Il prezzo del petrolio crolla. Si farà benzina gratis?

In Italia il prezzo alla pompa non scende quanto dovrebbe a causa del lockdown da Coronavirus

Il prezzo del petrolio crolla. Si farà benzina gratis?

La giornata di ieri verrà ricordata come unica nel mercato del petrolio. Infatti non era mai successo prima che le quotazioni del WTI americano precipitassero a -37,63 dollari al barile facendo verificare un crollo del 307%. Con il prezzo del greggio negativo chi ha venduto ha pagato i clienti perché comprassero. Oggi la situazione è in risalita con un prezzo sopra lo zero (circa 2 dollari al barile) ma vediamo assieme cosa è successo e quali sono le conseguenze sul mercato.

Futures come funzionano

La compravendita di barili è regolata da contratti petroliferi denominati “futures” e vengono effettuati con un mese di anticipo rispetto alla data di scadenza. Ogni mese si “scommette” sul rialzo o ribasso delle quotazioni perché non si vuole ricevere mai i barili alla scadenza. Così si vendono i barili fino alla fine realizzando plusvalenze o registrando perdite.

Si estrae lo stesso petrolio

Lo spazio fisico per depositare e stoccare il petrolio acquistato ha un costo e si sta esaurendo un po’ in tutta America. Gli affitti crescono e il lockdown globale ha fatto crollare la domanda. Per questo motivo, ieri, c’è stata la corsa a vendere petrolio a qualsiasi prezzo, arrivando a prezzi negativi, visto che c’è una sovrapproduzione rispetto alla domanda (al momento si parla di 25 milioni di barili al giorno tra offerta e domanda). Nonostante tutto si continuerà a estrarre greggio anche in perdita per via degli alti costi fissi quali l’apertura del pozzo, la manodopera qualificata, il presidio del mercato e quota cliente acquisita nel tempo oltre al rientro da indebitamenti di alcune realtà del settore. Una compagnia che apre un pozzo deve utilizzarlo il più possibile poiché chiuderlo comporterebbe dei costi extra molto pesanti oltre a fatturare zero.

Differenza tra WTI e Brent

Il WTI (West Texas Intermediate) è il petrolio prodotto in Texas, nella Louisiana e nel Nord Dakota con il metodo della frantumazione delle rocce (che ha costi molto alti). Viene considerato pregiato poiché in grado di vantare un minor apporto di zolfo e una gravità API, che misura la densità in rapporto all’acqua, più elevata. Per il resto del mondo c’è il Brent Crude che viene estratto dal Mare del Nord le cui quotazioni, oggi, viaggiano a 21,00 dollari al barile con un calo del 18%. Una flessione molto inferiore rispetto a quella del WTI per via del differente stoccaggio: quello americano è senza sbocco sul mare e rende più difficile il trasporto mentre il greggio Brent estratto dal mare è più accessibile e trasportabile grazie alle grandi petroliere.

Stazioni di servizio a rischio

I prezzi del carburante in Italia dipendono dall’andamento del Brent che ha saputo rispondere meglio allo shock del mercato del petrolio ma le stazioni di servizio non hanno adeguato il prezzo a causa del lockdown e conseguente crollo della domanda. Farlo significherebbe portarli al fallimento visto i costi di esercizio da sostenere. All’emergenza Coronavirus vanno sommate comunque le accise che rappresentano un costo fisso per l’automobilista pari a 0,88 euro al litro per la benzina e 0,75 euro al litro per il gasolio, IVA inclusa.

I prezzi carburante in Italia

Secondo i dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico, a marzo 2020 il prezzo medio della benzina è stato di 1,4865 euro al litro mentre quello del gasolio di 1,3782 euro al litro. Il dato medio rilevato sul campo oggi è invece di 1,423 euro al litro di benzina in modalità self service e di 1,313 euro al litro per il gasolio. Il rifornimento servito, invece, costa mediamente 1,578 euro al litro per la benzina mentre il rifornimento di gasolio servito ha una media di 1,470 euro al litro. Quindi possiamo vedere assieme che nonostante si sia verificato il più grande tonfo della storia del mercato petrolifero non potremo fare rifornimento gratis ma il prezzo sarà leggermente toccato al ribasso per toccare un minimo, realistico, di 1,20 euro per un litro di verde con un rialzo assicurato pronto per l’estate.

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