Renault: secondo Le Maire “è a rischio sopravvivenza”

Renault: secondo Le Maire “è a rischio sopravvivenza”

Pronto un prestito statale per oltre 5 miliardi di euro

Renault: secondo Le Maire “è a rischio sopravvivenza”

La notizia arriva nella giornata di ieri, direttamente dal Ministro dell’Economia Francese Bruno Le Maire, affermando che il brand sarebbe in grave crisi finanziaria e potrebbe essere seriamente messa a rischio la sua concreta sopravvivenza.

Prima perdita a bilancio dopo 10 anni

Ricordiamo che Renault gode della partecipazione diretta dello stato francese per oltre il 15% della quota azionaria, essendo inoltre l’azionista di maggioranza, infatti sembra essere già in atto un piano di risanamento per oltre 5 miliardi di euro, con un prestito bancario a lungo termine. L’operazione è già stata avviata, dopo aver ottenuto il via libera da parte di Bruxelles ed aver ottenuto un accordo con diversi istituti di credito, anche europei. La crisi di Renault si protrae già da diverso tempo e l’ultimo colpo è stato direttamente messo a segno dall’emergenza Coronavirus.

Il 2019 poi è stato il primo anno di chiusura in negativo dopo oltre 10 anni di segni positivi, segno di un trend destinato a peggiorare, aggravato ulteriormente dagli ultimi mesi decisamente critici. In questi mesi di lockdown, le perdite in termini di cash flow sono state considerevoli, mai ottenuti risultati così negativi, ma c’è da dire che si tratta ovviamente di una situazione comune a quasi tutti i marchi automobilistici. In attesa di un possibile sostegno da parte dello stato francese, la casa della losanga ha deciso di annullare i dividendi e ridurre al massimo i bonus per il management, ponendo un grosso punto di domanda sulla reale permanenza dei siti produttivi in Francia.

Previsti tagli per oltre 2 miliardi di euro

La firma di Le Maire per autorizzare definitivamente queste manovre e l’inziezione di 5 miliardi nelle casse del brand non è ovviamente esente da particolari garanzie, volte a tutelare il know how più specifico all’interno del confine francese, privilegiando quelle fabbriche interessate dallo sviluppo di tecnologie sensibili e che caratterizzano un vantaggio competitivo. Il nuovo piano industriale di Renault dovrebbe poi prevedere tagli per oltre 2 miliardi di euro: verranno chiusi gli impianti di Choisy-le-Roi e di Caudan, in Bretagna. Ne risentirà anche Apline, che vedrà chiudersi il suo stabilimento a Dieppe. Il governo francese si trova ora ad effettuare un forte braccio di ferro con il brand per limitare al massimo i danno derivanti dalla chiusura di impianti e fabbriche, per non creare disoccupazione e malcontento.

Ok agli aiuti, ma si punta verso una produzione green

Per approvare in via definitiva il prestito, il governo ha posto dai paletti, delle garanzie affinché la manovra possa diventare realmente efficiente e adeguata. Si passa dal maggior controllo sull’operato del consiglio d’amministrazione, maggior partecipazione alle decisioni più importanti, insomma, maggior coinvolgimento nell’operato di Renault da parte del governo francese. Si osservano anche le mosse di Nissan, partner di Renault, che sembra essere interessata a tagliare oltre 20 mila posti di lavoro in Europa. Il governo francese sta quindi spingendo affinché Renault e gli altri produttori presenti sul territorio si avviino sempre di più verso una produzione più pulita e green, decarbonizzando i siti produttivi. Questi aiuti finanziari dovranno inoltre muoversi in quella direzione, spingendo ovviamente su elettrico e fonti rinnovabili.

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