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Cambio di strategia: snellire per migliorare efficienza e redditività

L'ipotesi societaria che punta alla valorizzazione della Lamborghini assume un senso logico alla luce del cambio di strategia degli ultimi anni del gruppo Volkswagen. Se sotto la guida di Ferdinand Piech (tra il 1993 e il 2015) l'obiettivo è stato quello di creare un impero automobilistico acquistando brand premium come Porsche, Bugatti, Bentley e Lamborghini, oggi, anche per le conseguenze del dieselgate, le cose sono cambiate. Il cambio di rotta, impresso dall'attuale amministratore delegato, Herbert Diess, ha messo davanti a tutto l'efficienza e la redditività, mettendo da parte la crescita a tutti costi.

Riassetto organizzativo

Attualmente il gruppo Volkswagen vanta oltre 10 marchi, con più di 230 miliardi di fatturato e 660.000 dipendenti in tutto il mondo. Una "macchina" aziendale che è già stata interessata da un programma di razionalizzazione di attività operative e strategia societaria. In quest'ottica vanno lette le operazioni di riassetto organizzativo e di snellimento di complessità e processi decisionali, come quelle dei mesi scorsi: la quotazione della divisione dei camion Traton e la messa sul mercato delle società Man Energy Solutions e Renk.

Sulla scia dell'operazione Ferrari

Con Lamborghini l'obiettivo di Volkswagen è quello di avvicinare il traguardo dei 200 miliardi di capitalizzazione (attualmente siamo a circa 80 miliardi). L'operazione sarebbe simile a quella effettuata qualche anno fa Sergio Marchionne con lo scorporo della Ferrari da Fiat-Chrysler con la Casa di Maranello che venne quotata a Wall Street con un valore di quasi 10 miliardi di dollari, arrivando oggi a triplicare la quotazione iniziale. La Casa di Sant'Agata Bolognese non sarebbe l'unico brand finito sotto la lente d'ingrandimento dei vertici del Gruppo tedesco. L'ipotesi di scorporo da Volkswagen potrebbe riguardare anche Ducati e Bugatti, entrambi finiti in passato vicini all'ipotesi "separazione" del gruppo di Wolfsburg. [post_title] => Lamborghini, futuro tutto da scrivere: sul tavolo anche vendita e quotazione in borsa [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => lamborghini-vendita-quotazione-in-borsa [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-10-14 10:03:44 [post_modified_gmt] => 2019-10-14 08:03:44 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=666942 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Lamborghini, futuro tutto da scrivere: sul tavolo anche vendita e quotazione in borsa

Il gruppo Volkswagen starebbe lavorando allo scorporo della Casa del Toro

Il management del gruppo Volkswagen, secondo le indiscrezioni di Bloomberg, starebbe valutando la "separazione" di Lamborghini studiando la possibilità della vendita o della quotazione in borsa.
Lamborghini, futuro tutto da scrivere: sul tavolo anche vendita e quotazione in borsa

Secondo le indiscrezioni riportate dall’agenzia americana Bloomberg, il gruppo Volkswagen starebbe valutando alcune opzioni per il futuro di Lamborghini, tra cui la quotazione in borsa e la vendita.

Stando a quanto raccolto da Bloomberg, il colosso automobilistico tedesco avrebbe già avviato i preparativi per arrivare alla “separazione” della Casa del Toro, creando un’entità legale autonoma, già nei prossimi mesi.

Cambio di strategia: snellire per migliorare efficienza e redditività

L’ipotesi societaria che punta alla valorizzazione della Lamborghini assume un senso logico alla luce del cambio di strategia degli ultimi anni del gruppo Volkswagen. Se sotto la guida di Ferdinand Piech (tra il 1993 e il 2015) l’obiettivo è stato quello di creare un impero automobilistico acquistando brand premium come Porsche, Bugatti, Bentley e Lamborghini, oggi, anche per le conseguenze del dieselgate, le cose sono cambiate. Il cambio di rotta, impresso dall’attuale amministratore delegato, Herbert Diess, ha messo davanti a tutto l’efficienza e la redditività, mettendo da parte la crescita a tutti costi.

Riassetto organizzativo

Attualmente il gruppo Volkswagen vanta oltre 10 marchi, con più di 230 miliardi di fatturato e 660.000 dipendenti in tutto il mondo. Una “macchina” aziendale che è già stata interessata da un programma di razionalizzazione di attività operative e strategia societaria. In quest’ottica vanno lette le operazioni di riassetto organizzativo e di snellimento di complessità e processi decisionali, come quelle dei mesi scorsi: la quotazione della divisione dei camion Traton e la messa sul mercato delle società Man Energy Solutions e Renk.

Sulla scia dell’operazione Ferrari

Con Lamborghini l’obiettivo di Volkswagen è quello di avvicinare il traguardo dei 200 miliardi di capitalizzazione (attualmente siamo a circa 80 miliardi). L’operazione sarebbe simile a quella effettuata qualche anno fa Sergio Marchionne con lo scorporo della Ferrari da Fiat-Chrysler con la Casa di Maranello che venne quotata a Wall Street con un valore di quasi 10 miliardi di dollari, arrivando oggi a triplicare la quotazione iniziale.

La Casa di Sant’Agata Bolognese non sarebbe l’unico brand finito sotto la lente d’ingrandimento dei vertici del Gruppo tedesco. L’ipotesi di scorporo da Volkswagen potrebbe riguardare anche Ducati e Bugatti, entrambi finiti in passato vicini all’ipotesi “separazione” del gruppo di Wolfsburg.

Lamborghini, futuro tutto da scrivere: sul tavolo anche vendita e quotazione in borsa
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