Coronavirus, MTA di Codogno chiede di riprendere il 10% dell’attività: a rischio produzione FCA, Renault, BMW e Peugeot

Lo stop all'azienda lodigiana rischia di bloccare diverse Case

La MTA di Codogno, azienda di componentistica fornitrice tra gli altri di FCA, Renault, BMW e Peugeot, ha chiesto alle autorità di poter riprendere il 10% delle attività produttive per evitare lo stop produttivo delle Case automobilistiche con cui collabora.
Coronavirus, MTA di Codogno chiede di riprendere il 10% dell’attività: a rischio produzione FCA, Renault, BMW e Peugeot

Gli effetti delle misure per tentare di arginare il contagio da coronavirus in Italia sono immediati per molte delle attività produttive che sono collocate all’interno della cosiddetta “zona rossa”, ovvero i quei territori, nel lodigiano e nel padovano, dove finora sono stati identificati i due focolai del nuovo coronavirus nel nostro Paese. 

MTA di Codogno rifornisce diverse Case automobilistiche

Tra le aziende interessate delle disposizioni del Ministro della Salute, che ha chiuso lo stabilimento produttivo di Codogno, c’è la MTA, azienda specializzata nello sviluppo e nella produzione di prodotti elettromeccanici ed elettronici destinati ai diversi costruttori automobilistici.  La MTA di Codogno è infatti fornitrice tra gli altri di FCA, Renault, BMW e Peugeot.

L’azienda: “Fateci riprendere il 10% delle attività”

Da ciò si deduce come uno stop totale alla produzione di MTA ha delle conseguenze immediate sulle attività delle Case automobilistiche sopracitate. Per tale motivo l’azienda lodigiana ha fatto richiesta alle autorità di poter consentire al 10% della propria forza lavoro (circa 60 persone) il rientro alle attività produttive.

Evitare ulteriore aggravi economici e sociali

Nella nota dell’azienda si legge: “La parziale ripresa delle attività di MTA Codogno permetterebbe all’azienda di poter espletare le consegne nelle tempistiche imposte dai clienti, consentendo agli stabilimenti italiani ed esteri delle case costruttrici di veicoli, con le quali collabora, di non interrompere le linee di produzione, evitando ulteriori aggravi dal punto di vista economico e sociale”.

A rischio la produzione di FCA Mirafiori, Cassino e Melfi

Sulle conseguenze pratiche per i costruttori spiega che: “L’impossibilità di consegnare le merci porterà, infatti, già dalla giornata di mercoledì 26 p.v. al fermo delle tre linee di produzione di FCA Mirafiori, Cassino, Melfi e a quelle di Sevel. A seguire, dal 2 marzo, tutti gli altri stabilimenti FCA in Europa e quelli di Renault, BMW e Peugeot. Qualora la disposizione di chiusura forzata dovesse permanere, verrebbero coinvolti altri produttori quali Jaguar Land Rover, Iveco, CNH e Same, solo per citarne alcuni, con conseguenze irreparabili per l’azienda e il personale occupato”.

MTA rassicura sulle misure di sicurezza per la salute dei propri lavoratori

Per questo MTA ha chiesto di potere far lavorare circa 60 persone “su un’ingente area coperta di 40.000 metri quadrati e previa verifica quotidiana dello stato di salute di ogni lavoratore, con riguardo ai sintomi e segni della COVID19. MTA – prosegue la nota aziendale – ha già affrontato l’emergenza COVID19 nel proprio stabilimento produttivo cinese di Shanghai, e dunque conosce tutte le procedure necessarie per continuare a produrre nella piena sicurezza dei propri lavoratori”.

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