WP_Post Object ( [ID] => 672818 [post_author] => 58 [post_date] => 2019-11-07 14:03:06 [post_date_gmt] => 2019-11-07 13:03:06 [post_content] => La nuova Audi A1 Citycarver è l'emblema di una tendenza sempre più confermata, da parte della clientela, nel preferire vetture rialzate, con cui dominare visivamente la strada e poter affrontare con più agilità le insidie degli scenari urbani. Le bastano infatti 5 centimetri in più di altezza per guadagnare la nomea di crossover, grazie ad una maggiore estensione degli ammortizzatori per 3,5 cm e circa 1,5 cm guadagnati grazie all'impiego di pneumatici con la spalla più spessa. Guadagna anche un design dedicato, con dettagli che rimandano al mondo delle off-road, così anche la piccola di Ingostaidt può permettersi di sognare di diventare un SUV della gamma Q di Audi, magari. Niente dicitura Allroad per lei, perché la piattaforma MQB AO su cui è costruita non le consente di adottare la trazione integrale, quindi ben venga il termine "Citycarver" per farci subito capire che il suo terreno di battaglia saranno le nostre amate/odiate città.

Audi A1 Citycarver, più robusta e muscolosa con quei 5 cm che fanno la differenza

Basta una prima occhiata per capire che si tratta di un'altra auto rispetto ad una più comune Audi A1 Sportback. Le dimensioni non variano significativamente, se non per 1 cm in più di lunghezza, dovuto al design dei paraurti e circa 1 cm in larghezza. L'altezza invece cambia, eccome, grazie a quei 5 cm che fanno la differenza, visiva e dinamica per ustacco da terra di 15 cm. Lo sguardo cade subito sulla calandra frontale, sempre single frame ma nera opaca e con trama tridimensionale, più ricercata, che diventa ottagonale come nella gamma dei SUV Q di Audi. Il paraurti è stato interamente rivisto, con un design dedicato e robusto, grazie alle paratie sotto scocca in tonalità silver, che fanno molto fuoristrada. Il profilo inferiore continua sempre più pronunciato verso la fiancata, contornando i grossi cerchi in lega da 18" (optional, ma inclusi nel pacchetto "Edition one" della vettura in prova) culminando nel piccolo rinforzo sotto scocca presente nel posteriore, anch'esso in tonalità silver che rende più massiccia la vista posteriore. Terminali di scarico, non pervenuti. Anche nel retro il paraurti è stato ridisegnato, con una forma specifica per le modanature in plastica presenti agli estremi. Vi è la possibilità di sfoggiare dei fari Full-Led, con indicatori di direzione dinamici, con un sovrapprezzo di circa 950 euro e, nelle varie personalizzazioni disponibili, si può anche rifinire il tetto con una tonalità a contrasto rispetto a quella della carrozzeria. Nel retro appare poi un pronunciato spoiler sportivo, solitamente opzionale sull'A1 Sportback, ma che qua risulta presente nella dotazione specifica della versione Citycarver.

Nativa digitale, con un design e una tecnologia da segmento superiore

Tutto ciò che di buono avevo già trovato sulla nuova A1 Sportback, lo ritroviamo anche sull'Audi A1 Citycarver. L'impatto del digitale è ormai consolidato nelle auto di Ingolstadt, e lo notiamo grazie al doppio schermo presente all'interno della vettura. Davanti alla posizione di guida c'è la strumentazione digitale da 10,25" di serie, mentre 400 euro è la cifra da spendere per l'integrazione con il Virtual Cockpit. Al centro della plancia troneggia invece il display dell'infotainment MMI Touch da 8.8" o 10,1", a seconda dell'allestimento. Forse tra i migliori presenti oggi in circolazione, per fluidità, feedback al tatto, velocità, grafica e semplicità di utilizzo. Dalla versione Admired in poi sono inoltre presenti di serie Apple Car Play (anche in versione wireless) e Android Auto. Grazie alla Sim dati, le info dal traffico, aggiornamenti in tempo reale, notizie, Hotspot Wi-Fi, assistente vocale Alexa di Amazon e molto altro sono una realtà. La vettura è anche predisposta per la rete Car-to-X che metterà in collegamento vetture e infrastruttura in un futuro ormai prossimo. A richiesta, è inoltre presente l'impianto audio Bang & Olufsen da 560 Watt con tecnologia 3D, che dona un tocco più ad un abitacolo premium e al quale non manca assolutamente niente.

Buona l'abitabilità, in 4 si viaggia comodi

La piattaforma MQB AO riesce a coniugare una compattezza esterna a fronte di una buona abitabilità interna. Le sedute sono comode e non si trova più quel senso di oppressione presente sulle vetture di segmento B di qualche anno fa, come la precedente Audi A1 per esempio. Ci si sente su una vettura con la A maiuscola, c'è spazio per gambe e testa, pure per i passeggeri dietro. A patto che non si superi il metro e 85, quattro passeggeri possono viaggiare comodamente, mentre il quinto, in posizione centrale posteriore potrebbe soffrire un po' la presenza del tunnel sotto ai piedi. Il bagagliaio presenta una capienza di 335 litri, tra i più alti della categoria, che salgono a 1090 litri abbattendo la seconda fila di sedili, secondo un frazionamento 60:40.

Si alza di 5 cm, ma non perde l'agilità grazie ad una taratura specifica delle sospensioni

Se avete subito associato l'idea di crossover a quella di auto ciondolante in curva, cascate male. La nuova Audi A1 Citycarver presenta si un leggero rollio in più rispetto alla tradizionale Sportback, ma resta comunque agile e completamente a suo agio nel misto stretto. L'anteriore ha un ottimo grip, anche se si cerca di metterla in crisi e le Hankook di cui dispone mordono bene l'asfalto, infondendo sicurezza. Lo sterzo progressivo ci consente di svoltare agilmente nelle curve a gomito e impostare traiettorie precise sui curvoni veloci, nei quali la Citycarver ci ha sorpreso per la sua stabilità. L'altezza in più da terra non incide negativamente, anzi, digerisce meglio avvallamenti e buche, assecondando meglio le ondulazioni dell'asfalto. L'assorbimento delle asperità è decisamente buono, nonostante le ruote da 18" di cui disponeva il nostro esemplare, e quel centimetro e mezzo in più sulla spalla del pneumatico le permette di essere meno secca sui solchi profondi. Abbiamo però notato una certa rumorosità di troppo, soprattutto da parte delle sospensioni che fanno sentire il loro lavoro a bordo, così come il rumore da rotolamento dei pneumatici in autostrada. Dalle casse viene amplificato (ahimè) il sound del motore, che un po' copre questi disturbi, ma che in compenso inonda l'abitacolo con un suono abbastanza sgradevole e innaturale. Audi, lasciaci il rumore del 3 cilindri, che va benissimo così!

Due-tre cilindri al lancio, 95 o 116 CV con l'opzione del 'sacrosanto' S-Tronic

Scusate il gioco di parole, ma è venuto spontaneo. Saranno due infatti le motorizzazioni presenti al lancio, previsto per novembre 2019. Entrambe 3 cilindri turbo da 1000cc in variante da 95 CV o da 116 CV. La prima è disponibile solo con cambio manuale a cinque marce. Abbiamo provato la seconda, da 116 CV e 200 Nm di coppia, abbinata all'automatico S-Tronic doppia frizione a 7 marce. Se vi state chiedendo quanto valga la pena per circa 1850 euro di sovrapprezzo, vi semplifichiamo la vita: si. Sia chiaro, il manuale 6 marce è ottimo, fluido e dagli innesti rapidi, ma la perfezione di funzionamento dell'S-Tronic non si batte. Non mi meraviglierei se, dati alla mano, consentisse al motore di erogare qualche Nm di coppia in più rispetto al manuale, ma così sembra. Grazie alla sua logica di funzionamento, viene totalmente annullato sia turbo lag (già quasi nullo su questa unità) che sottocoppia. L'S-tronic sceglie sempre la marcia più azzeccata per ogni situazione, che vogliate guidare vivaci in Dynamic o procedere mansueti in Efficency. L'erogazione è fluida e lineare, non desiderereste altra potenza, per l'utilizzo che si potrebbe fare di un'auto come questa. Non è sportiva, sia chiaro, ma questa unità fa il suo, con uno scatto sullo 0-100 km/h coperto in 9,4 secondi, per circa 200 km/h di velocità massima. Per gli irriducibili, arriverà ad inizio 2020 anche il 4 cilindri 1.5 TFSI da 150 CV e 250 Nm di coppia. Comparto ADAS ai vertici della categoria, con frenata di emergenza e mantenitore della corsia di serie, con possibilità di aggiungere anche il Cruise control adattivo, accedendo così ad un sistema di guida assistita di secondo livello. Dalle poche ore in compagnia dell' A1 Citycarver, con l'1.0 3 cilindri da 116 CV abbiamo registrato un consumo medio, in ciclo misto di circa 15 km al litro.

Da novembre 2019, a partire da 23.950 euro

La versione 25 TFSI, con l'1.0 3 cilindri da 95 CV, cambio manuale 5 marce e in allestimento base parte da un prezzo di 23.950 euro (2.100 in più rispetto all'A1 Sportback), che salgono a 24.700 euro per la versione 30 TFSI. Il cambio S-Tronic si paga 1850 euro e rappresenterà più del 50% delle configurazioni di acquisto della nuova Citycarver. Non sono ancora stati rilasciati i prezzi per la futura 35 TFSI da 150 CV. Il pacchetto Edition One, come quello che vedete qua in foto e in video, è una configurazione particolare, con molteplici particolari specifici ed esclusivi, ad un sovrapprezzo di 6.800 € per la versione base e 5.500 € per la versione Admired. [post_title] => Nuova Audi A1 Citycarver, la prova su strada del crossover con 5 cm in più [VIDEO] [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => nuova-audi-a1-citycarver-la-prova-su-strada-del-crossover-con-5-cm-in-piu-video [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-11-07 14:04:57 [post_modified_gmt] => 2019-11-07 13:04:57 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=672818 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Nuova Audi A1 Citycarver, la prova su strada del crossover con 5 cm in più [VIDEO]

Sogna di fare la crossover, ma è agile come una hatchback, da 23.950 euro

La nuova Audi A1 Citycarver eredita tutta la grinta e il look dalle SUV di casa Audi e li fonde con la dinamicità dell'A1 Sportback, creandone un ibrido che convince per la sua duttilità, soprattutto negli scenari urbani. Un po' più di un'A1 e un po' meno di una Q2, riuscirà la Citycarver a trovare il suo posto?

La nuova Audi A1 Citycarver è l’emblema di una tendenza sempre più confermata, da parte della clientela, nel preferire vetture rialzate, con cui dominare visivamente la strada e poter affrontare con più agilità le insidie degli scenari urbani. Le bastano infatti 5 centimetri in più di altezza per guadagnare la nomea di crossover, grazie ad una maggiore estensione degli ammortizzatori per 3,5 cm e circa 1,5 cm guadagnati grazie all’impiego di pneumatici con la spalla più spessa. Guadagna anche un design dedicato, con dettagli che rimandano al mondo delle off-road, così anche la piccola di Ingostaidt può permettersi di sognare di diventare un SUV della gamma Q di Audi, magari. Niente dicitura Allroad per lei, perché la piattaforma MQB AO su cui è costruita non le consente di adottare la trazione integrale, quindi ben venga il termine “Citycarver” per farci subito capire che il suo terreno di battaglia saranno le nostre amate/odiate città.

Audi A1 Citycarver, più robusta e muscolosa con quei 5 cm che fanno la differenza

Basta una prima occhiata per capire che si tratta di un’altra auto rispetto ad una più comune Audi A1 Sportback. Le dimensioni non variano significativamente, se non per 1 cm in più di lunghezza, dovuto al design dei paraurti e circa 1 cm in larghezza. L’altezza invece cambia, eccome, grazie a quei 5 cm che fanno la differenza, visiva e dinamica per ustacco da terra di 15 cm. Lo sguardo cade subito sulla calandra frontale, sempre single frame ma nera opaca e con trama tridimensionale, più ricercata, che diventa ottagonale come nella gamma dei SUV Q di Audi. Il paraurti è stato interamente rivisto, con un design dedicato e robusto, grazie alle paratie sotto scocca in tonalità silver, che fanno molto fuoristrada. Il profilo inferiore continua sempre più pronunciato verso la fiancata, contornando i grossi cerchi in lega da 18″ (optional, ma inclusi nel pacchetto “Edition one” della vettura in prova) culminando nel piccolo rinforzo sotto scocca presente nel posteriore, anch’esso in tonalità silver che rende più massiccia la vista posteriore. Terminali di scarico, non pervenuti. Anche nel retro il paraurti è stato ridisegnato, con una forma specifica per le modanature in plastica presenti agli estremi. Vi è la possibilità di sfoggiare dei fari Full-Led, con indicatori di direzione dinamici, con un sovrapprezzo di circa 950 euro e, nelle varie personalizzazioni disponibili, si può anche rifinire il tetto con una tonalità a contrasto rispetto a quella della carrozzeria. Nel retro appare poi un pronunciato spoiler sportivo, solitamente opzionale sull’A1 Sportback, ma che qua risulta presente nella dotazione specifica della versione Citycarver.

Nativa digitale, con un design e una tecnologia da segmento superiore

Tutto ciò che di buono avevo già trovato sulla nuova A1 Sportback, lo ritroviamo anche sull’Audi A1 Citycarver. L’impatto del digitale è ormai consolidato nelle auto di Ingolstadt, e lo notiamo grazie al doppio schermo presente all’interno della vettura. Davanti alla posizione di guida c’è la strumentazione digitale da 10,25″ di serie, mentre 400 euro è la cifra da spendere per l’integrazione con il Virtual Cockpit. Al centro della plancia troneggia invece il display dell’infotainment MMI Touch da 8.8″ o 10,1″, a seconda dell’allestimento. Forse tra i migliori presenti oggi in circolazione, per fluidità, feedback al tatto, velocità, grafica e semplicità di utilizzo. Dalla versione Admired in poi sono inoltre presenti di serie Apple Car Play (anche in versione wireless) e Android Auto. Grazie alla Sim dati, le info dal traffico, aggiornamenti in tempo reale, notizie, Hotspot Wi-Fi, assistente vocale Alexa di Amazon e molto altro sono una realtà. La vettura è anche predisposta per la rete Car-to-X che metterà in collegamento vetture e infrastruttura in un futuro ormai prossimo. A richiesta, è inoltre presente l’impianto audio Bang & Olufsen da 560 Watt con tecnologia 3D, che dona un tocco più ad un abitacolo premium e al quale non manca assolutamente niente.

Buona l’abitabilità, in 4 si viaggia comodi

La piattaforma MQB AO riesce a coniugare una compattezza esterna a fronte di una buona abitabilità interna. Le sedute sono comode e non si trova più quel senso di oppressione presente sulle vetture di segmento B di qualche anno fa, come la precedente Audi A1 per esempio. Ci si sente su una vettura con la A maiuscola, c’è spazio per gambe e testa, pure per i passeggeri dietro. A patto che non si superi il metro e 85, quattro passeggeri possono viaggiare comodamente, mentre il quinto, in posizione centrale posteriore potrebbe soffrire un po’ la presenza del tunnel sotto ai piedi. Il bagagliaio presenta una capienza di 335 litri, tra i più alti della categoria, che salgono a 1090 litri abbattendo la seconda fila di sedili, secondo un frazionamento 60:40.

Si alza di 5 cm, ma non perde l’agilità grazie ad una taratura specifica delle sospensioni

Se avete subito associato l’idea di crossover a quella di auto ciondolante in curva, cascate male. La nuova Audi A1 Citycarver presenta si un leggero rollio in più rispetto alla tradizionale Sportback, ma resta comunque agile e completamente a suo agio nel misto stretto. L’anteriore ha un ottimo grip, anche se si cerca di metterla in crisi e le Hankook di cui dispone mordono bene l’asfalto, infondendo sicurezza. Lo sterzo progressivo ci consente di svoltare agilmente nelle curve a gomito e impostare traiettorie precise sui curvoni veloci, nei quali la Citycarver ci ha sorpreso per la sua stabilità. L’altezza in più da terra non incide negativamente, anzi, digerisce meglio avvallamenti e buche, assecondando meglio le ondulazioni dell’asfalto. L’assorbimento delle asperità è decisamente buono, nonostante le ruote da 18″ di cui disponeva il nostro esemplare, e quel centimetro e mezzo in più sulla spalla del pneumatico le permette di essere meno secca sui solchi profondi. Abbiamo però notato una certa rumorosità di troppo, soprattutto da parte delle sospensioni che fanno sentire il loro lavoro a bordo, così come il rumore da rotolamento dei pneumatici in autostrada. Dalle casse viene amplificato (ahimè) il sound del motore, che un po’ copre questi disturbi, ma che in compenso inonda l’abitacolo con un suono abbastanza sgradevole e innaturale. Audi, lasciaci il rumore del 3 cilindri, che va benissimo così!

Due-tre cilindri al lancio, 95 o 116 CV con l’opzione del ‘sacrosanto’ S-Tronic

Scusate il gioco di parole, ma è venuto spontaneo. Saranno due infatti le motorizzazioni presenti al lancio, previsto per novembre 2019. Entrambe 3 cilindri turbo da 1000cc in variante da 95 CV o da 116 CV. La prima è disponibile solo con cambio manuale a cinque marce. Abbiamo provato la seconda, da 116 CV e 200 Nm di coppia, abbinata all’automatico S-Tronic doppia frizione a 7 marce. Se vi state chiedendo quanto valga la pena per circa 1850 euro di sovrapprezzo, vi semplifichiamo la vita: si. Sia chiaro, il manuale 6 marce è ottimo, fluido e dagli innesti rapidi, ma la perfezione di funzionamento dell’S-Tronic non si batte. Non mi meraviglierei se, dati alla mano, consentisse al motore di erogare qualche Nm di coppia in più rispetto al manuale, ma così sembra. Grazie alla sua logica di funzionamento, viene totalmente annullato sia turbo lag (già quasi nullo su questa unità) che sottocoppia. L’S-tronic sceglie sempre la marcia più azzeccata per ogni situazione, che vogliate guidare vivaci in Dynamic o procedere mansueti in Efficency. L’erogazione è fluida e lineare, non desiderereste altra potenza, per l’utilizzo che si potrebbe fare di un’auto come questa. Non è sportiva, sia chiaro, ma questa unità fa il suo, con uno scatto sullo 0-100 km/h coperto in 9,4 secondi, per circa 200 km/h di velocità massima. Per gli irriducibili, arriverà ad inizio 2020 anche il 4 cilindri 1.5 TFSI da 150 CV e 250 Nm di coppia. Comparto ADAS ai vertici della categoria, con frenata di emergenza e mantenitore della corsia di serie, con possibilità di aggiungere anche il Cruise control adattivo, accedendo così ad un sistema di guida assistita di secondo livello. Dalle poche ore in compagnia dell’ A1 Citycarver, con l’1.0 3 cilindri da 116 CV abbiamo registrato un consumo medio, in ciclo misto di circa 15 km al litro.

Da novembre 2019, a partire da 23.950 euro

La versione 25 TFSI, con l’1.0 3 cilindri da 95 CV, cambio manuale 5 marce e in allestimento base parte da un prezzo di 23.950 euro (2.100 in più rispetto all’A1 Sportback), che salgono a 24.700 euro per la versione 30 TFSI. Il cambio S-Tronic si paga 1850 euro e rappresenterà più del 50% delle configurazioni di acquisto della nuova Citycarver. Non sono ancora stati rilasciati i prezzi per la futura 35 TFSI da 150 CV. Il pacchetto Edition One, come quello che vedete qua in foto e in video, è una configurazione particolare, con molteplici particolari specifici ed esclusivi, ad un sovrapprezzo di 6.800 € per la versione base e 5.500 € per la versione Admired.

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