WP_Post Object ( [ID] => 671248 [post_author] => 8 [post_date] => 2019-10-28 15:40:48 [post_date_gmt] => 2019-10-28 14:40:48 [post_content] => Gli pneumatici, essendo l’unico elemento di contatto tra la nostra auto e il manto stradale, sono anche tra i componenti maggiormente soggetti all’usura nel corso del tempo. Le gomme che troviamo in vendita in Europa sono naturalmente testate e verificate attraverso diversi test per confermare che la loro qualità si collochi entro dei limiti minimi piuttosto severi, che però potenzialmente potrebbero fare la differenza tra un incidente e una semplice frenata senza danni. Vi sono alcune problematiche legate alle prestazioni degli pneumatici nel corso del tempo, che alcune grandi aziende di settore, tra le quali anche Michelin, stanno cercando di tenere sotto la luce dei riflettori, in modo da mantenere alta la qualità e la sicurezza per i guidatori. I comuni cittadini, però, come possono verificare le prestazioni della propria gomma?

Cos’è l’etichetta europea degli pneumatici

L’Unione Europea da qualche anno ha introdotto una speciale etichetta, simile a quella che troviamo attaccata per esempio agli elettrodomestici. Vengono riportati tre parametri di categoria, rappresentati da tre rispettivi simboli. Il primo corrisponde all’efficienza energetica della gomma, in altri termini i consumi dell’auto causati essenzialmente dalla resistenza al rotolamento, e viene rappresentato dal disegno stilizzato del pneumatico con in aggiunta l’immagine di una pompa per il carburante. Il secondo è l’efficienza in caso di frenata su asfalto bagnato, rappresentato dalla solita gomma con in più una nuvola di pioggia e alcuni schizzi d’acqua. Infine abbiamo la rumorosità di rotolamento, l’unico parametro che viene misurato in decibel anziché attraverso le valutazioni alfabetiche da A (migliore) a G (peggiore). Oltre al valore in decibel, comunque, si trova un ulteriore simbolo, accanto alla solita ruota stilizzata, dove vediamo un altoparlante con tre onde sonore, simile al simbolo che troviamo su alcuni apparecchi per indicare il volume. Le tre onde sono di principio bianche e vengono colorate di nero a seconda che la rumorosità sia inferiore di 3 decibel al futuro limite obbligatorio europeo (una banda nera), in linea con questo (due bande nere) o superiore ad esso (tre bande nere).

Cosa manca nell’etichetta europea degli pneumatici

Michelin, come altri grandi produttori del settore automotive, hanno iniziato a sottolineare che, per quanto gli pneumatici venduti in Europa possano essere utilizzati fino al limite minimo di altezza del battistrada di 1.6 mm (per verificarlo sulle vostre gomme potete usare una moneta da 2 €, il cui bordo argentato misura più o meno 1.6 mm), nessuna legge vieta al momento la vendita di gomme che, nel corso del tempo, potrebbero deteriorare in maniera significativa e improvvisa le proprie prestazioni sul bagnato. Si tratta di un aspetto non secondario, soprattutto in quest’epoca di sistemi di sicurezza ADAS che, per forza di cose, non possono verificare in caso di intervento quanto efficaci siano le gomme. Diventa così fondamentale che queste non abbiano un decadimento improvviso o eccessivo delle prestazioni. Il problema, però, è che le verifiche fatte dall’Unione Europea per la creazione dell’etichetta si basano solamente sullo pneumatico da nuovo e non esiste al momento nessun test che faccia le medesime considerazioni anche sui vari stadi di usura della gomma. Alcuni produttori, invece, stanno spingendo molto perché questo test nasca e divenga obbligatorio in Europa. Ad esempio Michelin già da qualche tempo sta spingendo molto sul suo approccio LLP, ovvero Long Lasting Performance (in italiano “Prestazioni che Durano a Lungo”).

Quali sono i rischi di guidare con uno pneumatico usurato

Gli pneumatici usurati possono rappresentare un serio pericolo per la sicurezza degli automobilisti, anche perché non è detto che un guidatore abbia sempre il tempo di “accorgersi” che l’auto si sta comportando stranamente. Le gomme, ad esempio, più si usurano più, paradossalmente, migliorano le loro prestazioni su asciutto, secondo il medesimo concetto che porta alla creazione delle gomme “slick” nel motorsport. Su bagnato invece la situazione si capovolge e le prestazioni decrescono. In questo contesto, pneumatici poco performanti possono mettere a repentaglio la sicurezza stradale. Questo, comunque, non è l’unico motivo per il quale molti produttori come Michelin stanno spingendo per l’adozione dei test su gomma usurata. Vi è, oltre alla sicurezza, anche un problema ambientale: secondo uno studio condotto dalla Ernst & Young, compagnia britannica specializzata nei servizi professionali, permettere ai guidatori di sfruttare al massimo le proprie gomme (fino al limite legale di 1.6 mm anziché sostituendole a 3 mm) senza decadimenti nella sicurezza, porterebbe i cittadini ad effettuare meno frequentemente la sostituzione, con un risparmio di ben 128 milioni di pneumatici all’anno da smaltire in Europa, 6,6 milioni di tonnellate di CO2 in meno immesse nell’aria e anche un risparmio economico per gli automobilisti. Se cambiassimo meno spesso gli pneumatici, spenderemmo semplicemente di meno. Al momento è in corso di valutazione da parte della stessa UE l’introduzione di alcuni test volti proprio a verificare le prestazioni da usurato di uno pneumatico. Il tutto, ovviamente, avendo sempre cura di montare quello più adatto per il clima nel quale ci troviamo. Voi sapreste dire che tipo di gomma monta la vostra auto? Vi possiamo aiutare: cliccate qui per il nostro speciale su gomme estive, invernali e All Season. [post_title] => Usura pneumatici: quando sono da cambiare? [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => usura-pneumatici-quando-sono-da-cambiare [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-10-28 15:50:46 [post_modified_gmt] => 2019-10-28 14:50:46 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=671248 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Usura pneumatici: quando sono da cambiare?

Sicurezza, consumi e prestazioni dello pneumatico, come cambiano con l’utilizzo

Gli pneumatici, come qualsiasi altra componente dell’auto, sono soggetti ad usura e sono forse uno degli elementi più comuni da far cambiare al proprio meccanico. Esistono dei limiti di legge oltre i quali si è obbligati a sostituirli, ma come cambiano le prestazioni e la sicurezza nel corso del tempo?

Gli pneumatici, essendo l’unico elemento di contatto tra la nostra auto e il manto stradale, sono anche tra i componenti maggiormente soggetti all’usura nel corso del tempo. Le gomme che troviamo in vendita in Europa sono naturalmente testate e verificate attraverso diversi test per confermare che la loro qualità si collochi entro dei limiti minimi piuttosto severi, che però potenzialmente potrebbero fare la differenza tra un incidente e una semplice frenata senza danni. Vi sono alcune problematiche legate alle prestazioni degli pneumatici nel corso del tempo, che alcune grandi aziende di settore, tra le quali anche Michelin, stanno cercando di tenere sotto la luce dei riflettori, in modo da mantenere alta la qualità e la sicurezza per i guidatori. I comuni cittadini, però, come possono verificare le prestazioni della propria gomma?

Cos’è l’etichetta europea degli pneumatici

L’Unione Europea da qualche anno ha introdotto una speciale etichetta, simile a quella che troviamo attaccata per esempio agli elettrodomestici. Vengono riportati tre parametri di categoria, rappresentati da tre rispettivi simboli. Il primo corrisponde all’efficienza energetica della gomma, in altri termini i consumi dell’auto causati essenzialmente dalla resistenza al rotolamento, e viene rappresentato dal disegno stilizzato del pneumatico con in aggiunta l’immagine di una pompa per il carburante. Il secondo è l’efficienza in caso di frenata su asfalto bagnato, rappresentato dalla solita gomma con in più una nuvola di pioggia e alcuni schizzi d’acqua. Infine abbiamo la rumorosità di rotolamento, l’unico parametro che viene misurato in decibel anziché attraverso le valutazioni alfabetiche da A (migliore) a G (peggiore). Oltre al valore in decibel, comunque, si trova un ulteriore simbolo, accanto alla solita ruota stilizzata, dove vediamo un altoparlante con tre onde sonore, simile al simbolo che troviamo su alcuni apparecchi per indicare il volume. Le tre onde sono di principio bianche e vengono colorate di nero a seconda che la rumorosità sia inferiore di 3 decibel al futuro limite obbligatorio europeo (una banda nera), in linea con questo (due bande nere) o superiore ad esso (tre bande nere).

Cosa manca nell’etichetta europea degli pneumatici

Michelin, come altri grandi produttori del settore automotive, hanno iniziato a sottolineare che, per quanto gli pneumatici venduti in Europa possano essere utilizzati fino al limite minimo di altezza del battistrada di 1.6 mm (per verificarlo sulle vostre gomme potete usare una moneta da 2 €, il cui bordo argentato misura più o meno 1.6 mm), nessuna legge vieta al momento la vendita di gomme che, nel corso del tempo, potrebbero deteriorare in maniera significativa e improvvisa le proprie prestazioni sul bagnato. Si tratta di un aspetto non secondario, soprattutto in quest’epoca di sistemi di sicurezza ADAS che, per forza di cose, non possono verificare in caso di intervento quanto efficaci siano le gomme. Diventa così fondamentale che queste non abbiano un decadimento improvviso o eccessivo delle prestazioni. Il problema, però, è che le verifiche fatte dall’Unione Europea per la creazione dell’etichetta si basano solamente sullo pneumatico da nuovo e non esiste al momento nessun test che faccia le medesime considerazioni anche sui vari stadi di usura della gomma. Alcuni produttori, invece, stanno spingendo molto perché questo test nasca e divenga obbligatorio in Europa. Ad esempio Michelin già da qualche tempo sta spingendo molto sul suo approccio LLP, ovvero Long Lasting Performance (in italiano “Prestazioni che Durano a Lungo”).

Quali sono i rischi di guidare con uno pneumatico usurato

Gli pneumatici usurati possono rappresentare un serio pericolo per la sicurezza degli automobilisti, anche perché non è detto che un guidatore abbia sempre il tempo di “accorgersi” che l’auto si sta comportando stranamente. Le gomme, ad esempio, più si usurano più, paradossalmente, migliorano le loro prestazioni su asciutto, secondo il medesimo concetto che porta alla creazione delle gomme “slick” nel motorsport. Su bagnato invece la situazione si capovolge e le prestazioni decrescono. In questo contesto, pneumatici poco performanti possono mettere a repentaglio la sicurezza stradale. Questo, comunque, non è l’unico motivo per il quale molti produttori come Michelin stanno spingendo per l’adozione dei test su gomma usurata. Vi è, oltre alla sicurezza, anche un problema ambientale: secondo uno studio condotto dalla Ernst & Young, compagnia britannica specializzata nei servizi professionali, permettere ai guidatori di sfruttare al massimo le proprie gomme (fino al limite legale di 1.6 mm anziché sostituendole a 3 mm) senza decadimenti nella sicurezza, porterebbe i cittadini ad effettuare meno frequentemente la sostituzione, con un risparmio di ben 128 milioni di pneumatici all’anno da smaltire in Europa, 6,6 milioni di tonnellate di CO2 in meno immesse nell’aria e anche un risparmio economico per gli automobilisti. Se cambiassimo meno spesso gli pneumatici, spenderemmo semplicemente di meno.

Al momento è in corso di valutazione da parte della stessa UE l’introduzione di alcuni test volti proprio a verificare le prestazioni da usurato di uno pneumatico. Il tutto, ovviamente, avendo sempre cura di montare quello più adatto per il clima nel quale ci troviamo. Voi sapreste dire che tipo di gomma monta la vostra auto? Vi possiamo aiutare: cliccate qui per il nostro speciale su gomme estive, invernali e All Season.

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