Federauto: previsti 800 mila veicoli invenduti e oltre 400 mila posti a rischio

Federauto: previsti 800 mila veicoli invenduti e oltre 400 mila posti a rischio

"Servono incentivi per il rilancio del settore automobilistico"

Federauto: previsti 800 mila veicoli invenduti e oltre 400 mila posti a rischio

L’ondata di disagio derivata dalla pandemia da Coronavirus sta generando forse più imprevisti di quanto si era inizialmente pensato. Quasi tutte le diverse tipologie merceologiche risultano in stallo, per non parlare di grossi investimenti e/o acquisti come il mondo immobiliare o quello automobilistico. In quest’ultimo, abbiamo già ampiamente parlato dei vuoti totali per il mese di marzo e aprile (qui l’articolo), aspettando i possibili dati più incoraggianti di maggio 2020. Intanto di pronuncia Federauto sulla crisi che sta per attraversare questo settore.

Oltre 800 mila auto in stock invendute per 400 mila posti di lavoro a rischio

Secondo quanto dichiara Plinio Vanini, rappresentante di Federauto (associazione concessionari auto italiani) durante un’audizione alla commissione Bilancio della Camera “La rete di vendita non è più in grado di assorbire il prodotto che ci viene mandato dalle fabbriche“. E continua: “Si parla di oltre 900 mila auto ferme nei piazzali e ancora invendute per un totale complessivo di circa 18 miliardi di euro in stallo“.

Secondo il suo ragionamento e i suoi dati si starebbe rischiando una pesantissima crisi di sovrapproduzione che potrebbe far calare a picco il costo del prodotto e far decidere ad alcune case automobilistiche di prendere seri provvedimenti per il nostro mercato. La guerra al ribasso non ha mai aiutato nessun settore merceologico, soprattutto considerando delle multinazionali così grosse, coperte di enormi costi fissi, che potrebbero decidere di iniziare a tagliare moltissimo sui posti di lavoro. “Da questa situazione si rischiano oltre 400 mila posti di lavoro nelle concessionarie italiane, inclusa manutenzione e manodopera. Servono incentivi per rilanciare un settore chiave per l’economia italiana!” conclude Vanini.

Confarca, posticipare di un anno l’IVA sulle patenti

Si pronuncia anche il presidente di Confarca, Paolo Colangelo (Confederazione Autoscuole Riunite e Consulenti Automobilistici) che ricorda come anche il mondo delle autoscuole sia stato sconvolto lo scorso anno con l’introduzione dell’IVA per tutto il comparto (qui il nostro articolo). Dal loro canto, chiedono di prorogare l’introduzione dell’IVA di un anno sul conseguimento delle patenti.

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