FCA Italy a lavoro col Governo per un prestito di 6,3 miliardi di euro con garanzia dello Stato

Misura esplicitamente prevista nel Decreto Liquidità

FCA Italy a lavoro col Governo per un prestito di 6,3 miliardi di euro con garanzia dello Stato

Con un comunicato stampa, FCA Italy S.p.A. conferma di aver avviato una procedura con il Governo Italiano per l’ottenimento di una garanzia da SACE, l’agenzia italiana per il credito all’export, per un finanziamento utile alla ripartenza così secondo quanto previsto dal cosiddetto Decreto Liquidità recentemente emanato.

Chiesto un finanziamento da 6,3 miliardi di euro per le attività in Italia

A tale riguardo, spiega l’azienda, è stato avviato un dialogo con la banca Intesa Sanpaolo per il perfezionamento di una linea di credito a tre anni per complessivi 6,3 miliardi di euro, pari al 25% del fatturato consolidato delle società industriali del Gruppo FCA in Italia. Soldi che, spiega FCA, sono destinati esclusivamente alle attività italiane del Gruppo e a sostegno della filiera dell’automotive in Italia, composta da circa 10.000 piccole e medie imprese, a seguito alla riapertura degli stabilimenti italiani, avviata a fine aprile.

Ossigeno per l’intera filiera dell’auto

In altre parole il prestito verrebbe utilizzato per sostenere le spese relative al personale impiegato negli stabilimenti e nei centri di sviluppo italiani di FCA e per i pagamenti dei suoi molti fornitori. Liquidità che darebbe ossigeno all’industria automobilistica nazionale, di cui FCA, insieme ai fornitori e ai partner, è il fulcro. FCA che nei prossimi anni rafforzerà l’ampio piano di investimenti in Italia, già avviato con i recenti avvii della produzione dei nuovi modelli Fiat 500 elettrica a Torino e Jeep Renegade e Compass PHEV a Melfi.

Polemiche legate a sede fiscale e legale di FCA all’estero

Nonostante il conclamato peso specifico che FCA ha per l’industria, non solo automobilistica, italiana, non sono mancate le polemiche, soprattutto politiche, per il fatto che a chiedere un prestito con garanzia dello Stato sia un’azienda con sede fiscale e sede legale all’estero. Così c’è chi ha anche avanzato l’ipotesi che la concessione delle garanzie a FCA venisse vincolata ad un rientro delle sue sedi in Italia. Critiche queste che evidentemente non tengono conto del fatto che FCA è la più grande società industriale in Italia, che impiega in maniera diretta 55.000 persone in 16 stabilimenti produttivi e 26 poli dedicati alla Ricerca e Sviluppo. A questi si aggiungono 200.000 posti di lavoro nelle 5.500 società fornitrici, più 120.000 lavori in 12.000 imprese coinvolti nei concessionari e nell’assistenza ai clienti. Altro numero che fa ben capire il peso di FCA per il settore automobilistico italiano: il 40% del fatturato annuale del settore italiano della componentistica automotive – pari a 50 miliardi di euro – deriva dalle commesse di FCA.

Il premier Conte: “Si a garanzie a FCA come previsto dal decreto, nessun trattamento speciale”

Numeri che evidentemente conosce il presidente del consiglio Giuseppe Conte che, ad una domanda sul prestito chiesto da FCA, ha ribadito che avere sede legale e fiscale in Italia non è un prerequisito per ottenere le garanzie. Quindi nel caso di FCA non ci sarebbe alcun trattamento particolare per l’azienda. Lo stesso premier, mostrandosi favorevole alla concessione delle garanzie a FCA, ha spiegato che ha prescindere dalla sede fiscale del Gruppo, gran parte delle sue attività si svolgono in Italia e riguardano direttamente i lavoratori italiani.

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