GFG Style: introdotte tre concept car, tra queste la barchetta Bandini Dora [FOTO]

Tre esempi di alto stile italiano

Due futuristiche configurazioni di Vision 2030 e un'altra concept, che rievoca lo storico brand romagnolo, sono le interessanti novità presentate nell'occasione da Fabrizio e Giorgetto Giugiaro

Vision 2030, Vision 2030 Desert Raid e Bandini Dora sono gli interessanti prototipi definiti da GFG Style. Differenti espressioni tutte elettriche e a trazione integrale, distinguibili per tonalità, impostazione, caratterizzazione. Due avveniristiche concept car dotate di quattro ruote motrici, assieme al piacevole ritorno di un brand italiano che dal 1946 al 1992 ha realizzato prestigiose barchette da competizione a due posti.

Bandini Dora

Una “Barchetta” dotata di trazione integrale, come accennato, spinta da due propulsori elettrici per complessivi 400 kW e 680 Nm di coppia, tradotti in uno scatto da 0 a 100 km/h in 3,3 secondi e 250 km/h di velocità limitata. Tra le indicazioni fornite, un’autonomia per ricarica superiore ai 450 km, valutando le caratteristiche del modello e l’impiego di una batteria da 90 KWh. Porta lo stesso nome della madre del fondatore dell’omonimo marchio, Ilario Bandini.
Un’aerodinamica biposto sviluppata su telaio in alluminio e dotata di una carrozzeria in fibra di carbonio, rimandando per impostazione alle caratteristiche sportive realizzate da Bandini negli anni ’50. Spiccano le dimensioni della vettura e dello stesso cofano, data una lunghezza di 4.800 millimetri di cui 3 metri riservati al passo, una larghezza di 2 metri e un’altezza di 1.150 mm, così come sono peculiari i vari elementi tecnici ed estetici funzionali dal punto di vista aerodinamico.
Connotativo anche il pilastro strutturale che arricchisce la linea laterale suggerendo un profilo da coupé, tangenziale all’assale anteriore centrale, come indicato. Quello longitudinale risulta di tipo strutturale, sfociando nella zona retrostante come supporto all’apertura del cofano, associata a uno spoiler a gestione automatica. Distintiva anche la disposizione avvolgente del parabrezza sotto i pilastri.
In sintesi: un curato intreccio di linee che definiscono all’esterno un “doppio movimento incrociato”, con gruppi ottici anteriori arricchiti da luci DRL presenti nella parte più esterna del cofano, lungo il profilo laterale, anche questi piuttosto ricercati. Si notano diversi elementi aerodinamici, altri indizi che ne sottolineano la natura sportiva.
All’interno poi, accedendo da porte a forbice automatizzate, l’area del guidatore appare delimitata rispetto a quella del passeggero. La posizione di guida è regolabile agendo su pedaliera e piantone di sterzo tramite comandi, inoltre il volante a cloche è collegato a un monitor touchscreen tramite cui gestire diversi parametri. Le sedute sono sviluppate in pelle e carbonio ed è possibile gestire solo altezza e posizione dello schienale, come segnalato ancora, in un ambiente definito con materiali e soluzioni tecnologiche di pregio. Si prospetta una possibile produzione in serie limitata, considerando le parole del nipote di Ilario, Michele Bandini.

Vision 2030 e Vision 2030 Desert Raid

Altre due “visioni” biposto futuristiche e distinguibili per impostazione. Il primo prototipo elettrico, mostrato al Riyadh Motor Show a novembre, è stato studiato per affrontare diversi tipi di terreno, grazie a una trazione di tipo integrale. Un esemplare avveniristico, pesato osservando i percorsi dell’Arabia Saudita. La seconda concept car, studiata per una maggiore propensione ad affrontare percorsi fuoristrada, include rivestimenti funzionali e un differente set-up delle sospensioni regolabili, come emerso. La parte propulsiva genera 380 kW e 680 Nm di coppia distribuita verso gli assi e tradotta in uno scatto da 0 a 100 km/h in 3,8 secondi.

Foto: GFG Style

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