Toyota Driving Academy: l’emozione di danzare sul ghiaccio con GT86 e Supra

Toyota Driving Academy: l’emozione di danzare sul ghiaccio con GT86 e Supra

Con le sportive giapponesi tra pendoli e spazzolate in stile rally

La cosa più divertente che si possa fare con un'auto? Probabilmente guidarla su circuito innevato. Se poi le auto in questione sono due tra le sportive più gustose e genuine sul mercato, la GT86 e la Supra, ecco che il tutto diventa incredibilmente divertente. Per imparare a padroneggiarle a fondo, acquisendo la giusta tecnica, i preziosi consigli degli istruttori della Toyota Driving Academy.
Toyota Driving Academy: l’emozione di danzare sul ghiaccio con GT86 e Supra

Totoya Driving Academy – La curva arriva lì, verso sinistra. Eppure ti ritrovi a dare, in rapida sequenza, un colpo di sterzo deciso verso destra e poi, subito a sinistra, insieme ad un colpetto di freno. E se l’anteriore, complici le gomme chiodate, segue i comandi impartiti, la coda, invece, sembra prendere la tangente. Ma niente paura baby, è l’effetto pendolo, l’arte della spazzolata. Visto fare a Sébastien Ogier sui fondi innevati della Svezia (finché c’era la neve), fa un certo effetto. Essere in grado di farlo noi, dopo una giornata a fianco degli istruttori della Toyota Driving Academy, è una soddisfazione mica da poco.
Le grandi protagoniste della giornata sono loro, due tra le sportive più genuine ed appaganti sul mercato. La GT86 non ha certo bisogno di presentazioni, dato che ha stregato qualsiasi appassionato l’abbia guidata. Una vettura viva, sincera, old style, che ti fa riscoprire, curva dopo curva, il vero sapore della guida. I 200 cv del suo boxer aspirato bastano e avanzano per regalare emozioni che sono merce sempre più rara, anche su vetture che hanno il doppio di cavalli e listini da capogiro. L’altra, invece, è l’attesissima Supra, il ritorno di un mito. Ti conquista per la linea, unica e personalissima. Cofano sconfinato, abitacolo arretrato, corpo vettura basso e coda rastremata e sfuggente. Design che lascia trasparire il DNA da sportiva DOC, che vuol dire baricentro basso, perfetta distribuzione dei pesi al 50:50 tra gli assi. La trazione, ovviamente, è rigorosamente sulle ruote posteriori, dove troviamo anche un graditissimo autobloccante a controllo elettronico, mentre la trasmissione è solo ed esclusivamente automatica, affidata al sempre convincente ZF ad 8 rapporti. Sotto al cofano, un sei in linea capace di erogare la bellezza di 340 Cv e 500 Nm di coppia. Dotato di turbina a geometria variabile e della fasatura variabile delle valvole, porta la Supra a 100 km/h in appena 4.3 secondi. Uno scatto bruciante che promette di continuare fino alla velocità di punta, limitata elettronicamente a 250 km/h.

Istruttori di assoluto livello, dalla guida sportiva all’ibrido

Per imparare a gestire le vetture, di fianco ad ogni corsista, istruttori del calibro di Tobia Cavallini, Luca Filippi e Matteo Bobbi, insomma, gente che negli anni ha portato a casa più di qualche trofeo. La Toyota Driving Academy, peraltro, è assolutamente trasversale, dato che ai corsi su neve e ghiaccio si affiancano quelli su pista, come anche quelli di guida eco-friendly. Ogni cliente che acquista un’ibrida Toyota, infatti, entro tre mesi dall’acquisto, ha la possibilità di effettuare gratuitamente un corso presso la concessionaria in cui ha comprato l’auto. Il risultato? Grazie ai consigli degli istruttori della Driving Academy, gli utenti riescono ad ottenere una riduzione dei consumi del 30%, andando a modificare le più semplici abitudini di guida, come l’arrivo e la ripartenza dal semaforo. Ma torniamo alla neve e ghiaccio, perché su fondi così, è un attimo che i 340 Cv della Supra ci scappino di mano…

Una splendida danza tra sotto e sovrasterzo

Le condizioni che abbiamo trovato lungo il tracciato ghiacciato di Champoluc erano davvero “estreme”, viste le temperature insolitamente alte per la stagione. La neve presente, quasi sciolta, lasciava emergere gli scivolosissimi lastroni di ghiaccio. Pronti via, una volta entrati in pista, impressiona come le reazioni siano sorprendentemente lente, molto progressive. In ingresso curva, l’anteriore sembra andare inesorabilmente dritto. Ed occhio a non cadere nella tentazione di dare ancora più sterzo: l’effetto che si ottiene, infatti, è quello opposto di generare ancora più sottosterzo. Da questa fase di ingresso curva, cercando il pendolo ed il trasferimento di carico, si passa rapidamente al momento in cui è la coda ad allargare la traiettoria, ed allora via di sovrasterzo, con gran lavoro di braccia e dosaggio certosino del gas. In questo caso, però, ci vuole tanta rapidità.

Se in ingresso curva avviene tutto abbastanza “al rallentatore”, il passaggio dal sotto al sovrasterzo avviene in maniera decisamente rapida. Una volta corretta la coda, la curva la si chiude in sovrasterzo, in spazzolata, gestendo il tutto, come detto, con il gas. E poi l’utilizzo del freno. Istintivamente, su ghiaccio, non avremmo mai sfiorato il pedale del freno. Ed invece il freno va proprio usato, perché in ingresso curva, specie in quelle più strette, basta un colpetto sul pedale e la vettura curva praticamente senza sterzo, coordinando al meglio freno e gas. Alla fine si tratta quasi di una danza, dove bisogna alternare movimenti dolci e progressivi nella prima fase della curva, per poi essere rapidi e decisi nella seconda. Grazie ai preziosi consigli degli istruttori, a fine giornata, la nostra guida migliora incredibilmente: soltanto qualche ora prima, vedendo il percorso, non avremmo mai creduto che, a fine giornata, saremmo stati in grado di guidare in quel modo.

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