Coronavirus, ACEA: “Crisi mai vista prima, oltre 14 milioni di posti di lavoro a rischio”

Coronavirus, ACEA: “Crisi mai vista prima, oltre 14 milioni di posti di lavoro a rischio”

Si stimano perdite per oltre 900 mila unità di auto non prodotte

Coronavirus, ACEA: “Crisi mai vista prima, oltre 14 milioni di posti di lavoro a rischio”

Il tanto discusso Coronavirus ha letteralmente messo in crisi l’intero pianeta con una buona insistenza nei paesi più industrializzati, tra cui Cina, Stati Uniti e tutta l’Europa. Non fa ovviamente eccezione il mondo delle quattro ruote con i vari marchi automobilistici che sono stati costretti, uno dopo l’altro, a chiudere i battenti delle fabbriche produttive. Basta spulciare sul nostro sito per vedere le notizie dei vari marchi che negli ultimi 10 giorni hanno bloccato gli impianti: chi ha riscontrato casi positivi interni all’azienda e chi per precauzione. Attuato a nastro lo smart working, che cerca di mantenere attivo il cuore pensante dei vari brand, ma il braccio operativo, ovvero le fabbriche e la manodopera, sono letteralmente in stop. Tutti i dipendenti si trovano al momento a casa e le linee produttive sono ferme, così come la rete distributiva sul territorio.

L’effetto sulla società e sull’economia globale sarà letteralmente senza precedenti. Si avranno gravi conseguenze per l’industria automobilistica” afferma l’Acea, l’Associazione Europea dei Costruttori. Bisogna infatti considerare che, essendo chiusi i concessionari, la domanda è letteralmente crollata, così come le entrate per queste multinazionali. E’ bloccata anche la trafila produttiva, poiché i fornitori, spesso provenienti dai paesi asiatici sono anch’essi in stato di fermo temporaneo, quindi non si sarebbe potuta prendere scelta migliore che sospendere le attività negli impianti.

Oltre 14 milioni di posti di lavoro a rischio

Siamo consapevoli che questa è la peggiore crisi che abbia mai dovuto affrontare l’industria dell’auto“, comunica il direttore generale Eric-Mark Huitema. “Con gli stop temporanei degli impianti e della rete dei concessionari, sono seriamente a rischio i posti di lavoro di circa 14 milioni di europei“. In Europa sono infatti presenti circa 229 stabilimenti produttivi per i varchi marchi, con quasi 3 milioni di persone direttamente impiegate nelle funzioni produttive, che salgono ad oltre 13,6 milioni se si considera anche il management, la logistica, l’attività amministrativa, la rete di venduta e tutto il resto. L’ACEA sostiene infatti che, per riprendere al meglio i lavori e tutelare tutto il personale al lavoro in questo campo, sarebbero necessarie delle manovre congiunte e integrate da parte dell’Unione Europea e degli stati membri, per assicurare la dovuta liquidità necessaria per i vari brand e dare un forte input a tutto il settore.

Tra le strategie proposte dall’associazione vi è sicuramente quella di intraprendere operazioni concrete, dirette a tutelare un’intero mondo che potrebbe assicurare una forte ripresa economica a tutto il mercato europeo. In seconda istanza vi è la richiesta di non bloccare in alcun modo la libera circolazione delle merci, senza arrestare quelle attività che forniscono i componenti necessari alla manutenzione dei mezzi di soccorso e degli stati, ad oggi largamente impiegati per far fronte all’emergenza.

Ad oggi l’ACEA non si è ancora sbilanciata nella stima del danno economico provocato da questa crisi, tuttavia un’altra agenzia nel settore delle ricerche di mercato, IHS Markit ha ipotizzato alcuni valori, abbastanza preoccupanti. Si stima quindi un periodo di chiusura dagli 8 ai 21 giorni, a seconda delle scelte dei vari marchi e dell’evoluzione della crisi sanitaria. Sarebbero oltre 900 mila le perdite in termini di unità di vetture non prodotte, di cui oltre 450 mila solo in America. Il danno economico? Probabilmente non è calcolabile.

Scopri le Offerte



    Compilando il presente form acconsento a ricevere le informazioni relative ai servizi che mi interessano ai sensi dell’Informativa Privacy
    Leggi altri articoli in Auto

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Articoli correlati