“Storie Alfa Romeo”: dopo la 24 HP, è protagonista la leggendaria 6C 1750 [FOTO E VIDEO]

Bellezza e prestazioni in un unico concetto

Bilanciamento, equilibrio tra elementi e forze, pensione sportiva ed estetica affinata contraddistinguono un modello considerato “capostipite” dell’evoluzione costruttiva di Alfa Romeo. La seconda protagonista nel ciclo “Storie Alfa Romeo” è l’iconica 6C 1750.

Una vettura legata a tecnica e tradizione

Il nome 6C rappresenta di per sé una categoria d’eccellenza del marchio milanese. L’immediata chiarezza di un progetto che avvolge un cuore a sei cilindri, prestante ma anche equilibrato. La 6C è la prima opera firmata da Vittorio Jano, presente in cabina di regia nella progettazione dei modelli dal 1926. L’intenzione era quella di sviluppare una “vettura leggera con prestazioni brillanti”, vincente in gara ma anche negli eventi dove conta maggiormente l’estetica, stuzzicando l’interesse di nuova clientela.
Dunque si cerca la giusta affinità tra forme esterne e meccanica. Una formula privilegiata in tutte le vetture pensate da Jano. Stavolta però l’ingrediente che emerge preponderate è la potenza specifica, la forza di un cuore prestante e inarrestabile. Prova ne è il palmares della vettura, praticamente vincente in tutte le più importanti competizioni del suo tempo. Jano sviscera da propulsori compatti una potenza vorace, in sostanza l’antesignana pratica del “downsizing” con motori a metà strada tra il litro e i due o anche i tre litri di cubatura, che allora erano presenti su vetture di alta gamma. È il massimizzato rapporto peso/potenza il segreto esaltante dei successi. Proprio su questo rapporto prendono forma anche altri esemplari leggendari, includendo soluzioni studiate da Giuseppe Merosi, storico progettista di Alfa Romeo, già prima del conflitto scoppiato nel 1914. Idee come: “i due alberi a camme in testa, le quattro valvole per cilindro e la doppia accensione”. Ma si studiano anche nuovi accorgimenti tecnici sempre più innovativi, ad esempio delle sospensioni a ruote indipendenti ed elementi saldati a un telaio evoluto, non più chiodati, incrementando la rigidità. Soluzioni abbinate ad esempio a 6C 1900 GT o ancora alle seguenti 6C 2300 e 6C 2500. Da allora si parla di “handling” o meglio di una tenuta di strada connotativa tipica di Alfa Romeo. Una delle sue caratteristiche più distintive.
Giungendo alla 6C 1750, la vettura è introdotta a gennaio del 1929 in occasione del Salone dell’Automobile di Roma. Probabilmente, rappresenta un punto di equilibrio della stessa famiglia 6C. Presenta un sistema frenante meccanico, con ampi tamburi gestiti tramite una soluzione di rinvii. Il telaio è in acciaio stampato, rigido e in linea con l’equilibrio complessivo. Inoltre presenta assali rinforzati e le balestre sono collocate all’esterno del corpo, non sotto i longheroni. Il risultato complessivo è un funzionale baricentro più basso, tenendo presente un serbatoio arretrato con il relativo carico spostato sulle ruote retrostanti, per bilanciare gli assi. Idee valide in campo automobilistico e trasferite sulla produzione. La spinta è fornita da un nuovo propulsore affinato rispetto al sei cilindri in linea di 1.500 cc in due diverse configurazioni, monoalbero e bi-albero, con o privo di compressore volumetrico. Dunque con una potenza variante dai 46 cavalli del modello Turismo, ai 102 cavalli di potenza della Gran Sport “Testa Fissa”. Una versione speciale in tiratura limitata che include una testata fusa in blocco col basamento cilindri, escludendo di fatto le guarnizioni, con un peso di 840 kg. Considerando il rapporto, dunque, si raggiungono i 170 km/h di velocità massima. A cavallo tra anni ’20 e ’30 è un risultato di spessore.
Infine sono i successi a confermare la validità di tutte queste soluzioni, rendendo famoso il modello e decretandone dunque un certo successo di vendite. Sono state 2.579 e unità uscite dallo storico stabilimento del Portello dal 1929 al 1933, commercializzate in Italia e anche all’estero, in particolare nel Regno Unito e nei Paesi del Commonwealth. In Italia era proposta a cifre che variavano da 40.000 a 60.000 lire, corrispondenti a circa sette anni di uno stipendio medio di allora.

Una bellezza da concorso

L’estetica è un altro dei principali fattori di richiamo, notando il lavoro di diversi carrozzieri e le diverse competenze tra battilastra, verniciatori e sellai, che lasciano una firma indelebile e artistica del periodo.
Sino agli anni trenta, solitamente, dagli stabilimenti fuoriescono telai nudi dotati di motore, cambio e sospensioni. I clienti allora acquistano la vettura e poi vanno da un allestitore per definirne il modello secondo gusti specifici. Un reparto di carrozzeria nel Portello è aperto solo nel 1933, con la presenza di nuovi specialisti che affiancano quelli impegnati nella produzione delle componenti meccaniche. Partendo da una base di 6C 1750 i carrozzieri più noti del periodo danno forma ad alcune delle versioni più prestigiose, ancora oggi protagoniste nei Concorsi d’Eleganza.
Una di queste è l’Alfa Romeo 6C 1750 GS Touring “Flying Star” realizzata per Josette Pozzo, una donna benestante, modella e protagonista di vari eventi mondani in quegli anni. Una vettura sviluppata per il Concorso d’Eleganza di Villa d’Este del 1931 dalla Carrozzeria Touring di Felice Bianchi Anderloni. A Villa d’Este è premiata con la prestigiosa “Coppa d’Oro” e nell’occasione è la stessa Josette a guidare l’auto, vestendo un abito bianco abbinato alla carrozzeria della vettura, anche questa bianca. Una spider che rappresenta un “pezzo unico”. Il bianco riveste la carrozzeria, i raggi delle ruote e il sottoscocca, a parte il cruscotto di un nero contrastante.
Un nuovo esempio e rinnovate proporzioni firmate da Touring su una 6C 1750, oltre a dettagli estetici di tipo “liberty”, tipo i predellini sospesi nella parte anteriore e retrostante che danno forma a un incrocio sotto le porte, pur non toccandosi.

Tazio Nuvolari e uno dei successi più ruggenti

Nel ricordare l’essenza sportiva di questo modello, basta citare semplicemente quanto accaduto alla Mille Miglia del 1930. La tranquillità del Lago di Garda, nel primo mattino del 13 aprile 1930, è infranta dal fragore prodotto da un’Alfa Romeo 6C 1750 Gran Sport spider Zagato. La vettura è lanciata a 150 km/h e i fari sono spenti. Alla guida il mitico “Nivola”, altrettanto noto come “mantovano volante”, cioè Tazio Nuvolari. Il pilota, in occasione della Mille Miglia, è affiancato dal capo-collaudatore Alfa Romeo al Portello Gian Battista Guidotti. L’edizione è quasi dominata da Achille Varzi affiancato da Canavesi, ma quella mattinata Tazio Nuvolari firma una delle sue imprese più memorabili, prima di giungere in zona lago da Verona. I due concordano di spegnere i proiettori e tentare l’estremo tentativo di sorprendere l’avversario in quel tratto. Ormai il traguardo di Brescia è dietro l’angolo, l’alba è alle porte e Varzi e Canavesi iniziano a sentire un altro suono potente nelle vicinanze. Un rombo simile a quello della loro vettura, che diventa sempre più nitido sino a scorgere l’Alfa condotta da Nuvolari che gli passa davanti. L’auto è proiettata a gran velocità verso il traguardo di Brescia. Il “mantovano volante” conquista l’edizione del 1930 a una media di 100,45 km/h, stabilendo anche un nuovo primato. Varzi giunge secondo a dieci minuti dal rivale, anticipando Giuseppe Campari e Pietro Ghersi in successione. Quattro Alfa Romeo 6C 1750 nelle prime quattro posizioni e ben otto 6C nelle prime undici posizioni di quella edizione. Un risultato che conferma le prestazioni della vettura, considerando che nel 1930 sempre a bordo di Alfa Romeo 6C 1750 si conquistano altri prestigiosi successi alla 24 Ore di Spa e al Tourist Trophy di Belfast.

Tutto iniziò nel 1910

Nel primo episodio di “Storie Alfa Romeo” la protagonista è la prima 24 HP, capostipite del percorso costruttivo di Alfa Romeo, allora ancora A.L.F.A. (Anonima Lombarda Fabbrica Automobili). Realtà costruttiva e sportiva che da 110 anni, festeggiati il prossimo 24 giugno, realizza vetture che sembrano proiettare oltre lo stesso concetto di auto.

Foto e video: Alfa Romeo

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