WP_Post Object ( [ID] => 664148 [post_author] => 8 [post_date] => 2019-10-03 08:15:12 [post_date_gmt] => 2019-10-03 06:15:12 [post_content] => La Continental Black Chili Driving Experience è una particolare esperienza di guida a base di strade strette e tortuose, supercar ruggenti (o silenziosamente scattanti) e panorami indimenticabili. Una speciale avventura dietro al volante che la casa di Hannover potrebbe presto aprire anche ai suoi clienti, desiderosi di sperimentare cosa sia in grado di fare un’auto come la Porsche 718 Boxster o come la Ford Mustang GT lungo le impegnative strade del sud della Francia. Noi di Motorionline siamo stati tra gli invitati di questa speciale anteprima, a bordo di un parco auto talmente vario che non è stato fisicamente possibile provare nella sua interezza. Sotto le nostre mani sono passate, in rigoroso ordine di tempo, la Porsche 718 Boxster, la BMW M2, la Jaguar I-Pace e infine abbiamo concluso questa speciale doppia giornata con una ruggente Ford Mustang GT.

Perché si chiama Continental Black Chili?

Siamo convinti però che la prima domanda dei nostri lettori sia questa: perché si chiama Continental Black Chili Experience? Ovviamente la cucina piccante non ha nulla a che vedere con questa esperienza. Si parla invece del nome commerciale che Continental ha scelto per alcune sue particolari mescole, ideate e sviluppate soprattutto per la categoria degli pneumatici UHP, ovvero Ultra High Performance. La mescola eponima della categoria, ovvero la Black Chili, è stata introdotta per la prima volta con la quinta generazione degli pneumatici di Continental (ora siamo alla sesta) e rappresenta la soluzione estiva da usare con le gomme ad alte prestazioni. Grazie ad una speciale “ricetta” a base di nero fumo, silice, olii e altri elementi, questa mescola punta ad aumentare in maniera significativa il grip delle gomme che ne derivano. Diversi studi sono stati anche fatti sui polimeri, che a seconda della loro composizione chimica (a catena lunga o a catena corta) e delle condizioni della strada riducono la resistenza al rotolamento, riducendo come diretta conseguenza i consumi. Insieme alla “Black”, troviamo anche altre due mescole: la Cool Chili e la Green Chili. La mescola Cool Chili, come il nome suggerisce, è quella sviluppata appositamente per la realizzazione delle gommature invernali. La sua caratteristica peculiare è un alto tasso di adattamento alle asperità della strada con temperature molto basse o in presenza di acqua. Inoltre, i tecnici Continental hanno lavorato anche sull’aumento delle prestazioni in frenata, un’altra caratteristica fondamentale per qualsiasi pneumatico invernale. Infine, abbiamo la mescola Green Chili, appositamente pensata per le auto dotate di motori alternativi. Questa mescola è specifica per tutti gli pneumatici che devono sviluppare una bassissima resistenza al rotolamento e inoltre ha la proprietà di saper gestire in modo molto più efficiente le dissipazioni di calore interne. Come diretta conseguenza si ottiene una guida più stabile e anche percorrenze più basse in fase di frenata.

Le supercar della Continental Black Chili Driving Experience

Come detto la Continental Black Chili Driving Experience mette a disposizione una scelta di auto sportive di primo livello. Tutte, naturalmente, gommate Continental, ma non solo. Queste vetture, infatti, sono anche dotate di una serie di tecnologie forse meno pubblicizzate, ma comunque frutto dell’ingegneria e dello sviluppo del marchio di Hannover. Seguendo rigorosamente l’ordine con cui le abbiamo provate, iniziamo con la Porsche 718 Boxster, un bolide dotato di un 2 litri da ben 300 Cv di potenza, capace di scattare da 0 a 100 in 4,9 secondi e di toccare una velocità di punta di 275 km/h. La Boxster era dotata di pneumatici Continental SportContact 6 montati su cerchi da 20 pollici, con i due assali che si differenziano per la larghezza della gomma (235 mm sull’anteriore e 265 mm sul posteriore). Come detto, sulla Boxster sono presenti numerosi extra realizzati sempre da Continental, quali gli ugelli per il lavaggio dei fari anteriori, i cluster del quadro strumenti, il sistema di iniezione diretta del motore e anche diversi sensori posizionati all’interno del motore. Successivamente siamo saliti a bordo della BMW M2. Più precisamente la M240i cabrio. Forse più turistica nella guida rispetto alla Boxster, che era decisamente molto più rigida, ma comunque dotata di una potenza esaltante. Ben 340 Cv sviluppati dal suo 3 litri benzina con trazione integrale e scatto da 0 a 100 in appena 4,5 secondi. Sui suoi cerchi i da 18 pollici troviamo i ContiSportContact 5, a loro volta differenziati nelle misure con un 225/40 sull’anteriore e un 245/35 sul posteriore. Per quanto riguarda le altre tecnologie, invece, la M240i può vantare sul DSC fornito da Hannover, oltre al sensore per la velocità delle ruote e per il controllo della pressione. Anche dentro alla vettura, però, si trovano altre tecnologie Continental, quali i sensori per la gestione del motore, il condizionatore e persino l’elettronica inserita all’interno dei sedili. La terza vettura è stata forse quella più particolare di tutte, ovvero la Jaguar I-Pace, la 100% elettrica della casa inglese. Il suo doppio motore elettrico da 90 kWh è in grado di sviluppare una potenza massima di ben 400 Cv, ma soprattutto offre una coppia “monstre” da 696 Nm disponibile immediatamente all’accensione (caratteristica tipica dei motori elettrici), che le permette di arrivare a 100 km/h da ferma in 4,8 secondi. Lo pneumatico scelto è stato il PremiumContact 6, realizzato appositamente per Jaguar e quindi marchiato con la lettera “J” sulla spalla. Vista la natura intrinseca di quest’auto, sono numerose le tecnologie corollarie adottate, quali il sensore per il controllo della velocità delle ruote, la telecamera a 360°, le sospensioni ad aria, le pinze dei freni e il monitoraggio della pressione, insieme anche al modulo per il controllo della climatizzazione dei sedili. Ultima auto, ma non certo per importanza, è stata la più americana delle americane: la Ford Mustang GT, che qui in Provenza si è presentata con il suo incredibile 5.000 V8 da ben 450 Cv di potenza, controllato da un cambio automatico a ben 10 rapporti e capace di scattare da 0 a 100 in soli 4,5 secondi. Naturalmente anche sulla Mustang la mescola Black Chili ha fatto da padrona, più specificatamente all’interno dello pneumatico ContiSportContact 5 nelle misure da 255/40 sull’anteriore e da 275/40 sul posteriore, a corredo di un set di cerchi in lega da 19 pollici. All’interno del programma Continental Black Chili Driving Experience sono disponibili altre due auto, che vengono usate durante le sessioni da tre giorni (la nostra era invece più breve da due giorni). Le “assenti giustificate” erano la Mercedes C43 AMG, dotata del suo potente 3.000 V6 da 367 Cv di potenza (e comunque presente come auto di supporto), e l’Audi RS3, con il suo motore 2.500 da 400 Cv di potenza.

Il tragitto della Continental Black Chili Driving Experience

La Continental Black Chili Driving Experience si è svolta sulle strade tra la Costa Azzurra e la Provenza, una regione del sud della Francia non solo di enorme bellezza, ma anche molto interessante e divertente da guidare. Qui troviamo le strade che sono state rese famose anche da gare automobilistiche di prestigio come il Rally di Montecarlo (che però si svolge sensibilmente più a nord), piene di tornanti e di panorami mozzafiato. Potete averne un assaggio nel nostro video, ma naturalmente provarle in prima persona è un’esperienza completamente diversa. Dalla Route Napoléon fino al “Grand Canyon francese” delle Gorges du Verdon, le nostre quattro sportive sono state protagoniste di un tragitto ideale per qualsiasi appassionato di auto e guida. Come anticipato, Continental potrebbe presto proporre questo affascinante tragitto anche ai propri clienti e vi possiamo garantire che ne varrà veramente la pena. [post_title] => Continental Black Chili Driving Experience, supercar ruggenti sulle strade della Provenza [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => continental-black-chili-driving-experience-provenza-francia-bmw-m2-porsche-boxster-ford-mustang-jaguar-i-pace [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-10-03 08:23:51 [post_modified_gmt] => 2019-10-03 06:23:51 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=664148 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Continental Black Chili Driving Experience, supercar ruggenti sulle strade della Provenza

Ford Mustang, Porsche 718 Boxster, Jaguar I-Pace e BMW M2

La Continental Black Chili Driving Experience è un’iniziativa organizzata dalla casa tedesca sia per mostrare i propri prodotti nel campo degli pneumatici, sia per accendere la luce dei riflettori su alcune tecnologie importanti e meno note equipaggiate su alcune delle supercar più emozionanti del mondo, il tutto lungo le affascinanti e tortuose strade della Provenza. In attesa che venga aperta anche per i clienti, ecco la nostra prova in anteprima di questa particolarissima esperienza di guida

La Continental Black Chili Driving Experience è una particolare esperienza di guida a base di strade strette e tortuose, supercar ruggenti (o silenziosamente scattanti) e panorami indimenticabili. Una speciale avventura dietro al volante che la casa di Hannover potrebbe presto aprire anche ai suoi clienti, desiderosi di sperimentare cosa sia in grado di fare un’auto come la Porsche 718 Boxster o come la Ford Mustang GT lungo le impegnative strade del sud della Francia. Noi di Motorionline siamo stati tra gli invitati di questa speciale anteprima, a bordo di un parco auto talmente vario che non è stato fisicamente possibile provare nella sua interezza. Sotto le nostre mani sono passate, in rigoroso ordine di tempo, la Porsche 718 Boxster, la BMW M2, la Jaguar I-Pace e infine abbiamo concluso questa speciale doppia giornata con una ruggente Ford Mustang GT.

Perché si chiama Continental Black Chili?

Siamo convinti però che la prima domanda dei nostri lettori sia questa: perché si chiama Continental Black Chili Experience? Ovviamente la cucina piccante non ha nulla a che vedere con questa esperienza. Si parla invece del nome commerciale che Continental ha scelto per alcune sue particolari mescole, ideate e sviluppate soprattutto per la categoria degli pneumatici UHP, ovvero Ultra High Performance. La mescola eponima della categoria, ovvero la Black Chili, è stata introdotta per la prima volta con la quinta generazione degli pneumatici di Continental (ora siamo alla sesta) e rappresenta la soluzione estiva da usare con le gomme ad alte prestazioni. Grazie ad una speciale “ricetta” a base di nero fumo, silice, olii e altri elementi, questa mescola punta ad aumentare in maniera significativa il grip delle gomme che ne derivano. Diversi studi sono stati anche fatti sui polimeri, che a seconda della loro composizione chimica (a catena lunga o a catena corta) e delle condizioni della strada riducono la resistenza al rotolamento, riducendo come diretta conseguenza i consumi.
Insieme alla “Black”, troviamo anche altre due mescole: la Cool Chili e la Green Chili. La mescola Cool Chili, come il nome suggerisce, è quella sviluppata appositamente per la realizzazione delle gommature invernali. La sua caratteristica peculiare è un alto tasso di adattamento alle asperità della strada con temperature molto basse o in presenza di acqua. Inoltre, i tecnici Continental hanno lavorato anche sull’aumento delle prestazioni in frenata, un’altra caratteristica fondamentale per qualsiasi pneumatico invernale. Infine, abbiamo la mescola Green Chili, appositamente pensata per le auto dotate di motori alternativi. Questa mescola è specifica per tutti gli pneumatici che devono sviluppare una bassissima resistenza al rotolamento e inoltre ha la proprietà di saper gestire in modo molto più efficiente le dissipazioni di calore interne. Come diretta conseguenza si ottiene una guida più stabile e anche percorrenze più basse in fase di frenata.

Le supercar della Continental Black Chili Driving Experience

Come detto la Continental Black Chili Driving Experience mette a disposizione una scelta di auto sportive di primo livello. Tutte, naturalmente, gommate Continental, ma non solo. Queste vetture, infatti, sono anche dotate di una serie di tecnologie forse meno pubblicizzate, ma comunque frutto dell’ingegneria e dello sviluppo del marchio di Hannover. Seguendo rigorosamente l’ordine con cui le abbiamo provate, iniziamo con la Porsche 718 Boxster, un bolide dotato di un 2 litri da ben 300 Cv di potenza, capace di scattare da 0 a 100 in 4,9 secondi e di toccare una velocità di punta di 275 km/h. La Boxster era dotata di pneumatici Continental SportContact 6 montati su cerchi da 20 pollici, con i due assali che si differenziano per la larghezza della gomma (235 mm sull’anteriore e 265 mm sul posteriore). Come detto, sulla Boxster sono presenti numerosi extra realizzati sempre da Continental, quali gli ugelli per il lavaggio dei fari anteriori, i cluster del quadro strumenti, il sistema di iniezione diretta del motore e anche diversi sensori posizionati all’interno del motore.

Successivamente siamo saliti a bordo della BMW M2. Più precisamente la M240i cabrio. Forse più turistica nella guida rispetto alla Boxster, che era decisamente molto più rigida, ma comunque dotata di una potenza esaltante. Ben 340 Cv sviluppati dal suo 3 litri benzina con trazione integrale e scatto da 0 a 100 in appena 4,5 secondi. Sui suoi cerchi i da 18 pollici troviamo i ContiSportContact 5, a loro volta differenziati nelle misure con un 225/40 sull’anteriore e un 245/35 sul posteriore. Per quanto riguarda le altre tecnologie, invece, la M240i può vantare sul DSC fornito da Hannover, oltre al sensore per la velocità delle ruote e per il controllo della pressione. Anche dentro alla vettura, però, si trovano altre tecnologie Continental, quali i sensori per la gestione del motore, il condizionatore e persino l’elettronica inserita all’interno dei sedili.

La terza vettura è stata forse quella più particolare di tutte, ovvero la Jaguar I-Pace, la 100% elettrica della casa inglese. Il suo doppio motore elettrico da 90 kWh è in grado di sviluppare una potenza massima di ben 400 Cv, ma soprattutto offre una coppia “monstre” da 696 Nm disponibile immediatamente all’accensione (caratteristica tipica dei motori elettrici), che le permette di arrivare a 100 km/h da ferma in 4,8 secondi. Lo pneumatico scelto è stato il PremiumContact 6, realizzato appositamente per Jaguar e quindi marchiato con la lettera “J” sulla spalla. Vista la natura intrinseca di quest’auto, sono numerose le tecnologie corollarie adottate, quali il sensore per il controllo della velocità delle ruote, la telecamera a 360°, le sospensioni ad aria, le pinze dei freni e il monitoraggio della pressione, insieme anche al modulo per il controllo della climatizzazione dei sedili.

Ultima auto, ma non certo per importanza, è stata la più americana delle americane: la Ford Mustang GT, che qui in Provenza si è presentata con il suo incredibile 5.000 V8 da ben 450 Cv di potenza, controllato da un cambio automatico a ben 10 rapporti e capace di scattare da 0 a 100 in soli 4,5 secondi. Naturalmente anche sulla Mustang la mescola Black Chili ha fatto da padrona, più specificatamente all’interno dello pneumatico ContiSportContact 5 nelle misure da 255/40 sull’anteriore e da 275/40 sul posteriore, a corredo di un set di cerchi in lega da 19 pollici. All’interno del programma Continental Black Chili Driving Experience sono disponibili altre due auto, che vengono usate durante le sessioni da tre giorni (la nostra era invece più breve da due giorni). Le “assenti giustificate” erano la Mercedes C43 AMG, dotata del suo potente 3.000 V6 da 367 Cv di potenza (e comunque presente come auto di supporto), e l’Audi RS3, con il suo motore 2.500 da 400 Cv di potenza.

Il tragitto della Continental Black Chili Driving Experience

La Continental Black Chili Driving Experience si è svolta sulle strade tra la Costa Azzurra e la Provenza, una regione del sud della Francia non solo di enorme bellezza, ma anche molto interessante e divertente da guidare. Qui troviamo le strade che sono state rese famose anche da gare automobilistiche di prestigio come il Rally di Montecarlo (che però si svolge sensibilmente più a nord), piene di tornanti e di panorami mozzafiato. Potete averne un assaggio nel nostro video, ma naturalmente provarle in prima persona è un’esperienza completamente diversa. Dalla Route Napoléon fino al “Grand Canyon francese” delle Gorges du Verdon, le nostre quattro sportive sono state protagoniste di un tragitto ideale per qualsiasi appassionato di auto e guida. Come anticipato, Continental potrebbe presto proporre questo affascinante tragitto anche ai propri clienti e vi possiamo garantire che ne varrà veramente la pena.

Vota questo Articolo
Leggi altri articoli in Auto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati