Crisi auto, Crisci (UNRAE): “Fiducia negli emendamenti del decreto Rilancio per trovare 3-400 milioni”

Crisi auto, Crisci (UNRAE): “Fiducia negli emendamenti del decreto Rilancio per trovare 3-400 milioni”

"Necessario un approccio strategico per il futuro del settore"

Crisi auto, Crisci (UNRAE): “Fiducia negli emendamenti del decreto Rilancio per trovare 3-400 milioni”

Le speranze di Michele Crisci, presidente di Volvo Car Italia e di UNRAE (Unione autoveicoli esteri), per una ripresa del settore auto gravemente colpito dalla crisi conseguenza della pandemia da Covid-19 risiedono negli emendamenti al decreto Rilancio.

Crisci chiede risorse e strategia per il futuro del settore

In occasione dell’Automotive Forum live di qualche giorno fa, Crisci ha espresso chiaramente quali sono le prime cose da fare per supportare un comparto in grande difficoltà come quello automobilistico in Italia: “Il primo intervento in favore del settore dell’auto è quello urgente, e riguarda gli emendamenti contenuti nel prossimo decreto Rilancio. C’è infatti la necessità di riaccendere subito i motori del mercato e non si possono non trovare 3-400 milioni di euro dentro a un decreto da 55 miliardi. Io sono fiducioso nelle risposte di Governo e Parlamento. Il secondo intervento – ha aggiunto Crisci – è di ordine strategico: dobbiamo capire che l’automotive è un comparto centrale del nostro PIL e come tale va avviata una discussione sul futuro della mobilità. Lo stanno facendo già Germania, Francia e ora anche la Spagna e mi auspico che l’Italia non voglia fare anche in questo caso il Paese che insegue”.

Afflusso dei clienti in concessionaria in crescita, vendite no

Tuttavia qualche segnale di speranza arriva dall’effetto rimbalzo, seppure ancora non sufficiente a ridare ossigeno al settore auto, come afferma lo stesso Michele Crisci in qualità di presidente di Volvo Car Italia: “Nelle ultime tre settimane l’afflusso dei clienti nelle nostre concessionarie Volvo è stato addirittura superiore allo stesso periodo dello scorso anno. Lo stesso non si può dire in termini di contratti sottoscritti; c’è grande attenzione ma si subisce ancora il clima di incertezza”.

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