Colonnine elettriche: investimento da 150 milioni di Be Charge

Colonnine elettriche: investimento da 150 milioni di Be Charge

Obiettivo post coronavirus: 45.000 colonnine entro il 2030

Colonnine elettriche: investimento da 150 milioni di Be Charge

Al fine di trasmettere un messaggio di lavoro e sviluppo anche in questo momento di crisi sanitaria, Be Charge, compagnia del gruppo milanese Be Power, ha ufficialmente annunciato un piano di investimenti di 150 milioni di euro per i prossimi 3-5 anni al fine di sviluppare ulteriormente l’infrastruttura di ricarica pubblica per auto elettriche in Italia. L’obiettivo dichiarato dall’azienda è quella di passare dalle 7.000 colonnine attualmente presenti (sparse su tutte le 20 regioni del Paese) ad una quota di ben 45.000 da raggiungere entro il 2030.

Nel 2050 più di 500 milioni di veicoli elettrificati

Intervenuti nel corso di una conferenza stampa via Web, per via delle restrizioni ministeriali, Paolo Martini, Menaging Director di Be Power, e Roberto Colicchio, Head of Business Development di Be Charge, hanno illustrato il piano di sviluppo appena presentato dalla loro azienda. La Be Charge è una società specializzata nella costruzione di colonnine elettriche e nello sviluppo della loro infrastruttura a livello di acquisizione e fornitura di energia (attraverso una seconda società chiamata 4Energia). Secondo le previsioni elaborate dall’azienda lombarda, sviluppate però prima dello scoppio dell’emergenza COVID-19, attualmente a livello mondiale sono in circolazione 5 milioni di veicoli elettrificati, che potrebbero diventare tra 40 e 70 milioni nel 2025 e più di 500 milioni per il 2050. Una prospettiva senza dubbio ambiziosa, ma il mondo dell’auto in tre decenni potrebbe effettivamente cambiare radicalmente (basti pensare a ciò che è accaduto negli ultimi 30 anni passati).

Democratizzazione della rete pubblica

Uno dei punti più importanti messi sul tavolo da Be Charge per ciò che riguarda la diffusione delle colonnine elettriche in Italia riguarda quella che viene definita dai dirigenti la “democratizzazione della rete pubblica”. Il nostro Paese conta circa 40 milioni di veicoli circolanti, ma comunque il 60% della popolazione italiana vive non in piccole case con garage a disposizione, bensì nei condomini. Una realtà molto diffusa e problematica, in quanto a meno di poter pagare per un box privato (una soluzione che soprattutto nelle grandi città può risultare molto costosa), parcheggiare in strada rende difficoltosa la ricarica di una vettura elettrica (o anche solo plug-in hybrid). Be Charge cercherà di diffondere ancora di più le sue colonnine, disponibili in due varianti: Quick Charge (da 22 kW, pensata per l’ambito urbano) e Hyper Charge (da 150 a 300 kW, pensate per ricariche più veloci per le lunghe percorrenze). Le ricariche, i pagamenti e una mappa con la disponibilità delle colonnine sono riunite nell’app ufficiale per smartphone, che grazie ad accordi terzi possono comprendere anche punti di diversi fornitori di energia. L’installazione di queste colonnine può essere richiesta da enti privati (come ristoranti, alberghi e simili) oppure anche dalle amministrazioni cittadine. Martini ha confermato che, nella loro visione di business, è necessario che la rete pubblica sia realizzata senza contributi amministrativi, in modo da poter risultare sani a livello aziendale senza poi pesare sui contribuenti e senza per questo motivo alzare i prezzi al kilowatt (in questo senso ci è stato confermato che alcuni importanti tavoli di discussione sono già stati aperti con le istituzioni).

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