WP_Post Object ( [ID] => 668755 [post_author] => 24 [post_date] => 2019-10-18 15:59:20 [post_date_gmt] => 2019-10-18 13:59:20 [post_content] => In questi giorni sono tanti i rumors e le voci, più o meno confermate, sui motivi che hanno portato al licenziamento di Thierry Bolloré e alla sua conseguente rimozione dall'incarico di amministratore delegato di Renault. Tra le diverse speculazioni emerse sono sostanzialmente due le motivazioni più accreditate. La prima è quella dei rapporti ormai inconciliabili tra Bolloré, il presidente Jean-Dominique Senard e i vertici dell'alleata Nissan, mentre la seconda è relativa all'insoddisfazione del consiglio di amministrazione per le performance finanziarie.

Allarme sugli utili 2019

Quest'ultima ipotesi assume sempre più corpo dopo che nei giorni scorsi dal costruttore francese è arrivato il lancio di un "profit warning", ovvero un allarme sugli utili, per il 2019. Renault ha infatti rivisto, per la seconda volta nel giro di circa tre mesi, le prospettive sui ricavi annuali, un aggiustamento che la Casa francese reputa necessario "a causa di un ambiente economico meno favorevole del previsto e in un contesto normativo che richiede costi sempre crescenti".

Da rivedere anche i target di redditività e flusso di cassa

Dopo il declassamento sulla stima del fatturato del 2019 da "in crescita" a "stabile" avvenuto lo scorso luglio, rispetto ai risultati del 2018, ora le previsioni di Renault parlano di una flessione compresa tra il 3 e il 4%. Inoltre la revisione riguarda anche la redditività (dal 6 al 5%) e il flusso di cassa operativo delle attività Automotive, per il quale non è più garantito un dato annuale positivo dopo le uscite di oltre 700 milioni di euro del primo semestre dell'anno.

Giù a picco in Borsa

A far addensare ulteriori nubi sul futuro immediato dei conti di Renault c'è anche la decisione di rivedere i target di medio termine del piano industriale "Drive the Future", compito che è stato affidato temporaneamente a Clotilde Delbos, CEO ad interim di Renault. Queste ultime vicende della Losanga hanno avuto effetti immediati sui mercati finanziari: sulla borsa di Parigi Renault ha aperto con un ribasso dell'11%, arrivando a perdere quasi il 13%. [post_title] => Renault, riviste verso il basso le previsioni sui ricavi annuali [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => renault-stime-ricavi-annuali-2019 [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-10-18 15:59:20 [post_modified_gmt] => 2019-10-18 13:59:20 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=668755 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Renault, riviste verso il basso le previsioni sui ricavi annuali

Crollo in Borsa per la Casa francese

Renault è costretta a rivedere in negativo le stime sui ricavi annuali del 2019, oltre a dover rimettere in discussione i target di medio periodo fissati nel piano industriale "Drive the Future".
Renault, riviste verso il basso le previsioni sui ricavi annuali

In questi giorni sono tanti i rumors e le voci, più o meno confermate, sui motivi che hanno portato al licenziamento di Thierry Bolloré e alla sua conseguente rimozione dall’incarico di amministratore delegato di Renault.

Tra le diverse speculazioni emerse sono sostanzialmente due le motivazioni più accreditate. La prima è quella dei rapporti ormai inconciliabili tra Bolloré, il presidente Jean-Dominique Senard e i vertici dell’alleata Nissan, mentre la seconda è relativa all’insoddisfazione del consiglio di amministrazione per le performance finanziarie.

Allarme sugli utili 2019

Quest’ultima ipotesi assume sempre più corpo dopo che nei giorni scorsi dal costruttore francese è arrivato il lancio di un “profit warning”, ovvero un allarme sugli utili, per il 2019. Renault ha infatti rivisto, per la seconda volta nel giro di circa tre mesi, le prospettive sui ricavi annuali, un aggiustamento che la Casa francese reputa necessario “a causa di un ambiente economico meno favorevole del previsto e in un contesto normativo che richiede costi sempre crescenti”.

Da rivedere anche i target di redditività e flusso di cassa

Dopo il declassamento sulla stima del fatturato del 2019 da “in crescita” a “stabile” avvenuto lo scorso luglio, rispetto ai risultati del 2018, ora le previsioni di Renault parlano di una flessione compresa tra il 3 e il 4%. Inoltre la revisione riguarda anche la redditività (dal 6 al 5%) e il flusso di cassa operativo delle attività Automotive, per il quale non è più garantito un dato annuale positivo dopo le uscite di oltre 700 milioni di euro del primo semestre dell’anno.

Giù a picco in Borsa

A far addensare ulteriori nubi sul futuro immediato dei conti di Renault c’è anche la decisione di rivedere i target di medio termine del piano industriale “Drive the Future”, compito che è stato affidato temporaneamente a Clotilde Delbos, CEO ad interim di Renault. Queste ultime vicende della Losanga hanno avuto effetti immediati sui mercati finanziari: sulla borsa di Parigi Renault ha aperto con un ribasso dell’11%, arrivando a perdere quasi il 13%.

Renault, riviste verso il basso le previsioni sui ricavi annuali
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