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Carlos Ghosn, blocco aereo per lui indetto da Libano

Secondo quanto riporta ora la CNN, l'ex CEO di Nissan sarebbe vincolato sul territorio libanese da un divieto di volo verso l'estero. In pratica è latitante in Libano, ha fatto perdere le sue tracce ma non può prendere un altro volo per abbandonare il paese. Alcune voci di corridoio rivelano che ci sarebbe anche qualcuno disposto ad offrirgli un posto al governo del paese. A peggiorare la situazione di Ghosn ci si mette anche l'Interpol, il quale ha comunicato di essere alla ricerca del fuggitivo e avrebbe divulgato una "Red Notice" per poter catturare Ghosn, ricercato in primis dalla polizia giapponese. Per tutte le informazioni circa la difesa di Ghosn, che si dichiara "vittima di un complotto governativo giapponese" vi rimandiamo a questo nostro articolo. Sarebbe riuscito a parlare con la stampa libanese direttamente da Beirut, tramite canali che garantissero la sua incolumità. Tra le principali richieste dell'ex manager brasiliano, vi è il desiderio di poter essere processato in un paese che sappia riconoscergli i suoi diritti così da poter affrontare un processo equo e giusto. Grazie alla sua doppia cittadinanza Brasiliana e Francese potrebbe rifugiarsi in uno di questi due paesi, i quali lo renderebbero immune dalla richiesta d'estradizione del Giappone, ma il divieto di volo imposto dal Libano impediscono questa opzione.

Ghosn: "Fuggo dall'ingiustizia, non dalla giustizia"

Questa sarebbe la frase celebre riferita alla stampa libanese dopo i suoi pochi minuti di gloria, in cui Ghosn sarebbe riuscito almeno a comunicare al mondo le sue ragioni. Non sarebbe fuggito dal Giappone per scappare alla loro giustizia, quanto più alla loro ingiustizia, considerando tra l'altro, che il Giappone ha un tasso di condanne per reati finanziari e non solo che supera il 99%. In pratica, se non fosse scappato o se venisse processato in Giappone, la sua probabilità di venire condannato sarebbe pressoché certezza. [post_title] => Carlos Ghosn è latitante in Libano, non può lasciare il paese [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => carlos-ghosn-e-latitante-in-libano-non-puo-lasciare-il-paese [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2020-01-10 14:35:44 [post_modified_gmt] => 2020-01-10 13:35:44 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=683191 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Carlos Ghosn è latitante in Libano, non può lasciare il paese

Ora latitante in Libano, cercherebbe il modo di raggiungere Francia o Brasile

L'ex CEO di Nissan Carlos Ghosn è ancora alle prese con la sua fuga, e sarebbe bloccato in Libano, paese non disposto a proteggerlo ma bensì capace di negargli il permesso di abbandonare il paese. Come si evolverà la vicenda?
Carlos Ghosn è latitante in Libano, non può lasciare il paese

La vicenda dell’ex dirigente di Nissan Carlos Ghosn risulta essere sempre più fitta e sempre più complicata, tanto da diventare quasi la trama di una drammatica telenovelas. Dopo la sua repentina e rocambolesca fuga dal Giappone all’interno di una presunta custodia di uno strumento musicale, il Libano, paese verso il quale è fuggito, sembra aver rifiutato la sua richiesta d’asilo. Il tutto dopo aver parlato con i media giapponesi che avrebbero informato il governo libanese circa le modalità di fuga di Ghosn, aiutato da alcune compagnie aeree turche.

Carlos Ghosn, blocco aereo per lui indetto da Libano

Secondo quanto riporta ora la CNN, l’ex CEO di Nissan sarebbe vincolato sul territorio libanese da un divieto di volo verso l’estero. In pratica è latitante in Libano, ha fatto perdere le sue tracce ma non può prendere un altro volo per abbandonare il paese. Alcune voci di corridoio rivelano che ci sarebbe anche qualcuno disposto ad offrirgli un posto al governo del paese. A peggiorare la situazione di Ghosn ci si mette anche l’Interpol, il quale ha comunicato di essere alla ricerca del fuggitivo e avrebbe divulgato una “Red Notice” per poter catturare Ghosn, ricercato in primis dalla polizia giapponese.

Per tutte le informazioni circa la difesa di Ghosn, che si dichiara “vittima di un complotto governativo giapponese” vi rimandiamo a questo nostro articolo. Sarebbe riuscito a parlare con la stampa libanese direttamente da Beirut, tramite canali che garantissero la sua incolumità. Tra le principali richieste dell’ex manager brasiliano, vi è il desiderio di poter essere processato in un paese che sappia riconoscergli i suoi diritti così da poter affrontare un processo equo e giusto. Grazie alla sua doppia cittadinanza Brasiliana e Francese potrebbe rifugiarsi in uno di questi due paesi, i quali lo renderebbero immune dalla richiesta d’estradizione del Giappone, ma il divieto di volo imposto dal Libano impediscono questa opzione.

Ghosn: “Fuggo dall’ingiustizia, non dalla giustizia”

Questa sarebbe la frase celebre riferita alla stampa libanese dopo i suoi pochi minuti di gloria, in cui Ghosn sarebbe riuscito almeno a comunicare al mondo le sue ragioni. Non sarebbe fuggito dal Giappone per scappare alla loro giustizia, quanto più alla loro ingiustizia, considerando tra l’altro, che il Giappone ha un tasso di condanne per reati finanziari e non solo che supera il 99%. In pratica, se non fosse scappato o se venisse processato in Giappone, la sua probabilità di venire condannato sarebbe pressoché certezza.

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