Hertz: pagati oltre 16 milioni di dollari in dividendi prima di dichiarare la bancarotta

Migliaia di dipendenti rischiano di rimanere senza liquidazione

Hertz: pagati oltre 16 milioni di dollari in dividendi prima di dichiarare la bancarotta

Era già nell’aria come vi avevamo anticipato e ora è più che confermato. Il colosso dell’autonoleggio Hertz ha presentato un’istanza di fallimento per bancarotta proprio qualche giorno fa, ma alcune indagini hanno rivelato che c’è del mistero attorno alla vicenda. Infatti, secondo la Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti sarebbero stati erogati bonus e dividendi per oltre 16.5 milioni di dollari prima di dichiarare la bancarotta.

Quando si dice “piove sempre sul bagnato”

La compagnia ha dichiarato di essere giunta ad accordi “particolari” con oltre 340 manager e direttori in tutto il mondo, come atto di riconoscenza dopo anni di lavoro all’interno del gruppo. Tuttavia, questi accordi prevedono un esborso di oltre 16 milioni di dollari come bonus e buone uscite, un po’ troppo a detta delle società che stanno indagando sulla vicenda.

Reuters ha riferito che alcuni soggetti, come l’ex CEO di Hertz Paul Stone avrebbe ricevuto un assegno da oltre 700 mila dollari, mentre il Chief Financial Officer Jamere Jackson oltre 600 mila. Si continua con una buona uscita di circa 200 mila dollari per Jodi Allen, responsabile marketing di Hertz. Oltre a mettere il luce la triste verità che “i ricchi diventano sempre più ricchi”, la legge fallimentare degli Stati Uniti non prevede che Hertz possa vendere all’istante la sua flotta di auto per ripagare i debiti derivanti dai finanziamenti e gli stipendi in arretrato di migliaia di lavoratori nel mondo.

Da un certo punto di vista, questo “blocco” risulta essere interessante per il mercato dell’usato, nei paesi interessati dal servizio di Hertz, perché migliaia di auto che finiscono sui siti di usato in blocco, potrebbero fare crollare il valore delle auto usate all’istante.

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