DS Automobiles: il passato e l’iconica distinzione di plancia e superfici vetrate [FOTO]

Tecnica e stile

La firma di Flaminio Bertoni e il lavoro del Centro Stile per dare forma ad alcuni aspetti della storica DS

Una plancia ridefinita rispetto all’impostazione precedente e le ampie superfici vetrate sono caratteristiche interessanti, parlando della storica DS.

La nuova plancia

Una scelta legata alla riorganizzazione dei modelli ID e DS, che uniforma alcune caratteristiche dei degli esemplari sulle vetture del ’70. Una plancia di bordo similare, tanto da annullare la denominazione commerciale ID e rimarcare il concetto DS.
Dspécial, Dsuper, Dluxe prendono il posto di ID, DS20 e DS21, come ricordato, figurando come l’evoluzione della panoramica DS sino alla innovativa DS21 Iniezione Elettronica, proposta a ottobre del ’69, pensando appunto all’anno seguente. Una plancia più attualizzata dal punto di vista visivo, sempre considerando il periodo, includendo nuovi interruttori rettangolari per funzione con un sistema che consente un rientro a filo di plancia in caso di eventuale incidente, massimizzando la sicurezza.
Un’evoluzione protratta dal 1955, come ricordato al debutto della prima DS19 e dall’utilizzo avanzato e peculiare di un pezzo di nylon esteso oltre 150 cm, una rarità, ma sensibile alle variazioni termiche, quindi mantenendo un connotativo design “a onda” un’armatura in lamiera e cornice in alluminio zigrinato per strumentazione e interruttori, preservando le caratteristiche di consistenza rispetto alle temperature e sicurezza. Impostazione rimasta sostanzialmente immutata sino al 1968, con una ridefinizione razionale di interruttori e dettagli, come segnalato e ricordato.

Una visione ampia

Altra questione di rilievo: la visibilità. Una nuova sfida, come si sottolinea, considerando la richiesta iniziale dell’ingegnere André Lefebvre rivolta al designer Flaminio Bertoni. Un ambiente completamente diverso rispetto alla storica Traction Avant.
Il celebre creatore varesino sviluppò un’idea della futura DS impiegando blocchi di plastilina, prendendo spunto dalla forma aerodinamica di un pesce, affinando l’impostazione sino al momento in cui le sole superfici piane rimaste furono quelle di vetro laterali.
Quindi si raggiunse ben 2,25 metri quadri di cristalli. Il parabrezza era ampio, inclinato e panoramico e lo stesso si pensò per la zona posteriore, adottando vetri curvi che ottimizzassero la resa aerodinamica. Servì qualche anno in più per il lunotto retrostante, portando una sicura soluzione in cristallo sulle versioni berlina e Break all’inizio degli anni ’60, come ricordato.

Foto: DS Automobiles

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