WP_Post Object ( [ID] => 617847 [post_author] => 8 [post_date] => 2019-11-01 09:00:37 [post_date_gmt] => 2019-11-01 08:00:37 [post_content] => La Renault Captur si era mostrata per pochissimo tempo in uno spazio riservato allo scorso Salone di Francoforte. Una presenza fugace, forse, ma che ha ottenuto il risultato richiesto, ovvero alzare l’interesse per la gamma che, dopo la Clio, è la più venduta del marchio della Losanga. Rispetto alla sua ultima incarnazione, uscita non più di due anni fa, è cambiato molto, sia a livello di design che a livello di meccanica. Non parliamo delle solite aggiunte di sistemi ADAS o di qualche motore ripensato. Meglio, non stiamo parlando solamente di questo. La nuova Renault Captur, infatti, sarà presto dotata di un sistema al debutto assoluto sulla gamma, ovvero la sua prima motorizzazione ibrida.

Nuova Renault Captur 2019: incredibilmente più aggressiva

La nuova Renault Captur 2019 è rimasta fedele al suo design, ma comunque è diventata notevolmente più moderna e filante. La calandra, per esempio, ha mantenuto il medesimo design, modernizzandolo solo leggermente attraverso il riempimento degli spazi tra i listelli e una nuova cromatura molto piacevole e alla moda. I gruppi ottici sono cambiati completamente, andando ora a comprendere anche i fendinebbia e prolungando le luci di svolta lungo una sorta di “baffo” extra molto alla moda, come testimoniano anche le strade percorse da altre case concorrenti. Il tutto crea una sorta di effetto “boomerang” che prima era presente solo sulle cornici degli stessi fendinebbia e che ora invece sono stati sostituiti da due deflettori il cui compito è di migliorare le prestazioni aerodinamiche e diminuire sensibilmente la turbolenza. Anche le nervature presenti sul cofano e sulla fiancata sono passate dalla loro forma arrotondata ad una più netta e aggressiva, mentre è confermata la protezione sottoscocca con colorazione a contrasto che sfocia anche sulle portiere e rappresenta una delle “firme” storiche della gamma. Sono stati naturalmente aggiornati anche i design dei cerchi in lega, che possono ora essere scelti con diametri che vanno dai 16 ai 18 pollici. Da notare anche come il profilo del tetto sia ora più slanciato, il che contribuisce ancora di più a creare quel feeling maggiormente aggressivo di cui parlavamo. Sul retro anche i fari posteriori sono cambiati e presentano a loro volta un’accattivante forma a “C”, il cui compito è completato da diversi dettagli cromati extra. Per quanto riguarda i colori, sono disponibili in tutto 11 sfumature diverse, con il tetto che può essere sia in tinta che in contrasto in altre 4 diverse tonalità. Sono disponibili anche 3 pacchetti extra di personalizzazione sempre per gli esterni. In tutto la casa calcola fino a 90 combinazioni possibili.

Interni rivoluzionati sulla nuova Renault Captur 2019

Se gli esterni della nuova Renault Captur sono stati rivoluzionati, gli interni non potevano certo essere da meno. Anzi, in questa zona il balzo è stato persino più pronunciato, creando un ambiente molto più rifinito e alla moda. Lo stile è decisamente moderno, andando ad abbandonare quelle forme più arrotondate che avevano caratterizzato le precedenti versioni e che servivano in gran parte per staccarsi dall’idea di “SUV esagerato e fuori portata” che all’epoca del lancio era ancora molto forte (ricordate quella famosa canzone con accento e parole in milanese?). Ora questo modo di pensare è andato definitivamente in pensione e i SUV come la Captur sono la normalità. Si può quindi tornare verso gli stili più aggressivi e sportivi, maggiormente in linea con il gusto europeo. Anche a livello di materiali si è fatto un balzo notevole: dove prima vi erano plastiche molto dure, ora troviamo una gomma decisamente più morbida, disponibile già sugli allestimenti entry level. A tutto questo si deve aggiungere l’ampia disponibilità di personalizzazioni, per un totale di ben 18 combinazioni, delle quali fanno parte le affascinanti illuminazioni ambientali a LED. Questo sono controllabili dal vero protagonista del cruscotto, ovvero il sistema di infotainment, che abbandona lo schermo incluso nella plancia e vira verso un display da ben 9,3 pollici flottante, con display leggermente incurvato per migliorarne la leggibilità. Su questo si trova di base il sistema Easy Link, che cresce come dotazioni con il navigatore GPS e il sistema Multi-Sense che controlla sia l’ambiente che la modalità di guida, della quale parleremo dopo. Il software è ampiamente personalizzabile e comunica direttamente con il quadro comandi. Questo può essere sia parzialmente analogico, con un display digitale da 7 pollici, oppure completamente virtuale, con un mega display da oltre 10 pollici sul quale vengono visualizzate tutte le informazioni utili, compreso il navigatore. In alternativa, comunque, ci si può sempre appoggiare su Apple CarPlay e Android Auto. Il compartimento audio è curato negli allestimenti più alti da Bose, mentre l’aggiornamento del software avviene in modalità OTA (Over-The-Air, ovvero automaticamente senza alcun collegamento o visita in officina) grazie alla scheda SIM 4G presente a bordo e compresa nel prezzo per i primi 3 anni (il costo dell’abbonamento concluso questo periodo è ancora da stabilire). La presenza della scheda permette anche di effettuare con il navigatore le ricerche attraverso Google, attingendo così all’enorme mole di punti di interesse (POI) presente su Maps. Lo schermo diventa fondamentale anche per le manovre, avendo in dotazione la videocamera con modalità a 360° e vari sensori per evitare qualsiasi contatto o sinistro in fase di parcheggio. Ottimo anche lo spazio a disposizione, in particolare con il cambio automatico. Può sembrare una cosa strana da dire, ma la scelta di questa trasmissione ha consentito a Renault di spostare qualsiasi meccanica dalla zona della manopola (davvero bella esteticamente) e quindi creare un nuovo vano a disposizione del passeggero al di sotto di questo originale “tunnel flottante”. Qui troviamo anche la piastra per la ricarica wireless dello smartphone (per tutti gli apparecchi che siano compatibili con tale funzione). È stato confermato anche il vano sul cruscotto dal lato passeggero con apertura a cassetto, che gli consente di essere molto più capiente (per quanto a costo di una certa scomodità di apertura durante la marcia). In totale i vani presenti nell’abitacolo presentano una capienza totale di 27 litri, mentre il bagagliaio parte da una capienza minima con i sedili posteriori in posizione (i quali hanno ora un gioco di 16 centimetri) di 531 litri, migliore della sua categoria. Sono disponibili cinque diversi allestimenti, in rigoroso ordine di completezza: Life, Zen, Business, Intens e il top di gamma Initiale Paris.

Il motore e la guida della nuova Renault Captur 2019

La nuova Renault Captur 2019 ha a disposizione sei motori in totale, ma il più atteso sarà il settimo, ovvero l’ibrido che arriverà nel corso del prossimo anno. Secondo i primi dati che ci sono stati forniti, avrà una potenza da 160 Cv e grazie alla sua batteria da 9,8 kWh (piuttosto grande per la media degli ibridi plug-in) potrà muoversi in modalità full electric fino a 65 km, con una ricarica che si aggirerà tra le 3 e le 6 ore a seconda della presa a disposizione. In questa nostra prima prova su strada abbiamo sperimentato il 1.300 benzina TCe in entrambe le sue declinazioni di potenza, ovvero da 130 e da 155 Cv. Oltre a questo è disponibile anche il 1.000 da 100 Cv, il quale è la base per la base della versione a GPL, fondamentale per il nostro mercato. Per quanto riguarda il diesel, invece, è presente il 1.500 Blue dCi, declinato in potenze da 95 e 115 Cv. La versione più potente, insieme al 1.300 TCe, potrà montare il cambio automatico EDC da 7 rapporti con paddle al volante, mentre il diesel da 95 Cv e il TCe da 100 Cv avranno a disposizione il manuale, rispettivamente da 5 e da 6 marce. Come anticipato, questo primo contatto si è concentrato sul 1.300 benzina, sia da 130 che da 155 Cv. Partiamo subito dicendo che la Renault Captur punta principalmente sul confort, grazie anche allo sviluppo sulla nuova piattaforma CMF-B, la medesima della nuova Clio. Entrambe le meccaniche si sono presentate piuttosto elastiche ad ogni regime di motore, con la versione da 130 Cv che a nostro giudizio è la più adatta per l’utilizzo classico che si può fare della vettura. Le sospensioni sono sufficientemente morbide da assorbire la maggior parte delle incoerenze della strada, senza per questo oscillare eccessivamente. Il viaggio è particolarmente tranquillo e gli ADAS installati per la guida autonoma di secondo livello aiutano molto. Sono presenti il cruise control adattivo con funzione Traffic Jam (ovvero può fermarsi e ripartire durante le code in modo quasi autonomo), la frenata di emergenza con rilevazione di ciclisti e pedoni, e infine il controllo attivo della corsia. In questi primi chilometri abbiamo avuto l’impressione che la variante più giusta per questo genere di vettura fosse quella da 130 Cv, in quanto i 155 del modello più potente non ci è sembrato facessero moltissima differenza. Il tutto a meno che non si voglia optare continuamente per la modalità di guida sportiva, che già intorno ai 2.000 giri cambia la risposta del motore e permettere di essere sensibilmente più scattanti, senza per questo eccedere. Rimandiamo però qualsiasi ulteriore valutazione sulle meccaniche ai nostri futuri long test drive. Con il 155 Cv comunque lo scatto da 0 a 100 viene completato in 8,6 secondi, ovvero un secondo in meno rispetto al modello da 130 Cv, entrambi con cambio automatico EDC (il TCe da 130 Cv con cambio manuale al momento non dovrebbe essere venduto in Italia). Purtroppo non possiamo ancora riportare alcun dato ufficiale per quanto riguarda i consumi, in quanto questi sono tutti ancora in fase di omologazione, mentre questo nostro primo contatto è stato oggettivamente troppo breve e sarebbe professionalmente ingiusto sbilanciarsi.

Quanto costa la nuova Renault Captur 2019?<h/2>

La nuova Renault Captur 2019 è già prenotabile e arriverà nei concessionari a partire dal prossimo gennaio. Si partirà da 11.700 € per il 1.000 TCe benzina da 100 Cv e allestimento Life. La Renault Captur GPL partirà invece da 18.500 € sempre con allestimento Life. Il diesel Blue dCi da 95 Cv sarà guidabile anche dai neo-patentati e partirà da 20.850 €. [post_title] => Nuova Renault Captur 2019, prima PROVA SU STRADA del SUV più venduto della Losanga [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => nuova-renault-captur-2019-prova-novita-dimensioni-interni-motori-ibrido [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-11-01 10:49:04 [post_modified_gmt] => 2019-11-01 09:49:04 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=617847 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Nuova Renault Captur 2019, prima PROVA SU STRADA del SUV più venduto della Losanga

Caratteristiche, scheda tecnica, design, interni, motore e prezzo

La nuova Renault Captur si aggiorna dopo aver venduto negli ultimi sedici anni ben 1,5 milioni di unità e si appresta a sfidare il mercato con un look molto più filante, aggressivo e, soprattutto, con l’avvento di una motorizzazione ibrida

La Renault Captur si era mostrata per pochissimo tempo in uno spazio riservato allo scorso Salone di Francoforte. Una presenza fugace, forse, ma che ha ottenuto il risultato richiesto, ovvero alzare l’interesse per la gamma che, dopo la Clio, è la più venduta del marchio della Losanga. Rispetto alla sua ultima incarnazione, uscita non più di due anni fa, è cambiato molto, sia a livello di design che a livello di meccanica. Non parliamo delle solite aggiunte di sistemi ADAS o di qualche motore ripensato. Meglio, non stiamo parlando solamente di questo. La nuova Renault Captur, infatti, sarà presto dotata di un sistema al debutto assoluto sulla gamma, ovvero la sua prima motorizzazione ibrida.

Nuova Renault Captur 2019: incredibilmente più aggressiva

La nuova Renault Captur 2019 è rimasta fedele al suo design, ma comunque è diventata notevolmente più moderna e filante. La calandra, per esempio, ha mantenuto il medesimo design, modernizzandolo solo leggermente attraverso il riempimento degli spazi tra i listelli e una nuova cromatura molto piacevole e alla moda. I gruppi ottici sono cambiati completamente, andando ora a comprendere anche i fendinebbia e prolungando le luci di svolta lungo una sorta di “baffo” extra molto alla moda, come testimoniano anche le strade percorse da altre case concorrenti. Il tutto crea una sorta di effetto “boomerang” che prima era presente solo sulle cornici degli stessi fendinebbia e che ora invece sono stati sostituiti da due deflettori il cui compito è di migliorare le prestazioni aerodinamiche e diminuire sensibilmente la turbolenza. Anche le nervature presenti sul cofano e sulla fiancata sono passate dalla loro forma arrotondata ad una più netta e aggressiva, mentre è confermata la protezione sottoscocca con colorazione a contrasto che sfocia anche sulle portiere e rappresenta una delle “firme” storiche della gamma. Sono stati naturalmente aggiornati anche i design dei cerchi in lega, che possono ora essere scelti con diametri che vanno dai 16 ai 18 pollici. Da notare anche come il profilo del tetto sia ora più slanciato, il che contribuisce ancora di più a creare quel feeling maggiormente aggressivo di cui parlavamo. Sul retro anche i fari posteriori sono cambiati e presentano a loro volta un’accattivante forma a “C”, il cui compito è completato da diversi dettagli cromati extra. Per quanto riguarda i colori, sono disponibili in tutto 11 sfumature diverse, con il tetto che può essere sia in tinta che in contrasto in altre 4 diverse tonalità. Sono disponibili anche 3 pacchetti extra di personalizzazione sempre per gli esterni. In tutto la casa calcola fino a 90 combinazioni possibili.

Interni rivoluzionati sulla nuova Renault Captur 2019

Se gli esterni della nuova Renault Captur sono stati rivoluzionati, gli interni non potevano certo essere da meno. Anzi, in questa zona il balzo è stato persino più pronunciato, creando un ambiente molto più rifinito e alla moda. Lo stile è decisamente moderno, andando ad abbandonare quelle forme più arrotondate che avevano caratterizzato le precedenti versioni e che servivano in gran parte per staccarsi dall’idea di “SUV esagerato e fuori portata” che all’epoca del lancio era ancora molto forte (ricordate quella famosa canzone con accento e parole in milanese?). Ora questo modo di pensare è andato definitivamente in pensione e i SUV come la Captur sono la normalità. Si può quindi tornare verso gli stili più aggressivi e sportivi, maggiormente in linea con il gusto europeo. Anche a livello di materiali si è fatto un balzo notevole: dove prima vi erano plastiche molto dure, ora troviamo una gomma decisamente più morbida, disponibile già sugli allestimenti entry level. A tutto questo si deve aggiungere l’ampia disponibilità di personalizzazioni, per un totale di ben 18 combinazioni, delle quali fanno parte le affascinanti illuminazioni ambientali a LED. Questo sono controllabili dal vero protagonista del cruscotto, ovvero il sistema di infotainment, che abbandona lo schermo incluso nella plancia e vira verso un display da ben 9,3 pollici flottante, con display leggermente incurvato per migliorarne la leggibilità. Su questo si trova di base il sistema Easy Link, che cresce come dotazioni con il navigatore GPS e il sistema Multi-Sense che controlla sia l’ambiente che la modalità di guida, della quale parleremo dopo. Il software è ampiamente personalizzabile e comunica direttamente con il quadro comandi. Questo può essere sia parzialmente analogico, con un display digitale da 7 pollici, oppure completamente virtuale, con un mega display da oltre 10 pollici sul quale vengono visualizzate tutte le informazioni utili, compreso il navigatore. In alternativa, comunque, ci si può sempre appoggiare su Apple CarPlay e Android Auto. Il compartimento audio è curato negli allestimenti più alti da Bose, mentre l’aggiornamento del software avviene in modalità OTA (Over-The-Air, ovvero automaticamente senza alcun collegamento o visita in officina) grazie alla scheda SIM 4G presente a bordo e compresa nel prezzo per i primi 3 anni (il costo dell’abbonamento concluso questo periodo è ancora da stabilire). La presenza della scheda permette anche di effettuare con il navigatore le ricerche attraverso Google, attingendo così all’enorme mole di punti di interesse (POI) presente su Maps. Lo schermo diventa fondamentale anche per le manovre, avendo in dotazione la videocamera con modalità a 360° e vari sensori per evitare qualsiasi contatto o sinistro in fase di parcheggio.

Ottimo anche lo spazio a disposizione, in particolare con il cambio automatico. Può sembrare una cosa strana da dire, ma la scelta di questa trasmissione ha consentito a Renault di spostare qualsiasi meccanica dalla zona della manopola (davvero bella esteticamente) e quindi creare un nuovo vano a disposizione del passeggero al di sotto di questo originale “tunnel flottante”. Qui troviamo anche la piastra per la ricarica wireless dello smartphone (per tutti gli apparecchi che siano compatibili con tale funzione). È stato confermato anche il vano sul cruscotto dal lato passeggero con apertura a cassetto, che gli consente di essere molto più capiente (per quanto a costo di una certa scomodità di apertura durante la marcia). In totale i vani presenti nell’abitacolo presentano una capienza totale di 27 litri, mentre il bagagliaio parte da una capienza minima con i sedili posteriori in posizione (i quali hanno ora un gioco di 16 centimetri) di 531 litri, migliore della sua categoria. Sono disponibili cinque diversi allestimenti, in rigoroso ordine di completezza: Life, Zen, Business, Intens e il top di gamma Initiale Paris.

Il motore e la guida della nuova Renault Captur 2019

La nuova Renault Captur 2019 ha a disposizione sei motori in totale, ma il più atteso sarà il settimo, ovvero l’ibrido che arriverà nel corso del prossimo anno. Secondo i primi dati che ci sono stati forniti, avrà una potenza da 160 Cv e grazie alla sua batteria da 9,8 kWh (piuttosto grande per la media degli ibridi plug-in) potrà muoversi in modalità full electric fino a 65 km, con una ricarica che si aggirerà tra le 3 e le 6 ore a seconda della presa a disposizione. In questa nostra prima prova su strada abbiamo sperimentato il 1.300 benzina TCe in entrambe le sue declinazioni di potenza, ovvero da 130 e da 155 Cv. Oltre a questo è disponibile anche il 1.000 da 100 Cv, il quale è la base per la base della versione a GPL, fondamentale per il nostro mercato. Per quanto riguarda il diesel, invece, è presente il 1.500 Blue dCi, declinato in potenze da 95 e 115 Cv. La versione più potente, insieme al 1.300 TCe, potrà montare il cambio automatico EDC da 7 rapporti con paddle al volante, mentre il diesel da 95 Cv e il TCe da 100 Cv avranno a disposizione il manuale, rispettivamente da 5 e da 6 marce.

Come anticipato, questo primo contatto si è concentrato sul 1.300 benzina, sia da 130 che da 155 Cv. Partiamo subito dicendo che la Renault Captur punta principalmente sul confort, grazie anche allo sviluppo sulla nuova piattaforma CMF-B, la medesima della nuova Clio. Entrambe le meccaniche si sono presentate piuttosto elastiche ad ogni regime di motore, con la versione da 130 Cv che a nostro giudizio è la più adatta per l’utilizzo classico che si può fare della vettura. Le sospensioni sono sufficientemente morbide da assorbire la maggior parte delle incoerenze della strada, senza per questo oscillare eccessivamente. Il viaggio è particolarmente tranquillo e gli ADAS installati per la guida autonoma di secondo livello aiutano molto. Sono presenti il cruise control adattivo con funzione Traffic Jam (ovvero può fermarsi e ripartire durante le code in modo quasi autonomo), la frenata di emergenza con rilevazione di ciclisti e pedoni, e infine il controllo attivo della corsia. In questi primi chilometri abbiamo avuto l’impressione che la variante più giusta per questo genere di vettura fosse quella da 130 Cv, in quanto i 155 del modello più potente non ci è sembrato facessero moltissima differenza. Il tutto a meno che non si voglia optare continuamente per la modalità di guida sportiva, che già intorno ai 2.000 giri cambia la risposta del motore e permettere di essere sensibilmente più scattanti, senza per questo eccedere. Rimandiamo però qualsiasi ulteriore valutazione sulle meccaniche ai nostri futuri long test drive. Con il 155 Cv comunque lo scatto da 0 a 100 viene completato in 8,6 secondi, ovvero un secondo in meno rispetto al modello da 130 Cv, entrambi con cambio automatico EDC (il TCe da 130 Cv con cambio manuale al momento non dovrebbe essere venduto in Italia). Purtroppo non possiamo ancora riportare alcun dato ufficiale per quanto riguarda i consumi, in quanto questi sono tutti ancora in fase di omologazione, mentre questo nostro primo contatto è stato oggettivamente troppo breve e sarebbe professionalmente ingiusto sbilanciarsi.

Quanto costa la nuova Renault Captur 2019?<h/2>

La nuova Renault Captur 2019 è già prenotabile e arriverà nei concessionari a partire dal prossimo gennaio. Si partirà da 11.700 € per il 1.000 TCe benzina da 100 Cv e allestimento Life. La Renault Captur GPL partirà invece da 18.500 € sempre con allestimento Life. Il diesel Blue dCi da 95 Cv sarà guidabile anche dai neo-patentati e partirà da 20.850 €.

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