Mazda Mx-5 30th Anniversary: antidepressivo con le ruote PROVA SU STRADA

In un mondo sempre più digitale, regala ancora il piacere della guida "analogica", old school

Un aspirato in cui la grinta va cercata in alto, con l'ausilio dello splendido manuale. Una guida fatta di leggerezza, agilità, con la potenza scaricata sulle ruote posteriori, dove lavora un autobloccante meccanico. E poi, il piacere di viaggiare con il vento tra i capelli, il tutto senza rinunciare, tutto sommato, ai comfort ed alle dotazioni di un'auto da tutti i giorni. Al bando suv e crossover, se volete tornare a guidare con il sorriso, ogni giorno, la Mx-5 è proprio quello che fa per voi. Anzi, per tutti gli appassionati della guida.

Mazda Mx-5 – Sono poche, anzi, ormai una vera rarità le auto che ti “invitano” a metterti alla guida, senza una meta, giusto per il piacere di guidare. Una di quelle auto capaci di diventare un antidepressivo contro la monotonia delle settimane lavorative. Domenica di sole, in un batter d’occhio giù il soft top, rigorosamente manuale, e via a cercare un po’ di curve. Non perché “devi” farlo, ma per il gusto di farlo, per la libidine che può ancora regalare la guida. Tutto questo è la Mazda Mx-5, un mix perfetto che, non a caso, generazione dopo generazione, rimanendo sempre fedele a sé stessa, giunge a festeggiare i suoi 30 anni di onoratissima carriera, divenendo la roadster più venduta di tutti i tempi. E proprio per l’occasione la casa giapponese ha voluto regalare, ai fan della spiderina tutta divertimento e semplicità, una “limited edition” che ne esalta ancor più i tratti dedicati, manco a dirlo, al puro piacere di guida. Cerchi in lega forgiati con tinta nera (cattivissimi), ed un impianto frenante dedicato, griffato Brembo all’anteriore e Nissin al posteriore. Essendo una 2.0, si aggiungono poi l’assetto Bilstein e la chicca dell’autobloccante posteriore. La “30th Anniversary” è stata realizzata in 90 esemplari, tutti nella particolarissima colorazione “Racing Orange”, che non passa di certo inosservata…

Design e Interni:

 ★★★★½ 

Con la colorazione dedicata, acquisisce ancora più personalità

Per essere leggeri, agili, occorre contenere peso: notorio che dimensioni sovrabbondanti mal si conciliano con quest’obiettivo. E proprio per questo la Mx-5 ND è piccola. Sorprendentemente piccola nel momento in cui ti affianchi al semaforo al maxi-suv di turno. Si è seduti praticamente su di un go-kart. Sebbene sia stata presentata nel 2014, la linea della ND (sigla identificativa dell’attuale generazione, le precedenti sono state, rispettivamente, NA, NB, NC), non ha perso un grammo della sua freschezza e della sua originalità. I tratti salienti sono la grossa presa d’aria anteriore, lì a dominare la strada, i fari (con funzione matrix) incastonati nella carrozzeria, tanto da sembrare quasi scolpiti con una lama, ed il cofano lunghissimo, quasi sconfinato. L’abitacolo è così “arretrato” che praticamente il sedile di guida finisce per essere quasi all’altezza dell’asse posteriore, a tutto vantaggio delle sensazioni trasmesse a chi ha la fortuna di mettersi al volante. L’andamento della fiancata è decisamente dinamico, sinuoso, con i parafanghi ed i passaruota molto scolpiti, che sembrano contenere a fatica le pur non enormi ruote da 17”. La cosa bella è che i parafanghi sono così pronunciati da risultare visibili anche dal posto guida: un dettaglio esaltante per una macchina capace di mostrare le sue forme anche in movimento.

Abitacolo: essenziale, intimo, ma tutt’altro che spartano

Nel puro spirito da roadster, nell’abitacolo la Mx-5 è essenziale, semplice, ma tutt’altro che spartana. Anzi, in quest’ultima versione non manca proprio nulla per far sentire coccolati gli occupanti, a partire dai bellissimi sedili in alcantara della Recaro (che però non si regolano in altezza). La posizione di guida, ovviamente, è da sportiva vera: gambe distese, voltante verticale, tutto sembra essere pensato per pennellare le curve di una strada che costeggia la costa, con il vento che accarezza i capelli. Il volante, però, ci sarebbe piaciuto di un diametro un filo più ridotto.

Dal posto guida si governa la strumentazione con il grosso contagiri ben in vista e rigorosamente (e per fortuna) analogico. Il gusto di vedere la lancetta “fisica” di un aspirato salire verso la zona rossa è ormai un’emozione più unica che rara in un mondo di cruscotti digitali da astronave di Star Wars. Detto ciò, come anticipato, non manca nulla che faccia rimpiangere i comfort di una berlina. Sedili riscaldati, radar anteriore anticollisione, blind sport indicator, mantenimento di corsia, un sistema d’infotainment facile ed intuitivo nonché completo e la graditissima telecamera posteriore (anche qui, per fortuna, visto che con la capote su, dal piccolo lunotto si vede ben poco). Sebbene strettamente intimo e rigorosamente per due, se non siete dei giocatori di NBA tutto sommato lo spazio non manca. Ciò che manca, invece, è la presenza di vano portaoggetti che sia “a portata di mano”. Ok, tra i due sedili c’è un pozzetto piuttosto capiente, ma tutt’altro che comodo da raggiungere. E così, diventa sempre un’incognita dove stivare cellulare, chiavi di casa e quant’altro. Bagagliaio? Non è l’auto per andare a svaligiare Ikea, ma la spesa settimanale o il trolley per il week end ci stanno. Uno solo però. Mettetevi d’accordo con la vostra dolce metà in caso.

Comportamento su Strada:

 ★★★★★ 

Una perla rara. Un’auto che ti invoglia a guidare, guidare, e guidare ancora.

Il comportamento su strada in una parola? Coinvolgimento. In un pianeta dell’auto fatto sempre più da “freddi” 1.0 tre cilindri downsizing, low-emission, low-emotion, la Mx-5 consente di ri-assaporare delle sensazioni ormai merce rara, il gusto di una guida old style, come ai “vecchi” tempi. È un’auto vera, sempre. Non ci sono migliaia di modalità di guida e setting che la sopiscono o che addormentano la risposta del motore, dello sterzo. Tutto, qui, è rimasto ancora analogico, e l’unica concessione alla tecnologia, nella dinamica di guida, resta il controllo di stabilità (e lo start & stop). Per il resto, è tutto nelle mani e nel piede di chi guida. Come dicevamo, la Mx-5 è coinvolgente, viva. Questo grazie al fatto che, a differenza di molte sportive moderne, non è una vettura apparentemente priva di limiti, con tenuta di strada e grip meccanico infiniti. La Mazdina, invece, comunica tutto, ti fa davvero sentire la strada, i trasferimenti di carico, la differente aderenza di questo e di quell’asfalto. Sensazioni che si traducono in una goduriosa danza tra sotto e sovrasterzo, che rende la guida di un divertimento senza eguali. E la cosa bella, forse la più bella, è che per assaporare queste sensazioni non bisogna necessariamente guidare con il coltello tra i denti e rischiare che la patente finisca in un tritadocumenti. Il tutto, avviene tenendo semplicemente un’andatura allegra. L’assetto è tendente al rigido, ma non piatto come una tavola. Così, in inserimento, dopo un attimo di inerzia, la vettura trova l’appoggio sulle ruote esterne, con il muso che si inserisce deciso. A quel punto, viene il bello: si gestisce tutto giocando con l’acceleratore, e facendola curvare più con il gas ed i trasferimenti di carico piuttosto che gestendo l’angolo di sterzo.

Sterzo che, dalla sua, è sincero e pronto nella sua azione, anche se non brilla per progressività, soprattutto nel passaggio dalla posizione “zero” ed i primi gradi di rotazione. Last but not least, il cambio manuale. Da sempre pezzo forte di ogni Mx-5, anche il 6 marce della ND si conferma una goduria assoluta. Nessun automatico di quelli moderni, per quanto efficace, potrà mai regalare un piacere del genere. Leva piccola, escursione cortissima, innesti maschi e ben definiti, ogni cambiata è una vera e propria goduria. È così bella che finisci quasi per muovere la leva lentamente, per assaporarne ogni cambiata il più a lungo possibile. La frenata, con l’impianto dedicato a questa “30th Anniversary”, risulta più decisa rispetto alle versioni tradizionali, anche se ancora, nella guida sportiva, si continua a desiderare un pedale dal mordente e dall’attacco più deciso. Dal punto di vista del comfort, tutto sommato, la ND riesce a garantire un’utilizzabilità quotidiana che non comporta particolari sacrifici. Soltanto in autostrada, superati i 120km/h, il rumore nell’abitacolo diventa un po’ troppo presente rispetto ad una vettura tradizionale.

Motore e Prestazioni:

 ★★★★½ 

Temperamento vecchia scuola. Un piacere spremerlo nella parte alta del contagiri

Potenza di 184 Cv, per appena 1080 kg dichiarati. Intuibile, quindi, come la ND con 2.0 inizi ad avere delle prestazioni da sportiva “seria”. Un dato su tutti: lo 0-100 km/h coperto in 6.5 secondi. E poi, giusto ricordarlo, si tratta di un aspirato, specie quasi in via d’estinzione (purtroppo) anche tra le sportive. Da buon aspirato “vecchia” scuola, quindi, va guidato alla vecchia maniera. Niente botta di coppia “tutta e subito”, con erogazione sostanzialmente piatta, ma grinta che va cercata soprattutto in alto, in un gradevolissimo crescendo verso la zona rossa. Beninteso, anche in basso il motore risulta gradevolissimo, molto lineare e regolare nel suo funzionamento, ma per trovare lo spunto “vero” bisogna superare i 4000 giri/min. Mantenendo la lancetta del contagiri sopra quella soglia, il ritmo si fa decisamente interessante. Ed anche a livello di sound, la timbrica che entra nell’abitacolo diventa piuttosto accattivante.

Consumi e Costi:

 ★★★★☆ 

Richieste di benzina – guidando tranquilli – sorprendentemente contenute

La tecnologia SkyActiv di Mazda promette di regalare consumi contenuti, riuscendo così a fare a meno anche del downsizing ed alla sovralimentazione. Ed effettivamente, il 2.0 della Mx-5 ND, nella guida “tranquilla”, mette a segno delle percorrenze a dir poco sorprendenti. Nel ciclo extraurbano, abbiamo messo a segno medie vicine ai 16 km/lt. Un risultato di assoluto rilievo per una vettura comunque capace di prestazioni considerevoli. Per quando concerne il prezzo di listino, per una Mx-5 2.0 ND ci vogliono poco più di 30.000€, che diventano 34.250€ nel caso della “30th Anniversary”, sempre che riusciate ancora a trovare una delle 90 unità dedicate all’Italia. Noi, dal canto nostro, speriamo che la vita della Mx-5, senza mai snaturarsi, possa continuare fino alla NZ ed oltre…

Pro e Contro

Ci PiaceNon Ci Piace
Piacere di guida più unico che raro. Cambio manuale sublimeAssenza di vani portaoggetti nell’abitacolo

Mazda Mx-5 2.0 30th Anniversary: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★½ 
Accelerazione:★★★★★ 
Ripresa:★★★★☆ 
Cambio:★★★★★ 
Frenata:★★★★☆ 
Sterzo:★★★★☆ 
Tenuta di Strada:★★★★½ 
Comfort:★★★½☆ 
Infotainment:★★★★☆ 
Abitabilità:★★★½☆ 
Bagagliaio:★★★☆☆ 
Posizione di guida:★★★★☆ 
Dotazione:★★★★☆ 
Prezzo:★★★★☆ 
Design:★★★★★ 
Finitura★★★★☆ 
Piacere di guida:★★★★★ 
Consumi:★★★★★ 

Leggi altri articoli in Notizie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Auto

Mazda3 Skyactiv-X M Hybrid 2020: PROVA SU STRADA [FOTO]

Mazda 3 Skyactiv-X M Hybrid 2020: prova su strada completa della rinnovata hatchback giapponese
Nuova Mazda3 Skyactiv-X M Hybrid: la hatchback della casa di Hiroshima resta fedele alla filosofia “less is more”, massimizzando il piacere