e parabrezza possono essere aperti, permettendo “l’accesso a superfici di carico corredate di cinghie di fissaggio per il bagaglio”, riprendendo ancora le indicazioni su questo prototipo. Dietro, integrato nel paraurti, è proposto un vano che può accogliere oggetti e abiti utilizzati ad esempio durante un'escursione. L'apertura delle portiere è tipo "ad armadio", invece le minigonne diventano pedane estraibili, agevolando l'utilizzo stesso del portapacchi. Al posto dei passaruota figurano quindi dei paraspruzzi orizzontali, consentendo agli occupanti di osservare il lavoro delle sospensioni McPherson, arricchite da ammortizzatori regolabili e molle elicoidali, oltre a quello delle ampie ruote.

Propulsione

Quattro motori elettrici compongono il powertrain di questo prototipo Audi AI:TRAIL quattro. Un parametro fondamentale risulta l'autonomia, valutando una percorrenza stimata di 500 chilometri ogni ricarica (considerando lo standard WLTP) su percorsi asfaltati o sterrati non troppo impegnativi, e superiore ai 250 km in fuoristrada. Le unità elettriche sono collegate a ogni ruota. Un'ulteriore evoluzione del concetto quattro, nello specifico della trazione integrale elettrica presente su Audi e-tron. Non figurano alberi di trasmissione o blocchi dei differenziali meccanici, massimizzando peso ed esercizio. Le soluzioni elettroniche favoriscono la motricità, considerando una potenza massima di 435 cavalli e una coppia di 1.000 Nm. La velocità massima è autolimitata a 130 km/h, riprendendo i fati forniti.

Interni

A bordo figurano pochi elementi di comando: una cloche al posto del tradizionale volante, una pedaliera, quindi una postazione per smartphone lungo il piantone dello sterzo che diventa display centrale per gestire funzioni e navigazione. Il quadro risulta essenziale e minimalista, con la presenza di toni chiari. Spiccano anche tonalità grigie e tonalità che richiamano quelle della terra, nonché superfici ruvide e granulari, affiancate ad altre di morbido feltro localizzato nel vano di carico e materiali riciclati come i tappetini in lana rigenerata e pelle riciclata. Rivestimenti legati a una visione sostenibile e anche indicati per la tipologia di veicolo. Le sedute anteriori sono caratterizzate da sottili schienali a guscio e cinture di sicurezza a quattro punti. Figurano poi anche degli scomparti portaoggetti fra i sedili e alla base del parabrezza, assicurando i bagagli con cinghie di fissaggio caricabili dall'esterno, anche sfruttando il citato parabrezza apribile, quindi cinture di sicurezza con riavvolgitori a cinghia. I due sedili posteriori sono sviluppati come amache per essere rimossi dall’abitacolo e utilizzati all’aperto, contando su una struttura tubolare e pannelli in tessuto. Foto: Audi [post_title] => Audi AI:TRAIL quattro: una visione futura del fuoristrada [FOTO] [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => audi-ai-trail-quattro-caratteristiche-design-concept-salone-di-francoforte-2019 [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-09-10 18:30:09 [post_modified_gmt] => 2019-09-10 16:30:09 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=656373 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Audi AI:TRAIL quattro: una visione futura del fuoristrada [FOTO]

Un avveniristico prototipo al Salone di Francoforte 2019

Una nuova concept car firmata Audi che prospetta le potenziali forme di un mezzo elettrico, progettato per affrontare più tipologie di percorso

Un altro tassello per definire la gamma di prototipi elettrici siglati con i Quattro Anelli. Audi AI:TRAIL quattro è una concept car e, allo stesso tempo, un’idea prospettica della mobilità con caratteristiche che rimandano ai veicoli off-road.

Un concetto versatile e avveniristico

Il termine inglese “trail” indica sentiero e sottolinea la vocazione esplorativa di questo mezzo, legato alla panoramica AI di Audi. Una gamma concettuale il cui acronimo suggerisce la presenza di soluzioni avanzate, come l’impiego di un’intelligenza artificiale appunto, accresciuta dal 2017 dopo il debutto della prima Aicon, quindi con l’avvento dell’Audi PB18 e-tron ribattezzata nell’occasione AI:RACE e la più compatta AI:ME mostrata allo scorso Salone di Shanghai.
Una concept car che annovera caratteristiche tipiche di un veicolo fuoristrada, con sistemi funzionali per l’assistenza del conducente e la guida autonomia di Livello 4, nonché altre particolari soluzioni tecnologiche. Ad esempio: un sistema di illuminazione che impiega dei droni, cinque Audi Light Pathfinder, realizzati in materiale leggero e capaci di volare e illuminare lo spazio circostante al veicolo, anche quando questo è fermo. Risultano di forma triangolare, “privi di rotore e azionati elettricamente”, oltre che dotati di punti luce a LED Matrix. Possono atterrare sul portapacchi o sul tetto e agganciarsi in autonomia a opportuni slot di ricarica induttiva, come segnalato. Interessanti anche la multifunzionale fonte di illuminazione Audi Light Companion, collegata magneticamente ai lati dei sedili ed estraibile; quindi un sistema di regolazione adattiva del gonfiaggio legato agli pneumatici, grazie alla presenza di specifici sensori ottici, che lavorano assieme al controllo elettronico della stabilità (ESC), gestendo automaticamente la pressione delle coperture in base alla tipologia di tratto percorso.

Aspetto esterno

Il prototipo è lungo 4,15 metri, largo 2,15 metri e alto 1,67 metri, dotato di generose ruote XXL con cerchi da 22 pollici. L’altezza minima da terra ammonta a 34 cm e la capacità di guado risulta superiore ai 50 cm, riprendendo sempre le indicazioni, con una luce dal suolo altrettanto ampia per scongiurare eventuali contatti.
Un mezzo riconoscibile dal design denominato One-Box, che prefigura un caposaldo per la mobilità elettrica di domani, non considerando più gli ingombri degli attuali motori termici e del serbatoio.
L’abitacolo è costituito da uno spazio vetrato poligonale, studiato per quattro persone, con un peculiare spigolo posto verso l’esterno, che impreziosisce le superfici laterali dei cristalli. Un prospetto roccioso e caratterizzante. La scocca, poi, è frutto di un mix di materiali hi-tech; ossia acciaio, alluminio, fibra di carbonio e Kevlar. Il peso segnalato risulta contenuto a 1.750 kg, considerando la stessa batteria.
L’impostazione delle superfici vetrate, inoltre, garantisce ai passeggeri un’abitabilità funzionale valutando spalle e gomiti, così come preziosa è la visuale concessa sino al pianale, ampliando la prospettiva anche durante la marcia. In sostanza ricorda “il cockpit di un elicottero”, come indicato nell’occasione, percependo l’esterno anche osservando il tetto.
Il portellone e parabrezza possono essere aperti, permettendo “l’accesso a superfici di carico corredate di cinghie di fissaggio per il bagaglio”, riprendendo ancora le indicazioni su questo prototipo. Dietro, integrato nel paraurti, è proposto un vano che può accogliere oggetti e abiti utilizzati ad esempio durante un’escursione.
L’apertura delle portiere è tipo “ad armadio”, invece le minigonne diventano pedane estraibili, agevolando l’utilizzo stesso del portapacchi. Al posto dei passaruota figurano quindi dei paraspruzzi orizzontali, consentendo agli occupanti di osservare il lavoro delle sospensioni McPherson, arricchite da ammortizzatori regolabili e molle elicoidali, oltre a quello delle ampie ruote.

Propulsione

Quattro motori elettrici compongono il powertrain di questo prototipo Audi AI:TRAIL quattro. Un parametro fondamentale risulta l’autonomia, valutando una percorrenza stimata di 500 chilometri ogni ricarica (considerando lo standard WLTP) su percorsi asfaltati o sterrati non troppo impegnativi, e superiore ai 250 km in fuoristrada.
Le unità elettriche sono collegate a ogni ruota. Un’ulteriore evoluzione del concetto quattro, nello specifico della trazione integrale elettrica presente su Audi e-tron. Non figurano alberi di trasmissione o blocchi dei differenziali meccanici, massimizzando peso ed esercizio. Le soluzioni elettroniche favoriscono la motricità, considerando una potenza massima di 435 cavalli e una coppia di 1.000 Nm. La velocità massima è autolimitata a 130 km/h, riprendendo i fati forniti.

Interni

A bordo figurano pochi elementi di comando: una cloche al posto del tradizionale volante, una pedaliera, quindi una postazione per smartphone lungo il piantone dello sterzo che diventa display centrale per gestire funzioni e navigazione. Il quadro risulta essenziale e minimalista, con la presenza di toni chiari. Spiccano anche tonalità grigie e tonalità che richiamano quelle della terra, nonché superfici ruvide e granulari, affiancate ad altre di morbido feltro localizzato nel vano di carico e materiali riciclati come i tappetini in lana rigenerata e pelle riciclata. Rivestimenti legati a una visione sostenibile e anche indicati per la tipologia di veicolo. Le sedute anteriori sono caratterizzate da sottili schienali a guscio e cinture di sicurezza a quattro punti.
Figurano poi anche degli scomparti portaoggetti fra i sedili e alla base del parabrezza, assicurando i bagagli con cinghie di fissaggio caricabili dall’esterno, anche sfruttando il citato parabrezza apribile, quindi cinture di sicurezza con riavvolgitori a cinghia.
I due sedili posteriori sono sviluppati come amache per essere rimossi dall’abitacolo e utilizzati all’aperto, contando su una struttura tubolare e pannelli in tessuto.

Foto: Audi

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