Volvo, Coronavirus: fabbriche chiuse in USA e Svezia fino al 14 aprile

Volvo, Coronavirus: fabbriche chiuse in USA e Svezia fino al 14 aprile

Ancora nessun caso positivo, ma è una manovra volta a tutelare la sicurezza dei dipendenti

Volvo, Coronavirus: fabbriche chiuse in USA e Svezia fino al 14 aprile

Anche Volvo, la casa svedese di automobili si è vista costretta a chiudere gli impianti produttivi anche in Svezia e Stati Uniti dal 26 Marzo al 14 Aprile. Si tratta di una misura preventiva, non avendo ancora fatto registrare nessun caso positivo tra i vari dipendenti in questi due stati. Ad oggi, la Svezia conta circa 1650 casi e solo 16 morti, mentre gli Stati Uniti oltre 14.300 casi e circa 218 morti. Verrà chiuso anche l’impianto in Belgio fino al 5 aprile: oltre 2.500 casi e circa 37 morti per Covid-19.

L’obiettivo principale della casa svedese rimane sempre e comunque la sicurezza, cardine importantissimo anche nello sviluppo delle proprie auto. La tutela dei propri dipendenti e manager rappresenta un obiettivo primario al momento, cercano di dare fondo alle scorte e agli stock di vetture già prodotte. Sarà attuato lo smartworking dal 26 marzo per tutti coloro che potranno usufruirne, con orari ridotti e mansioni specifiche.

Le nostre preoccupazioni principali sono la salute dei nostri dipendenti e il futuro della nostra attività“, ha affermato l’amministratore delegato del marchio, Hakan Samuelsson. “Con l’aiuto dei preziosi programmi di supporto messi in atto da governi e dalle autorità, siamo stati in grado di agire rapidamente“. Le misure messe in atto dal produttore svedese includono gli impianti di Torslanda, Skovde e Olofstrom (Svezia), Gand (Belgio) e Carolina del Sud (Stati Uniti). Volvo attualmente costruisce le XC90, XC60 e V90 a Torslanda, dotate di motori a benzina a quattro cilindri, mentre le unità diesel sono prodotta a Skovde e alcuni componenti della carrozzeria ad Olofstrom.

La cosa interessante è che all’inizio di questo mese, Volvo ha effettivamente riaperto i suoi quattro stabilimenti produttivi in Cina, dove si dice che il traffico degli showroom sia tornato alla normalità, il che è una buona notizia per quanto riguarda la produzione globale.

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