Sciopero benzinai: precisazioni dei gestori carburanti

Sciopero benzinai: precisazioni dei gestori carburanti

Nota rilasciata da FAIB

Il comunicato di FAIB, la Federazione Autonoma Italiana Benzinai, puntualizza una serie di aspetti in merito alla questione dello sciopero dei gestori di carburanti di cui si sta discutendo nelle ultime ore.
Sciopero benzinai: precisazioni dei gestori carburanti

Precisazioni sul comunicato dei gestori carburanti Faib Fegica e Figisc Anisa.

Faib a seguito del vivo interesse suscitato dal comunicato stampa unitario delle Associazioni dei gestori del 24 marzo us, desidera puntualizzare i diversi aspetti emersi dal dibattito suscitato.

1. Il comunicato non parla e non indice sciopero, in nessun passaggio.

2. Il comunicato descrive una situazione insostenibile per le gestioni innanzitutto in Autostrada e a seguire sulla rete ordinaria e lancia l’allarme di insostenibilità economica per le gestioni di continuare a garantire un servizio essenziale

3. La comunicazione con i toni allarmati è giunta dopo settimane di sollecitazioni al Governo in cui denunciavamo il grave stato di disagio delle gestioni chiedendo inutilmente di intervenire. Il Ministero dello Sviluppo Economico né quello dei Trasporti, continuamente interpellati, si sono mai sognati di rispondere

4. Di fronte al muro di silenzio delle istituzioni non ci restava altro che denunciare all’opinione pubblica che un servizio essenziale come il rifornimento per il trasporto di merci e persone non era più in grado di reggere, e già dai prossimi giorni, in prossimità della fine del mese, qualche area di servizio avrebbe chiuso i battenti perché senza la liquidità sufficiente a pagare gli stipendi degli addetti.

5. A fronte di questo il comunicato è riuscito ad accendere i riflettori, in questa fase convulsa e drammatica per il paese anche sul settore carburanti

6. È un risultato indubitabile e con questo forse riusciremo a garantire l’approvvigionamento delle merci e aiutare tutti coloro che per lavoro devono garantire i servizi essenziali , sanità e medici in primis ai quali va tutta la nostra stima e solidarietà. Il nostro immenso grazie.

Abbiamo lanciato un grido di allarme: i nostri gestori in Autostrada non ce la fanno più a garantire il servizio, non hanno i soldi per pagare il personale a fine mese e prima di fallire saranno costretti, chi prima chi dopo a chiudere se qualcuno non interviene, così come è stato fatto per altri settori, con la cassa integrazione o altro. Additare i gestori come irresponsabili ci sembra ingiusto oltre che ingeneroso visto che i gestori garantiscono un servizio pubblico essenziale per pochi spiccioli in un mondo di Paperoni come sono le concessionarie e le sub concessionarie, di fronte ad uno Stato che regala rendite miliardarie ed usa due pesi e due misure.

La crisi della distribuzione carburanti soprattutto in autostrada era già iniziata e non la vedeva solo chi non voleva vederla, era già iniziata prima della drammatica pandemia. A pandemia conclamata si pretende di scaricare tutte le contraddizioni sull’ultima anello della catena: un classico del Governo, potente con i deboli e deboli con i potenti. A fronte di questo abbiamo ritenuto di intervenire, dopo tanti inutili sollecitazioni con una denuncia forte: dicendo se non si interviene purtroppo non possiamo più garantire il servizio pubblico che in questo momento è estremamente fondamentale. Prima di lanciare critiche sull’operato della categoria sarebbe stato opportuno che l’opinione pubblica fosse stata informata dei fatti. Ma ovviamente i giornali in questo momento hanno, e avevano, altro di cui occuparsi e i gestori possono anche sbattersi per terra sui loro impianti. Avrebbero sapesse per esempio che in autostrada non esistono accettatori di banconote per potersi servire al self service. Che le concessionarie che gestiscono le tratte autostradali oltre che incassare royalty milionarie e farsi pagare pedaggi salati, obbligano a garantire un servizio con personale 24ore su 24 compreso festivi. Che se non circola più nessuno, che senso ha tenere aperto tutte le aree che distano 20 km l’una dall’altra in un momento come questo dove i consumi si sono ridotti del 95% e si invitano giustamente tutti i cittadini a restare a casa? Che i gestori delle aree di servizio non hanno più la liquidità necessaria per far fronte alle spese e garantire il servizio. Che se non si interviene uno ad uno saranno costretti a chiudere.

Finalmente il Governo, con il Presidente del Consiglio, dopo settimane che non rispondeva ai nostri messaggi disperati sembra aver sentito la nostra voce. Ringraziamo il Presidente Conte che ha risposto correttamente dicendo che non ci sarà alcun blocco sindacale, semplicemente perché non era stato proclamato, e ha dato mandato ai Ministri, fino ad allora assenti,di adoperarsi per trovare una soluzione.

Faib, ma anche Fegica e Figisc/Anisa, auspica vivamente di trovare una soluzione che consenta ai gestori di continuare a fare con orgoglio il servizio di rifornimento, innanzitutto per il paese e per i servizi essenziali, anche in condizioni difficili e senza che nessuno si sia degnato di fornire i presidi sanitari essenziali. Insieme ce la faremo ma i gestori non possono essere lasciati, umanamente ed economicamente, soli a fronteggiare una crisi drammatica come questa.

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