FCA-PSA: la famiglia Peugeot intenzionata ad aumentare la propria quota nella nuova società

FCA-PSA: la famiglia Peugeot intenzionata ad aumentare la propria quota nella nuova società

Incrementare la partecipazione è una priorità dei Peugeot

La famiglia Peugeot annuncia di voler aumentare rapidamente la propria quota all'interno della nuova società che sta nascendo dalla fusione tra Groupe PSA e Fiat Chryserl Automobiles.
FCA-PSA: la famiglia Peugeot intenzionata ad aumentare la propria quota nella nuova società

Una scalata rapida al colosso che sta nascendo dalla fusione tra Fiat-Chrysler e Group PSA: è questa la chiara intenzione della famiglia Peugeot, pronta ad aumentare in tempi brevi la sua partecipazione nella nuova società.

Ad annunciarlo nelle scorse ore, in un’intervista al quotidiano francese L’Est Republicain, è stato Jean-Philippe Peugeot, responsabile della holding Etablissements Peugeot Frères.

Incremento partecipazione è prioritaria

Gli accordi fin qui siglati consentono agli eredi del fondatore del costruttore francese la possibilità di poter incrementare la quota del capitale di circa il 6,2%, rilevando un ulteriore 2,5% solo dagli altri due azionisti rilevanti di PSA: la Bpifrance Participations, il soggetto titolare della quota in possesso dello Stato, e la cinese Dongfeng Motors. Un’opportunità che, spiega Jean-Philippe Peugeot, rappresenta attualmente la principale priorità della sua famiglia: “Per ottenere questa possibilità, le trattative sono state complesse e l’esito non scontato. Non appena saremo certi del perfezionamento della fusione, la mia famiglia lancerà i necessari segnali a favore dell’incremento”.

All’orizzonte un’uscita totale dello Stato francese da PSA?

Tra le novità nell’azionariato di PSA che potrebbero arrivare con la fusione con Fiat-Chrysler c’è anche quella di una possibile uscita dello Stato francese, azionista del costruttore automobilistico transalpino dal 2014. Al momento lo Stato francese, la famiglia Peugeot e la cinese Dongfeng detengono il 12,2% ciascuno di PSA, quota che scenderà intorno al 6,2% dopo la fusione con FCA. L’ipotesi dell’uscita totale dello Stato da PSA viene presa in considerazione anche da Jean-Philippe Peugeot: “La mia famiglia ringrazia lo Stato per essere stato presente quando, tra il 2013 e il 2014, la PSA era in difficoltà. Tuttavia, penso che non rimarrà azionista per sempre. Senza alcun dubbio rimarrà il tempo necessario per garantire la salvaguardia dei posti di lavoro francesi”.

Dongfeng potrebbe cedere parte delle azioni

C’è poi Dongfeng che invece potrebbe diventare sempre più marginale, riducendo la propria quota al 4,5%, con una cessione delle azioni al Gruppo o alla famiglia Peugeot. Mossa quest’ultima che potrebbe eventualmente agevolare il nulla aosta delle autorità americane antitrust (che non vedono di buon’occhio la presenza cinese) sulla fusione FCA-PSA. Possibile però anche una riduzione della partecipazione di Dongfeng ancora più marcata, come si evince della parole di Jean-Philippe Peugeot: “Forse venderanno in parte, ma non credo venderanno tutta la quota. Certo, le attività della PSA in Cina non hanno soddisfatto le nostre aspettative, ma per la Dongfeng è un problema di minor importanza”.

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