Il 4 maggio riaprono le concessionarie di auto

Adolfo de Stefani Cosentino, presidente di Federauto chiede aiuto del Governo

Il 4 maggio riaprono le concessionarie di auto

Il 4 maggio, in Italia, inizia la Fase Due e insieme a tante aziende nostrane potranno ripartire anche le concessionarie di automobili che hanno particolarmente risentito dell’imposto lockdown. Si stima che il mercato auto si sia quasi del tutto fermato in questi ultimi mesi di incertezza facendo registrare un -85,4% a marzo e, si prevede, un -98% nel mese di aprile (qui il nostro articolo di approfondimento sullo stato attuale del mercato automotive).

Adolfo de Stefani Cosentino, presidente di Federauto, ha confermato che a partire dal 4 maggio si potrà, finalmente, ritirare la propria vettura comprata in regime di quarantena previo “conferma scritta” della concessionaria e sarà possibile visitare gli showroom direttamente sul luogo ma, personalmente, vi consiglio di visionare sul sito internet di ogni concessionaria in quali orari è permessa la visita, in che giorni e in che modalità. Tutto questo per non trovare le porte chiuse al nostro arrivo.

Durante la quarantena imposta dal coronavirus sono molte le case auto che hanno spostato una fetta del proprio settore vendite verso l’online e tra questi spiccano Mercedes, Volvo e Toyota che sono riusciti comunque ad avere un buon numero di auto vendute tramite gli showroom digitali di proprietà.

Purtroppo, al momento, le vendite online non sembrano bastare alle case Automotive, con lo stesso Cosentino che ha dichiarato in una recente intervista online con i giornalisti del settore che “Sono a rischio tantissimi posti di lavoro del settore. Se il mercato italiano chiudesse il 2020 con vendite a 1,3 milioni di unità (in termini di percentuali siamo a -30% rispetto allo scorso anno) sarebbero a rischio più di 30 mila posti di lavoro“.

Cosentino ha poi sottolineato come ci sia la necessità di ulteriori incentivi da parte dello stato per permettere ai cittadini di cambiare auto e sostenere così un’industria, come quella Automotive, in grado di alimentare in modo importante il prodotto interno lordo del Bel Paese. Cosentino ha anche richiesto di introdurre un’altra fascia per l’ecobonus, da 61 a 95 grammi per chilometro di CO2, per permettere di alleggerire le spese delle case auto in fase di costruzione dei nuovi motori e di “non essere più l’unico Paese in Europa che non adotti per i veicoli la detraibilità fiscale per aziende e partite Iva”.

Scopri le Offerte


    Trova l'auto giusta per te
    Compilando il presente form acconsento a ricevere le informazioni relative ai servizi che mi interessano ai sensi dell’Informativa Privacy
    Leggi altri articoli in Auto

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Articoli correlati