Autocertificazione Coronavirus: come farla e quando serve in auto

Autocertificazione Coronavirus: come farla e quando serve in auto

Compilazione, download del modulo e cosa si rischia in caso di dichiarazione falsa

Autocertificazione Coronavirus: come farla e quando serve in auto

Con l’allargamento delle restrizioni di spostamento a tutto il Paese per arginare la diffusione dei contagi da COVID-19, ovvero il Coronavirus, la circolazione sulle nostre strade è diventata estremamente più ridotta oltre che controllata. Le Forze dell’Ordine sono autorizzate a fermare e controllare chiunque e possono chiedere quale sia il motivo della nostra presenza al di fuori del nostro domicilio. Per poter circolare è obbligatorio avere un motivo valido e compilare un’autocertificazione che, in quanto tale, dovrà essere veritiera, altrimenti si incorrerà in diverse sanzioni di livello penale. Cerchiamo di capire bene come ci si comporta.

Come compilare il modulo e quando serve

Il modulo di autocertificazione per lo spostamento, scaricabile a questo link, deve essere compilato dal cittadino con tutti i suoi dati personali e successivamente firmato sia da lui che dall’operatore di polizia. Non è chiaro se, nel caso si viaggi in auto con due o più persone, occorra che ogni cittadino abbia con sé la propria autocertificazione. Noi consigliamo, nel dubbio, di prepararne una a testa. Sul modulo è obbligatorio specificare le motivazioni per le quali si sta circolando. Sono quattro risposte univoche tra cui scegliere: comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute, rientro presso il proprio domicilio. La voce “situazione di necessità” è quella eventualmente da scegliere nel caso vi stesse recando in farmacia o al supermercato per fare rifornimenti. Queste dichiarazioni potranno essere sottoposte a verifica da parte delle Forze dell’Ordine e, in caso di falsa dichiarazione, si rischiano sanzioni da codice penale.

Cosa si rischia in caso di dichiarazione falsa

Un’autocertificazione, anche in un periodo non di emergenza, costituisce un atto pubblico, dato che normalmente viene consegnata ad un soggetto con ruolo di pubblico ufficiale. Nel caso la dichiarazione fosse falsa, si tratterebbe di reato di “falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico” ed è punibile con la reclusione da uno a sei anni. Ovviamente, però, in questo momento in Italia la situazione è molto diversa e si rischia persino che in Lombardia chiudano tutti i negozi e gli uffici, per cui il reato di falsa autocertificazione è soggetto a pene notevolmente più severe. Oltre a quanto già detto, si aggiungono i reati di “innoservanza di provvedimenti dell’Autorità” (per aver violato le restrizioni della Zona Rossa), punibile con l’arresto fino a 3 mesi e una multa fino a 206 €, quello di “delitti colposi contro la salute pubblica”, punibile con il carcere da 3 a 12 anni, e infine con il reato di “epidemia”, che in caso di comprovato dolo prevede persino l’ergastolo. Ne varrebbe la pena solo per farsi un aperitivo?

Foto: Pagina ufficiale Polizia di Stato su Facebook

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