Mercedes #RestartYourEngine: come riparte la Stella

Cosentino: “In questi 40 giorni è cambiato il mondo”

Mercedes #RestartYourEngine: come riparte la Stella

In un momento storico nel quale si parla ormai molto poco di nuovi modelli e innovazioni, l’argomento principale sulla bocca di appassionati e aziende del mondo automotive è ovviamente riguardo al quando e come ripartire. Da questo weekend sappiamo che i concessionari potranno riaprire il prossimo 4 maggio, ma in generale sussistono ancora molti dubbi. Diverse case auto stanno iniziando lentamente a riprendere il loro lavoro, sanificando locali e riorganizzando turni, ma i passi successivi sono anche la ripresa delle vendite e l’incentivazione della domanda. Mercedes in particolare ha presentato le sue posizioni e la sua strategia con una conferenza stampa speciale #RestartYourEngine, alla quale hanno preso parte Radek Jelinek, Presidente e CEO della filiale italiana della Stella, e Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di Federauto e concessionario Mercedes da decenni.

Federauto: richieste al governo

Per ripartire sarà necessario smaltire le auto più inquinanti, oltre che comprendere a fondo il bisogno di mobilità individuale dei clienti. Queste sono state le prime parole, in sintesi, di Radek Jelinek, da ottobre 2018 Presidente di Mercedes Italia. Sarà fatto un lavoro per rendere la vita più facile ai concessionari della filiera, spostando pagamenti e inaugurando future campagne per incentivare la domanda. Primi passi per far riprendere un settore che, ricordiamo, rappresenta il 19,5% del PIL del nostro Paese e che dà lavoro a 1.230.000 persone. “In questi 40 giorni è cambiato il mondo – ha specificato Adolfo De Stefani Cosentino – Ci siamo resi conto di chi siano i ‘veri’ partner e chi invece non considera il concessionario, una parte fondamentale del lavoro. Mercedes in questo senso è una delle più virtuose insieme a Volvo e Toyota. Altre aziende hanno usato invece una tattica più vicino al ‘si salvi chi può’”
Abbiamo chiesto all’erario alcuni aiuti – ha continuato Cosentino – Lo scorso anno sono stati introdotti bonus e malus. Direi che di malus ne abbiamo avuti già abbastanza. Inoltre abbiamo chiesto anche di incentivare le auto con emissioni tra i 61 e i 95 g/km di CO2 a prescindere dal motore. Infine stiamo spingendo sulla detrazione delle partite IVA, una cosa che in Europa siamo gli unici a non fare”.

Cosa succederà dopo?

Questa situazione di stallo che influenza potrebbe avere sull’innovazione tecnologica? Potremmo essere spinti verso i nuovi propulsori? “Con la gente ferma ci siamo resi conto che le nostre auto, soprattutto Euro 6, non sono molto inquinanti – ha continuato Jelinek – Quindi continueremo a puntare su tutti i tipi di motori”. Discorso simile anche per quanto riguarda i nuovi modi di acquistare un’auto. “Una volta il cliente entrava in concessionaria circa 7 volte in media. Ora siamo scesi a 4. Le ultime settimane hanno di fatto premuto l’acceleratore per quanto riguarda gli acquisti online. Entro 5 anni prevediamo che almeno il 25% delle vendite sarà online, anche se gli incontri in concessionario rimarranno comunque fondamentali”. Il problema, come specificato, è però chi potrà andare in concessionario dopo il 4 maggio. “Noi apriremo – ha affermato Cosentino – Ma abbiamo detto ai nostri concessionari di chiedere al prefetto di poter consegnare le auto già acquistate. Pare che non ci sarà nemmeno bisogno di questo, ma basterà la conferma dell’appuntamento via mail. Tra l’altro io sono molto confidente sul fatto che saranno confermate molte delle vendite a coloro che avrebbero comunque acquistato l’auto in questi 40-50 giorni di lockdown. Anzi, forse ne avranno ancora più voglia. Non siamo venditori di beni di consumo, come potrebbe essere il cappuccino al bar, ma durevoli. Non credo proprio che in questo periodo noi si abbia perso tutte queste vendite, che di solito non sono istintuali, ma prolungate nel tempo e frutto di molte riflessioni”. Ma cosa verrà fatto per incentivare questi acquisti? “In parte adotteremo degli incentivi fiscali – ha risposto Jelinek – spostando scadenze e simili per poter vivere l’acquisto senza preoccupazioni. Inoltre lavoreremo con i nostri partner per trovare un accordo”.

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