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La ‘missione’ Lamborghini nello spazio

L'attività congiunta di ricerca sui materiali compositi avanzati in fibra di carbonio è stata avviata due anni fa da Automobili Lamborghini e Houston Methodist Research Institute, uno dei più importanti istituti di ricerca medici statunitensi. Questa attività è mirata ad analizzare la risposta di cinque differenti materiali compositi prodotti da Lamborghini alle sollecitazioni estreme indotte dall'ambiente spaziale, in vista di future applicazioni su modelli della Casa di Sant’Agata Bolognese ed in ambito medico. I materiali saranno a disposizione degli astronauti sull'ISS per sei mesi e saranno sottoposti non solo a cicli di escursione termica estremi con picchi da -40 fino a +200 gradi centigradi, ma anche a massicce dosi di radiazione ultravioletta, raggi gamma e al flusso di ossigeno atomico causato dalla ionizzazione, da parte della radiazione solare, degli strati più alti e rarefatti dell'atmosfera terrestre.

I motivi dei test spaziali

Per quale motivo Lamborghini ha deciso di andare nello spazio? “Quando abbiamo iniziato all’inizio del 2018 la nostra collaborazione con il centro di ricerca dello Houston Methodist Center – le parole di Maurizio Reggiani, chief technical officer della casa italiana - abbiamo rilevato entrambi che il luogo più performante dove poter testare il comportamento del nostro materiale composito era lo spazio”. “In questo sistema, è possibile valutare cosa accade nelle condizioni più estreme possibili – ha proseguito - Per esempio, le radiazioni UV, l’ossigeno atomico ed uno sbalzo termico notevolissimo”. [post_title] => Lamborghini: avviate le ricerche sui materiali in carbonio nello spazio [VIDEO] [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => lamborghini-carbonio-spazio-ricerche-iss [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-11-04 13:07:16 [post_modified_gmt] => 2019-11-04 12:07:16 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=672272 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Lamborghini: avviate le ricerche sui materiali in carbonio nello spazio [VIDEO]

Sabato è avvenuto il lancio del vettore in Virginia

Lamborghini ha iniziato la sua missione spaziale. Sabato scorso è avvenuto il lancio del vettore in Virginia, per portare a bordo della stazione spaziale ISS un set di materiali compositi per effettuare i test a condizioni estreme.
Lamborghini: avviate le ricerche sui materiali in carbonio nello spazio [VIDEO]

Lamborghini va nello spazio. Lo scorso sabato 2 novembre è avvenuto il lancio il lancio del vettore Northrop Grumman Antares dalla Wallops Flight Facility in Virginia (Stati Uniti), con la missione di portare a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) un set di campioni di materiale composito in carbonio realizzati dalla casa di Sant’Agata Bolognese.

La ‘missione’ Lamborghini nello spazio

L’attività congiunta di ricerca sui materiali compositi avanzati in fibra di carbonio è stata avviata due anni fa da Automobili Lamborghini e Houston Methodist Research Institute, uno dei più importanti istituti di ricerca medici statunitensi.

Questa attività è mirata ad analizzare la risposta di cinque differenti materiali compositi prodotti da Lamborghini alle sollecitazioni estreme indotte dall’ambiente spaziale, in vista di future applicazioni su modelli della Casa di Sant’Agata Bolognese ed in ambito medico.

I materiali saranno a disposizione degli astronauti sull’ISS per sei mesi e saranno sottoposti non solo a cicli di escursione termica estremi con picchi da -40 fino a +200 gradi centigradi, ma anche a massicce dosi di radiazione ultravioletta, raggi gamma e al flusso di ossigeno atomico causato dalla ionizzazione, da parte della radiazione solare, degli strati più alti e rarefatti dell’atmosfera terrestre.

I motivi dei test spaziali

Per quale motivo Lamborghini ha deciso di andare nello spazio? “Quando abbiamo iniziato all’inizio del 2018 la nostra collaborazione con il centro di ricerca dello Houston Methodist Center – le parole di Maurizio Reggiani, chief technical officer della casa italiana – abbiamo rilevato entrambi che il luogo più performante dove poter testare il comportamento del nostro materiale composito era lo spazio”.

“In questo sistema, è possibile valutare cosa accade nelle condizioni più estreme possibili – ha proseguito – Per esempio, le radiazioni UV, l’ossigeno atomico ed uno sbalzo termico notevolissimo”.

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