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La vettura

Matteo Panini, proprietario e curatore del Museo Panini, introduce questa vettura Sport sottolineando il carattere e l'interessante realizzazione. Dal ritiro dal Mondiale nel 1957 dopo il successo di Juan Manuel Fangio, all'invito del pilota statunitense Lucky Casner che spinge a realizzare questa vettura. Il punto di partenza è un telaio composto da 200 tubi con diametro differente (8, 10 e 12 mm), che definiscono un corpo simile a una “gabbia di uccello”, come detto. Nel filmato figurano anche gli interventi di Adolfo Orsi Jr., nipote del titolare della Maserati dal 1937 al 1938 e l'esperto Ermanno Cozza. Il primo ricorda che l'ingegnere Alfieri probabilmente aveva pensato a un telaio monoscocca, ma in quel periodo in Italy non c'era a disposizione l'opportuna tecnologia per realizzarlo. Il secondo sottolinea l'idea e il lavoro dello storico disegnatore Molinari, definendo una struttura composta da 200 tubi di diametro diverso. Le immagini consentono anche un'occhiata all'interno, per osservare la suggestiva e ramificata disposizione. Una volta notata dagli americani, è stata subito ribattezzata "Birdcage". Un nome forse nato anche dalla visita di un giornalista statunitense in fabbrica, in base a quando riaffiora pensando al periodo. Ma lo stesso Panini ricorda, invece, che a Modena si era utilizzato un'altrettanto connotativa similitudine, utilizzando per quella peculiarità i termini "Spaghetti, Spaghettoni". In questo progetto, soffermandosi poi sulla tecnica, il telaio sostiene la carrozzeria. Il risultato è un ottimizzato bilanciamento delle masse, consentendo una dinamica non troppo distante dalle vetture moderne. Tra gli aspetti oltre a motore piuttosto potente (nel tempo di raggiunse la soglia dei 320 cavalli, recuperando le informazioni sulla vettura), anche un impianto composto da quattro freni a disco. Video: Maserati Immagine di apertura ripresa dal filmato [post_title] => Maserati Tipo 63: un'icona altrettanto nota come “Birdcage” [VIDEO] [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => maserati-tipo-63-caratteristiche-storia-vettura-video [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2020-02-03 15:38:00 [post_modified_gmt] => 2020-02-03 14:38:00 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=686328 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Maserati Tipo 63: un’icona altrettanto nota come “Birdcage” [VIDEO]

Sport del 1961

Un progetto successivo all'epopea in Formula 1 del Tridente. Un nuovo modello protagonista della serie "Made in Modena"
Maserati Tipo 63: un’icona altrettanto nota come “Birdcage” [VIDEO]

“Birdcage”, anche con questo nome è ricordata la storica Maserati Tipo 63. Il riferimento è collegato al suo telaio realizzato in tubi, simile appunto a una “gabbia di uccello”. Una peculiarità tecnica vincente.

La vettura

Matteo Panini, proprietario e curatore del Museo Panini, introduce questa vettura Sport sottolineando il carattere e l’interessante realizzazione. Dal ritiro dal Mondiale nel 1957 dopo il successo di Juan Manuel Fangio, all’invito del pilota statunitense Lucky Casner che spinge a realizzare questa vettura. Il punto di partenza è un telaio composto da 200 tubi con diametro differente (8, 10 e 12 mm), che definiscono un corpo simile a una “gabbia di uccello”, come detto.
Nel filmato figurano anche gli interventi di Adolfo Orsi Jr., nipote del titolare della Maserati dal 1937 al 1938 e l’esperto Ermanno Cozza. Il primo ricorda che l’ingegnere Alfieri probabilmente aveva pensato a un telaio monoscocca, ma in quel periodo in Italy non c’era a disposizione l’opportuna tecnologia per realizzarlo. Il secondo sottolinea l’idea e il lavoro dello storico disegnatore Molinari, definendo una struttura composta da 200 tubi di diametro diverso. Le immagini consentono anche un’occhiata all’interno, per osservare la suggestiva e ramificata disposizione.
Una volta notata dagli americani, è stata subito ribattezzata “Birdcage”. Un nome forse nato anche dalla visita di un giornalista statunitense in fabbrica, in base a quando riaffiora pensando al periodo. Ma lo stesso Panini ricorda, invece, che a Modena si era utilizzato un’altrettanto connotativa similitudine, utilizzando per quella peculiarità i termini “Spaghetti, Spaghettoni”.
In questo progetto, soffermandosi poi sulla tecnica, il telaio sostiene la carrozzeria. Il risultato è un ottimizzato bilanciamento delle masse, consentendo una dinamica non troppo distante dalle vetture moderne. Tra gli aspetti oltre a motore piuttosto potente (nel tempo di raggiunse la soglia dei 320 cavalli, recuperando le informazioni sulla vettura), anche un impianto composto da quattro freni a disco.

Video: Maserati
Immagine di apertura ripresa dal filmato

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