Alfa Romeo, Museo Storico: Superturismo, ProCar e la vulcanica indole del Biscione [VIDEO]

Alfa Romeo, Museo Storico: Superturismo, ProCar e la vulcanica indole del Biscione [VIDEO]

Adrenalina e ruote coperte

Alfa Romeo, Museo Storico: Superturismo, ProCar e la vulcanica indole del Biscione [VIDEO]

Nel secondo video del ciclo Open Backstage, proposto da Museo Storico Alfa Romeo, l’attenzione è concentrata sulla sportività delle vetture Turismo e in particolare sulla suggestiva 164 ProCar.

Una grintosa tradizione dalla storica 1900

La voce di Lorenzo Ardizio, curatore del Museo Storico Alfa Romeo, accompagna lo spettatore in questo nuovo percorso tra interessanti esemplari del Biscione che hanno lasciato un segno. Si rievoca la spumeggiante Alfa Romeo 1900 per poi procedere tra Turismo a Superturismo in una sezione ricca di specificità e collegata al percorso produttivo del costruttore. Vetture differenti per tipologia e concetto, come ad esempio la 147 che conquistò una 24 Ore dedicata alle vetture di produzione, oppure la 156 Superturismo D2, la poderosa 75 IMSA, per non dimenticare la potente 164 ProCar.
Quest’ultima è una delle vetture più caratteristiche dell’area. Un esemplare che risale al 1988, pensato per una serie che purtroppo non prenderà mai forma concretamente. Uno show motoristico promosso inizialmente per affiancare la Formula 1. Secondo il regolamento ricordato nell’occasione, la carrozzeria di un modello ProCar ricalca quella di una berlina realizzata in almeno 25.000 unità annue. Invece tecnicamente è paragonabile a una monoposto presente nella massima serie in quel periodo. Il cuore è di tipo aspirato, composto al massimo da dodici cilindri e sino a 3.5 litri. Ma il marchio aveva già sviluppato allora un nuovo motore V10, prospettato su una Formula 1 Ligier e anche sulla sofisticata Sport di Gruppo C denominata SE 048 SP, anche se così non sarà.
Tornando alla 164 ProCar, il telaio sviluppato in alluminio, nomex e fibra di carbonio è sviluppato da Brabham. La carrozzeria, realizzata anche questa impiegando compositi, è definita attraverso due gusci associati al telaio. Il pilota Riccardo Patrese, prima del Gran Premio d’Italia del 1988, raggiunse una velocità di 328 km/h sul rettifilo del tracciato brianzolo.
Un altro filmato interessante, dopo il precedente dedicato alla sezione Formula e in particolare alla storica 177, al quale è stato dedicato un articolo.

Video: Museo Storico Alfa Romeo
Immagine d’apertura ripresa dal filmato

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